Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte

Abraham Sidney Ofei Nkansah – classe 1990 – è uno dei nuovi artisti che cavalcano l’onda dell’arte contemporanea con successo. Ogni sua opera è nel mezzo tra un’immagine reale e una visione filtrata della realtà. E oggi racconta il suo viaggio nell’arte ad Habitante.

Buongiorno Abraham, vivere d’arte è sempre stato più complicato di quello che si possa pensare. Tuttavia, il Covid-19 sta rivoluzionando il mondo dell’arte, che oggi è perlopiù on-line. Nonostante lei sia molto giovane, le sue opere sono molte e si sanno distinguere. Infatti, sono caratterizzate da sperimentazioni e varie tecniche. Inoltre, sono legate tra loro da un unico fil rouge. Ci racconti chi è Abraham Sidney, le sue origini, gli anni della sua formazione e com’è esplosa la sua carriera nel mondo dell’arte.

Salve Enrica, innanzitutto sono un ragazzo come tanti. Ci tengo a sottolineare che, esclusa un po’ di fortuna, il destino lo forgiamo con le nostre mani e così è stato per me. Mi chiedono sempre come sia riuscito ad arrivare dove sono e la risposta è e sempre sarà: con tanto impegno! Sono nato a Modena, mia madre è di Lecce, mio padre era Ghanese e così in casa ho sempre avuto contaminazioni stilistiche provenienti da più posti. Dalle palme agli elefanti di legno, sono sempre stato affascinato da tutte quelle suppellettili tanto cariche di esperienza manuale.  Inizialmente mia madre non incoraggiò il mio percorso artistico, infatti, frequentai per qualche anno l’Istituto Tecnico per Geometri. Devo dire che devo molto a quell’esperienza perché lì appresi il disegno tecnico in tutta la sua precisione ed eleganza, ma il vero e proprio percorso artistico iniziò solamente qualche anno dopo, quando mi iscrissi all’Istituto d’arte. Qui mi trovai subito a mio agio. Quello che all’Istituto Tecnico era motivo di rimprovero si era trasformato in elogio da parte degli insegnanti anche di fronte ai compagni di classe.

I miei studi continuarono all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove mi innamorai definitivamente dell’arte, in tutte le sue sfumature. Nel mondo dell’arte la rete dei contatti è molto importante e questa si delineò in modo naturale durante il mio semplice vivere d’arte. Conobbi personaggi illustri frequentando mostre e partecipando a concorsi. Tra questi uno in particolare valse la mia attuale posizione nella Five Gallery a Lugano. Dal concorso Vivere d’Arte – Smart in the City, grazie al quale il mio dipinto venne esposto all’aeroporto di Malpensa, iniziò la mia collaborazione con Andrea del Guercio, titolare della cattedra di Storia dell’Arte all’Accademia di Brera. Quello che colpì i giudici fu l’enorme quantità di materiale che avevo prodotto fino a quel momento. Quindi si può dire che il biglietto d’ingresso all’interno di questa galleria fu il mio costante impegno produttivo.

Intervista ad Abraham Sidney Ofei Nkansah

Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Filippo Taccini

Ci parli di più della sua collaborazione con la Five gallery. “La casa con l’albero” può essere considerato uno dei suoi primi successi?

La casa con l’albero”, che nel 2015 fu la mia prima mostra, rappresenta sicuramente un grande traguardo. Penso che per qualsiasi creativo la prima mostra lo sia e sono, inoltre, convinto che ad ogni artista farebbe piacere essere lusingato ed esposto in giro per il mondo. Gli svariati complimenti e i diversi acquisti da parte di più collezionisti, già durante l’inaugurazione, confermarono il mio talento e furono per me motivo di grande lusinga. Sicuramente mi diedero quella marcia in più che ancora oggi vale come incentivo nel continuare a credere nella mia passione.

Intervista ad Abraham Sidney Ofei Nkansah

New Freezer – opera su tela – Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Abraham Sidney Ofei Nkansah

La sua pittura è stata considerata visionaria. Scatenata da un’inarrestabile necessità espressiva, tra una fitta trama policroma, che esclude i vuoti ed è completata da micro-macchie. Ci descriva il suo stile in una frase.

