Mangiare la carne in maniera sostenibile è possibile: ecco come

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Ormai è ben noto come il consumo di carne non sia del tutto amico dell’ambiente. Molti allevamenti ancora oggi non sono eco friendly. Basti pensare che l’allevamento di animali da macello è responsabile, da solo, di più del 15% del totale di tutte le emissioni di gas a effetto serra e che tale attività costa al pianeta il 23% dell’acqua dolce disponibile (dati FAO). Ciò non significa che non dobbiamo più mangiare carne ma che è bene imparare a farlo in maniera responsabile e soprattutto sostenibile.

Ecco come mangiare la carne in maniera sostenibile

Un modo per mangiare carne senza sentirsi in colpa per lo sfruttamento degli animali e per l’inquinamento dell’ambiente esiste. Tutto si basa sulle nostre scelte, per esempio è importante fare attenzione alla provenienza della carne e ai metodi di allevamento del bestiame. I punti da seguire per consumare la carne in maniera sostenibile sono sostanzialmente tre, ovvero:

  • rispetto della biodiversità animale;
  • qualità della vita dell’animale;
  • rispetto delle risorse e dell’ambiente che si utilizzano per l’allevamento.

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La provenienza della carne

Per mangiare la carne, e non solo, in modo sostenibile è fondamentale sincerarsi della sua provenienza. La prima regola consiste nell’avere chiara la provenienza di ciò che mettiamo nel piatto. Si consiglia di evitare le monoculture che, nella maggior parte dei casi, devastano l’ambiente. È bene scegliere quelle tipologie di aziende che sostengono la vita dell’animale nel suo habitat naturale, che producono meno ma ottengono in questo modo una carne di qualità maggiore. Questo è possibile perché all’animale si evitano quelle fonti di stress presenti, invece, negli allevamenti intensivi.

Mangiare carne

Mangiare la carne in maniera sostenibile è possibile: ecco come – SHUTTERSTOCK di wrangler

Come scegliere la carne giusta

È sempre consigliato scegliere prodotti made in Italy, e possibilmente della propria zona, in modo da acquistare un prodotto che non ha percorso chilometri e chilometri per arrivare a casa nostra e che, come è logico, ha comportato l’ulteriore emissione di inquinanti nell’ambiente. La carne italiana fornisce maggiori informazioni sulla provenienza ed è decisamente più facile risalire a dettagli relativi all’allevamento o al taglio che è arrivato nella nostra tavola. Risulta, invece, più complicato orientarsi nella grande distribuzione. Anche se nel caso degli allevamenti nell’Unione Europea le etichette riportano comunque le indicazioni fondamentali, capire se la carne proviene da allevamenti che rispettano gli standard minimi di qualità è più difficile.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo l’Osservatorio permanente sul Consumo Carni, il consumo medio annuo in Italia di carne (pollo, suino, bovino, ovino) è pari a 79 chilogrammi pro-capite (nel 1960 era 21). Il 45% dei consumatori preferisce la carne proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie quella locala e il 20% quella con marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) o con altre certificazioni di origine.
  • L’Italia risulta essere il quarto produttore di carne bovina in Europa dopo Francia, Germania e Regno Unito.

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Scritto da

Biologa