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El Anatsui e le opere d’arte ricavate da materiali riciclati

Le iniziative sostenibili nel mondo: El Anatsui e le opere d’arte ricavate da materiali riciclati

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Tra le iniziative sostenibili nel mondo ci sono En Anatsui e le sue opere d’arte, ricavate da materiali riciclati. All’inizio della sua carriera l’artista ha mostrato il suo interesse relativo alla scultura, lavorando principalmente con l’argilla e il legno, per creare oggetti ispirati alle credenze tradizionali del Ghana. Più recentemente, invece, l’artista ha cominciato a lavorare semplicemente con materiali di recupero.

“… When I create work… it is in my view a metaphor reflecting an alternative response to examine … possibilities and extend the boundaries in art. … My work can represent links in the evolving narrative of memory and identity.”

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Le installazioni di El Anatsui ricavate da materiali riciclati

El Anatsui è nato in Ghana nel 1944, ma ha operato per gran parte della sua carriera in Nigeria, dove è diventato famoso per le opere d’arte nate da materiali riciclati. In particolare realizza enormi installazioni con tappi di bottiglie appiattiti che, uniti con fili di rame, formano enormi fogli metallici. Le opere sono ispirate ai tessuti ghanesi e in particolare ai colori tradizionali dei Kente. Il processo di creazione non è stabilito a priori. Infatti, le pieghe e i drappeggi nascono spontaneamente e sono intese come aperte e modificabili a seconda del luogo dove vengono esposte. Ad esempio, in Ozone Layer (2010), si librano leggere nell’aria andando a mutare continuamente l’aspetto dell’intera composizione.

El Anatsui e le opere d’arte ricavate da materiali riciclati
El Anatsui e le opere d’arte ricavate da materiali riciclati – shutterstock foto di Vale Cantera

Il successo di El Anatsui

El Anatsui crea arazzi realizzati con materiali di recupero, tra cui lattine di alluminio, creta, tessuto, legno, tappi, schiacciati, appiattiti, sono ricuciti tra loro. Con queste opere ha partecipato alla  52ª Biennale di Venezia, dimostrando che la più genuina tradizione africana può essere coniugata alla modernità dei materiali e delle tecniche. Infatti, nei suoi lavori, materiali poveri e quotidiani, tra cui anche le grattugie per la manioca o i coperchi dei barattoli del latte, diventano materia prima per sontuose composizioni che, riescono a rievocare opere di pittura astratta. In più allo stesso tempo suggeriscono la grazia dell’ornamento e la potenza della monumentalità.

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El Anatsui e l’arte contemporanea africana

El Anatsui grazie all’arte del riciclo, tema particolarmente caro agli artisti africani di oggi, crea suggestivi arazzi di grandi dimensioni, ispirati alla ricchezza dei tessuti Kente e dei preziosi abiti da cerimonia Nyekor. Ciò lo ha reso uno dei più stimati scultori africani viventi e il principale artista africano della sua generazione. Tanto che oggi il concetto di arte contemporanea africana ha acquisito significati molto diversi a seconda dell’uso che ne viene fatto.

Tuttavia, Anatsui esprime anche il desiderio di emanciparsi da alcune etichette che il colonialismo ed il post-colonialismo hanno lasciato sulla produzione artistica e letteraria africana, ovvero, l’oralità, la tradizione, il primitivismo e la frattura tra tradizione e modernità. Infatti, le sue opere, in cui è intrinseco il rispetto per l’ambiente e il recupero dei rifiuti sono presenti nelle maggiori gallerie pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, tanto da far diventare questo concetto centrale nella ricerca anche di altri artisti come Pascale Marthine Tayou.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Nel 2019 l’artista, tra gli africani più quotati, era in mostra al Padiglione del Ghana all’Arsenale della Biennale di Venezia.
  • Secondo l’Istat Il 48,2% dei rifiuti urbani dell’Unione Europea è recuperato attraverso il riciclaggio o il compostaggio e il 28,8% viene sottoposto all’incenerimento, anche sotto forma di recupero energetico. Inoltre, nel 2018, in Italia si sono prodotte 30,2 mln di tonnellate di rifiuti urbani, il 7,1% in meno rispetto al 2008.

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