Giornata mondiale contro la schiavitù: il 23 agosto

Il 23 agosto si celebra la giornata mondiale contro la schiavitù, un grido partito nel lontano 1997.

Il 23 agosto è la giornata mondiale contro la schiavitù, momento proclamato nel 1997 dall’UNESCO, volto alla commemorazione della tratta degli schiavi. Ai quali è stata tolta la propria libertà assoluta, tutti quei diritti umani fondamentali che si acquisiscono nel momento in cui si nasce.

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Giornata mondiale contro la schiavitù: le origini

Oggi, 23 agosto è la giornata mondiale contro la schiavitù. Nel 1997, l’UNESCO, ha proclamato questa giornata per la commemorazione della tratta di essere umani e anche dell’abolizione. Si pensi solo che, all’interno della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, siglata nel 1948, viene proibita qualsiasi forma di schiavitù. La prima volta viene celebrata ad Haiti, il 23 agosto del 1998 e in Senegal nel 1999. Nonostante ciò, ancora oggi, molti bambini in giro per il mondo, vivono in pessime condizioni. La prima rivolta contro la schiavitù guidata da Toussaint Louverture, il primo generale di colore della storia, fu un evento unico. Negli anni, questa giornata, è arrivata in molti Stati, di pari passo anche con la consapevolezza acquisita. Ecco, i dettagli sulla prima rivolta di Santo Domingo:

  • La rivolta di Santo Domingo è avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 agosto del lontano 1791.
  • Una vera insurrezione guidata da Touissaint Louverture, il primo generale di colore della storia.
  • Durante una cerimonia vodu, scoppiò la prima grande insurrezione di schiavi neri.
  • Questa insurrezione è importante perché ha smosso in modo radicale e totale il sistema schiavista.
  • Una ricorrenza nata per ricordare i migliaia di africani venduti come schiavi negli Stati Uniti. E di tutti quei bambini sfruttati e obbligati a lavori forzati per produrre merci. Ai quali vengono negati i diritti fondamentali dell’uomo. Tutti quelli acquisiti dal momento della nascita.
Lotta contro la schiavitù

Giornata mondiale contro la schiavitù: il 23 agosto – Pixabay di Andrew Martin

Il significato della giornata mondiale contro la schiavitù

Ogni anno il 23 agosto viene celebrata la giornata mondiale della commemorazione del commercio degli schiavi e anche della sua abolizione. Una giornata istituita nel lontano 1998 dall’UNESCO, la data infatti, non è casuale. Questa ricorrenza vuole ricordare la famosa rivolta avvenuta a Santo Domingo nel 1791. Occorre conoscere anche cosa vi è dietro a questa giornata, il vero significato di questa ricorrenza. Tutto è partito da quella rivolta, rimasta impressa nella storia della lotta contro la tratta di essere umani. Viene anche chiamata come la rivoluzione haitiana, dal nome Haiti. La rivolta si mosse contro il colonialismo, in particolare per osteggiare i tiranni che impedivano una normale libertà civile. Il capogruppo, il vero rivoluzionario Touissaint Louverture, ha cambiato la storia. Un vero patriota americano, che poi diverrà il Presidente Governatore della Repubblica di Haiti.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) più di 40 milioni di persone in tutto il mondo sono vittime della schiavitù moderna. Sebbene la schiavitù moderna non sia definita dalla legge, è usata come termine generico che copre pratiche come il lavoro forzato. Anche la schiavitù per debito, il matrimonio forzato e la tratta di esseri umani. Essenzialmente, si riferisce a situazioni di sfruttamento che una persona non può rifiutare o lasciare a causa di minacce. Che siano violenza, coercizione, inganno e / o abuso di potere.
  • Gli schiavi non avevano praticamente alcun diritto legale nella maggior parte delle aree in cui potevano essere giustiziati per crimini che non erano reati capitali per i bianchi. La loro testimonianza era limitata nei casi legali e non poteva essere usata né a favore né contro i bianchi. I processi agli schiavi erano di solito presso i tribunali speciali. Gli schiavi non potevano possedere proprietà, spostarsi senza il consenso dei loro proprietari o sposarsi legalmente.

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