Perché i tessuti sintetici inquinano?

La prodizione dei tessuti, anche per l’arredamento, è massiccia e spesso si tende a privilegiare l’aspetto economico a scapito dell’ambiente. Bisogna capire però perché i tessuti sintetici inquinano?

Qual è il Paese più inquinato al mondo?

Il problema ambientale

Il problema dei tessuti sintetici è stato rilevato già nel 2018 dalle Nazioni Unite, attraverso l’UNEP. Il problema riguarda non solo le risorse utilizzate per la produzione, ma anche per i rifiuti che vengono prodotti.

  • l’industria della moda produce:
  • il 20% delle acque reflue globali
  • il 10% delle emissioni globali di anidride carbonica

Le tinture tessili sono la seconda più grande fonte d’inquinamento delle acque. Per un paio di jeans occorrono circa 7.500 litri d’acqua.

Senza contare le risorse energetiche e i rifiuti prodotti. Tra questi, uno dei problemi più grandi è rappresentato dalle microplastiche dei tessuti sintetici.

I tessuti sintetici inquinano

Le fibre tessili si suddividono solitamente in tre tipi:

  • naturali: ricavate da elementi naturali come cotone, lino, lana e simili;
  • artificiali: con materie prime naturali come cellulosa o proteine vegetali ma trattate con sostanze chimiche. Tra queste ci sono il raion e la viscosa;
  • sintetiche: a base di petrolio e materiali plastici, molto economiche da produrre.

Le fibre sintetiche quindi causano microplastiche. Tra queste, le più comuni sono:

  • acrilico: simile alla lana, è soffice e caldo e si asciuga velocemente;
  • poliestere: per tessuti molto economici, non si deve stirare ed è facile da asciugare.
  • elastan: una fibra a base di poliuretano che conferisce elasticità ed è molto resistente.
  • nylon: è forte elastico e leggero.

Il problema delle microplastiche

Uno dei principali problemi di questo tipo di tessuti riguarda il rilascio di microplastiche nell’ambiente. Molti tessuti, anche quelli ricavati da plastica riciclata contribuiscono a riversare nei mari moltissima plastica. Se questo può all’apparenza essere un fatto positivo, in realtà non lo è.

Poiché con il lavaggio tutti i tessuti perdono delle fibre bisogna fare attenzione ai materiali tessili con cui si ha a che fare sia per quanto riguarda l’abbigliamento ma anche e soprattutto per i tessuti di arredamento, prodotti in quantità massicce.

Gli scarichi delle lavatrici purtroppo non sono dotati di filtri e perciò le fibre finiscono nell’ambiente.

Come provare a ridurre il problema

Per evitare la dispersione delle microfibre si possono seguire alcuni accorgimenti, tra cui:

  • Utilizzare degli appositi sacchetti filtri in cui inserire i tessuti sintetici da lavare in modo da trattenere le microfibre;
  • Usare una palla cattura fibre che si ispira allo stesso principio con cui i coralli filtrano l’acqua del mare;
  • Installare un filtro per la lavatrice per filtrare le microplastiche.

Murales mangia inquinamento: la lotta contro il razzismo e con l’ambiente

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Uno studio italiano del 2019 ha dimostrato come le microplastiche arrivino in mare. È stato spiegato come, da tessuti 100% poliestere e fibre naturali miste a poliestere lavati in una comune lavatrice e sottoposti a 10 cicli di lavaggio, il risultato sia sconcertante. In questo esperimento, dopo ogni lavaggio l’acqua di scarico è stata filtrata e le microplastiche raccolte per un totale dai 120 ai 380 mg di fibre per kg di vestiti, ovvero dalle 604.000 alle 1.500.000 microfibre rilasciate.

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA

Per altre curiosità e informazioni sugli abitanti continuate a seguirci su www.habitante.it

Written by

Sono laureata in giornalismo e lavoro come redattrice, traduttrice e copywriter. Mi piace parlare di tutto con approccio scientifico, soprattutto di enogastronomia. Scrivo di moda e la creo (sono anche ricamatrice e modellista sartoriale).