Quanto costa vivere in Ucraina?

Da quando il 24 febbraio 2022 è iniziato il conflitto con la Russia, vivere in Ucraina non è semplice. Forse, stando purtroppo alle notizie che ogni giorno giungono da quei territori, il termine più giusto sarebbe quello di sopravvivere. Ciò nonostante l’Ucraina era ed è, un paese interessante, ricco di storia e di cultura che vale la pena di conoscere.

Come era vivere in Ucraina prima del conflitto

L’Ucraina è una nazione controversa, considerata uno dei più grandi Paesi d’Europa con i suoi 44.800.000 abitanti è allo stesso tempo uno dei più poveri. Lo rilevavano già nel 2018, i dati del Fmi, i quali indicavano che il Pil pro capite dell’Ucraina era di 2.656 dollari. Cifra che faceva posizionare il paese al 134 posto nella classifica mondiale degli Stati più ricchi nonché il più povero in Europa. 

Con il tempo le cose non sono cambiate molto. Anche prima dell’inizio del conflitto del 2022 , le stime CIA, riportavano che il 24% della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà. E questo è forse uno dei fattori che ha spinto negli anni molti Ucraini a migrare in altri luoghi, facendo arrivare il tasso di migrazione pari a 0,9 su mille persone (dati ONU 2016). Un dato importante soprattutto se si pensa che, di questi migranti (di cui il 40% lascia il paese per ricongiungersi con i propri familiari) ben il 65% ha meno di 30 anni. 

Detto questo, per chi in questi anni ha vissuto in Ucraina il quadro è quello di un pase in cui il costo della vita è decisamente basso. 

Basta pensare che il costo medio per l’affitto di una casa in Ucraina è circa 311,02 euro. Mentre il costo medio per comprare casa in Ucraina si aggira intorno ai 657,45 euro al metro quadro.

Per quello che riguarda lo stipendio medio Ucraina invece si parla di circa ai 242,88 euro.

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Qualità della vita e istruzione

Per comprendere come si vive realmente in un paese, un dato importante da considerare è l’aspettativa di vita. Per l’Ucraina l”aspettativa media di vita è di circa 71 anni, ossia 67 anni per gli uomini e 76 e mezzo le donne. È comunque un paese giovane con età media di 40 anni.

Il 18% della popolazione è costituito da minori di 18 anni mentre il 22,5% ha più di 60 anni di età. Il paese ha anche un livello d’istruzione elevato con tasso di alfabetizzazione pari al 99,8% della popolazione adulta. La media degli anni di scolarizzazione è invece pari a 11,3 (in Italia è pari a 10,9). Questo vale anche per la popolazione migrante, della quale ben 80% ha un livello di istruzione di scuola secondaria o superiore. 

Questo dice molto sulla qualità della vita e sul fatto che lo stato spende il 6,7% del PIL sull’educazione a fronte di un 3,6% di spesa per la salute pubblica.

L’Ucraina non è solo paese di migranti, ma è anche terra di immigrazione con persone provenienti soprattutto dai paesi limitrofi. Quasi 15 mila presenze in più l’anno che arrivano da paesi come Federazione Russa, Bielorussia, Uzbekistan, Armenia o Azerbaijan.

Ciò nonostante, il 77.8% della popolazione del paese è composto da ucraini, mentre il gruppo etnico russo presente ad est del paese è circa il 17.3%. Decisamente molto meno rilevante la presenza nel paese di bielorussi, moldavi e tartari di Crimea e bulgari, la cui presenza è intorno allo 0,5%. Altre minoranze etniche compresi gli italiani coprono invece complessivamente il 3% della popolazione.

vivere in Ucraina

Quanto costa vivere in Ucraina? – pixabay di 12019

L’economia ucraina tra agricoltura e industria

L’economia del paese quando anche l’Ucraina faceva parte dell’Unione Sovietica, era incentrata prevalentemente sul settore agricolo e nelle industrie meccaniche, metallurgiche e siderurgiche. 

Dopo oltre trenta anni dall’indipendenza dell’agosto 1991, ad oggi, con il 71% del territorio ancora ad uso agricolo e con il grano che si conferma una delle produzioni principali del paese, solo 6% della forza lavoro è impegnata nell’agricoltura. Gran parte della popolazione lavora nel settore dei servizi (68%) e nell’industria (26.5%).

Attivo anche il settore della produzione di legname, siderurgia e il settore delle automobili e dei veicoli industriali sono settori attivi del paese. E non di meno sono importanti per l’economia i vasti giacimenti di carbone, le riserve di petrolio e di gas naturale.

La disoccupazione è pari al 9,9% della popolazione in età lavorativa, mentre il tasso di occupazione è pari al 53,2% e il rapporto tra occupati e popolazione è del 59,1%.

Dopo la Russia, l’Ucraina è il secondo paese più grande del continente europeo. La sua è una posizione strategica, una sorta di cuscinetto fra il continente asiatico e l’Europa.

L’Ucraina è divisa in 24 regioni amministrative ma circa il 70 per cento della popolazione vive nelle aree urbane. Ci sono numerose città con diverse centinaia di migliaia di abitanti e almeno 4 metropoli dove vivono più di un milione di persone. Come Charkiv, Dnipro e Odessa, città sul mar Nero, multiculturale e cosmopolita, che prima del conflitto era forse la più conosciuta all’estero. Ma la città più popolosa è Kiev, capitale dell’ucraina che si trova nella parte centro-settentrionale del paese. Con i suoi circa 3 milioni di abitanti, è una città d’arte, ricca di gioielli dell’architettura, nonché una delle città più verdi di Europa, con oltre 100 parchi cittadini. 

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo i dati del Servizio di statistica nazionale dell’Ucraina aggiornati al 2017 la società ucraina è composta in prevalenza da una popolazione femminile. I dati mostra un 53,7% di presenze femminili nel paese contro un 46,3% di uomini.
  • I dati rilevati da ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) del 2013 quella ucraina è la 5° comunità più grande in UE stimata a circa 1 milione di migranti (compresi quelli coinvolti in processi di migrazione circolare). 
  • Stando alle rilevazioni del 2012 dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni)i paesi di maggiore destinazione dei migranti ucraini per motivi di lavoro sono la Federazione Russa (43% dei migranti) e a seguire la Polonia (14%), dato in crescita secondo stime più recenti, la Repubblica Ceca e l’Italia (13%).

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