Il finto ecologico: 6 cose che sembrano sostenibili, ma che in realtà inquinano

Il finto ecologico: 6 cose che sembrano sostenibili, ma che in realtà inquinano. I termini per identificare un prodotto o un comportamento che rispetta l’ambiente sono tanti.

Il finto ecologico – come non farsi ingannare

Bio, green, eco, sostenibile, etc. Tuttavia, a volte anche chi ha le migliori intenzioni può sbagliare. Infatti, esistono svariate cose che molti pensano siano sostenibili, ma che in realtà inquinano. Ecco tutto quello che c’è da sapere per evitare falsi amici green ed essere il più possibile sostenibili.

il finto ecologico

Il finto ecologico 6 cose che sembrano sostenibili, ma che in realtà inquinano – shutterstock foto di Joe Lechner

1 Soia: alternativa sostenibile ai latticini?

La soia è un legume molto nutriente, una buona fonte di proteine vegetali, tanto da essere la principale alternativa a carne e latticini. La sua produzione è più sostenibile di quella di carne e latticini. Infatti, per ottenere un litro di bevanda vegetale di soia sono consumati 1/3 di acqua e si emettono 1/5 delle emissioni di CO2 rispetto a quelli necessari per un litro di latte.

Tuttavia, ogni anno vengono distrutti più di 1,5 milioni di ettari di foresta amazzonica, e il 10% delle aree deforestate vengono utilizzate per coltivare soia, quasi tutta OGM. Quindi, è bene verificare che i prodotti a base di soia provengano da filiere sostenibili e che siano stati coltivati senza danneggiare l’ambiente.

2 Legno o plastica?

C’è chi è restio ad acquistare cose in legno, a causa della deforestazione che ne obbliga la produzione. Tuttavia, questi restano comunque la scelta migliore per l’ambiente. Infatti, il legno è una risorsa rinnovabile e naturale, a differenza della plastica.

Quest’ultima danneggia l’ambiente, non solo perché è a base di petrolio, ma anche perché non è biodegradabile e richiede, per essere prodotta, ingenti quantità di acqua. Tuttavia, il legno per essere sostenibile deve essere possedere le certificazioni FSC o PEFC che ne garantiscono la gestione responsabile delle foreste. Perfetto, inoltre, per essere utilizzato in cucina, in quanto è un materiale inerte, ovvero non rilascia sostanze chimiche negli alimenti.

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3 Tessuti naturali

Un quarto delle sostanze chimiche prodotte al mondo viene utilizzato per l’abbigliamento realizzato spesso in fibre sintetiche. Infatti, queste sono derivate dal petrolio e trattate con solventi che inquinano fiumi e mari. Inoltre, il consumo di acqua e le emissioni di CO2 che ne conseguono sono molto dannose per l’ambiente.

Tuttavia, anche le fibre naturali non sempre sono a basso impatto ambientale. Per esempio l’eco pelle non ha nulla di eco. Non vengono uccisi animali, ma è prodotta con derivati del petrolio e non è n’è biodegradabile n’è riciclabile. Il consiglio è quello di acquistare capi realizzati con fibre naturali, che fanno respirare la pelle e non rilasciano microplastiche nell’ambiente.

Il cotone

Anche la coltivazione del cotone, in alcuni casi ha un impatto ambientale notevole, specialmente se la sua produzione è intensiva. In più la sua produzione prevede l’uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti che inquinano e sono la causa principale della morte si migliaia di persone che ci lavorano a stretto contatto.  Per non parlare del consumo di acqua e di energia necessario per produrre questa fibra. Pertanto, è bene scegliere il cotone organico e il cotone biologico, meglio se certificato.

La lana

Anche per lana che è una fibra naturale, durevole e biodegradabile, è sempre bene controllare l’etichetta. Il consiglio è quello di comprare lana pura al 100% senza componenti sintetiche. Queste ultime, infatti, influiscono sul modo in cui la fibra si biodegrada o viene riciclata. Inoltre, il cachemire, un particolare tipo di lana derivata, ad esempio, è associato a fenomeni come desertificazione e pascolo eccessivo causati dall’aumento delle greggi, che sono sempre più numerose perché questa fibra è sempre più richiesta e diffusa.

4 Fonti rinnovabili

L’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili è sempre più importante per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Gli impianti eolici sfruttano l’energia del vento. L’utilizzo di questa fonte rinnovabile ha molti vantaggi. Tuttavia, da anni, c’è un dibattito molto acceso sia sull’impatto visivo di questi impianti che deturpano il paesaggio sia sull’inquinamento acustico che producono.

Invece, le turbine di nuova costruzione sono molte silenziose. Anche i pannelli solari di ultima generazione possono essere inquinanti. Infatti, le celle solari contengono piombo che può essere rilasciato nell’ambiente e assorbito dalle piante. Pertanto si sta iniziando a sostituire questo materiale con lo stagno che pur essendo tossico si ossida molto più velocemente.

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5 Detersivi e cosmetici

I detersivi e i cosmetici venduti come “green” e “bio”, in confezioni verdi che enfatizzano la presenza di ingredienti naturali sono tantissimi. Tuttavia, questa è solo una strategia di mercato dalla quale le aziende produttrici cercano di trarne profitto dando una parvenza di sostenibilità.

Di esempi ce ne sono molti, ma gli ingredienti usati per la loro produzione sono comunque derivati dalla lavorazione del petrolio il consiglio è quello di optare per prodotti cosmetici fai-da-te e comunque di approfondire e cercare sempre informazioni sulla loro provenienza. Ciò per avere la sicurezza di acquistare prodotti biologici certificati e non farsi trarre in inganno da slogan e pubblicità ingannevoli.

6 Biocarburanti

I carburanti tradizionali derivano dal petrolio, una risorsa non rinnovabile che presto si esaurirà. Pertanto, i biocarburanti sono stati creati come alternativa sostenibile. Questi sono ottenuti da coltivazioni agricole come grano, mais e canna da zucchero. Sicuramente riducono l’emissione di sostanze nocive nell’ambiente.

Tuttavia, se da un lato riducono l’emissione di sostanze nocive, dall’altro richiedono una massiva deforestazione. Infatti, non si utilizzano solo gli scarti agricoli, ma le piante sono coltivate appositamente per diventare carburanti, e sottraggono così risorse all’industria agroalimentare, da cui deriva un aumento del prezzo delle materie prime.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Prima di comprare un cosmetico è bene consultare EWG Skin Deep, un motore di ricerca che cataloga il “rischio” di ogni prodotto in una scala da 0 a 10. Quelli che totalizzano 10 forse andrebbero evitati. Anche se il “rischio” è alto anche per i prodotti quotati 9, 8, 7. Anni fa erano in circolazione prodotti ad alto rischio e potenzialmente cancerogeni. Per anni fa si intende, ad esempio, nel 2009
  • Ogni giorno vengono abbattuti 27.000 alberi per la produzione della carta igienica.
  • Riciclare una tonnellata di carta può salvare 17 alberi e consentire di risparmiare 682,5 litri di olio, 7.000 litri di acqua e 3,3 metri cubi di spazio in discarica.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.