Strato dopo strato, aggiungendo e grattando via, intensifico la texture creata dai colori. Miro sempre a quella particolare intensità di dettaglio che può stimolare, nutrire e sorprendere il mio spirito, alimentando per prima cosa la mia soddisfazione e successivamente quella dei miei spettatori. Il mio obiettivo è sempre quello di stimolare la fantasia di chi fruisce le mie opere, non costringendolo ad un’unica interpretazione, ma lasciandolo libero di spaziare nella sua. Sempre vittima della sublime e mistica energia della natura che mi circonda, riconosco che è lei, in ogni momento, ad indurmi alla pennellata successiva.

Intervista ad Abraham Sidney Ofei Nkansah

Opera su carta – Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Enrica Cuccarese TeclaBluPhotography

Ai suoi esordi la sua arte era prettamente rappresentata da lavori su carta dalle dimensioni ridotte, in cui emerge un’estrema minuziosità, la cura e l’attenzione ai dettagli. Nel tempo ha avuto la possibilità di sperimentare un’importante evoluzione percettiva passando ai lavori su tela. Quali le differenze?

Sono da sempre innamorato della carta. È il primo supporto di cui qualsiasi bambino può disporre ed è stato così anche per me. Della carta apprezzo l’immediatezza espressiva. Quello che su tela necessita di svariate settimane di lavoro, su carta, invece, mi richiede molto meno tempo. Mi capitò di studiare ciò che la carta e il disegno con il pennello significhino per la cultura orientale. Nessun’altra cultura assegna a questo materiale naturale, al pennello e all’inchiostro una tale importanza. Per loro nel vuoto della carta si celano messaggi filosofici, poesia e saggezza. Per di più, nella cultura cinese si dice che l’uomo, attraverso la pratica del disegno, su questo antico materiale, che è la carta, possa addirittura svelare i misteri dell’universo. È comunque vero per me che la tela vive di un fascino tutto suo e nell’ultimo periodo mi sono avvicinato a quella sensazione di durevolezza ed eternità che solo la tela mi offre.

Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte - foto di Abraham Sidney Ofei Nkansah

Paesaggi su carta – Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Abraham Sidney Ofei Nkansah

Nonostante questa evoluzione, intuisco, anche da quello che ci ha raccontato, che i lavori su carta restano fondamentali nella sua carriera artistica. Infatti, l’hanno condotta fino al WOP – Works On Paper, la più importante fiera europea di arte contemporanea su carta, per ben tre volte. Cosa differenzia gli ultimi lavori artistici esposti all’interno di questa fiera rispetto alle sue prime realizzazioni?

Certamente, da lavori più illustrativi e realistici, ho assistito passivo ad un lento e graduale processo di astrazione delle mie opere. Tuttavia, quando la gente definisce le mie opere astratte, mi trovo in disaccordo. Vorrei cogliere l’occasione per chiarire questo punto. L’astratto è una semplificazione della realtà che utilizza forme e colori non fini a sé stessi, ma che attraverso essi è in grado di evocare una particolare emozione o un determinato significato usando una strada non convenzionale. Nelle mie opere ciò è vero, tuttavia non è il punto d’arrivo. Quello che cerco di fare con le mie creazioni è condurre lo spettatore attraverso l’astratto ad una visione che non lo è.

Intervista ad Abraham Sidney Ofei Nkansah

Autoritratto come albero – opera su tela – Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Abraham Sidney Ofei Nkansah – foto di Abraham Sidney Ofei Nkansah

Ha viaggiato molto. Infatti, le esposizioni e le mostre a cui ha partecipato sono tante. Dal Set Up Contemporary Art Fair qui in Italia, all’Art Kalshrue in Germania. Qual è stata la più significativa?

Tutte lo sono anche se conservo ricordi particolarmente felici riguardanti l’esposizione a Colonia. La città mi accolse calorosamente e fui convolto da un gruppo di artisti professionisti, che incontrai per caso e a cui piacqui molto, ad una manifestazione all’interno del più importante museo d’arte contemporanea della città. Ricordo in maniera felice la serata che seguì all’evento. La vita degli artisti può essere estremamente affascinante. La condizione in cui l’attuale virus ci ha incastrato, ha reso gran parte se non addirittura la totalità degli eventi artistici on-line. Un’esperienza sicuramente degna di nota e che difficilmente dimenticherò è quella di quando per la prima volta ho potuto passeggiare all’interno dell’allestimento online della mostra virtuale “Da Keith Haring a Greta“. Per me, che sono cresciuto con l’avvento dei primi monitor, assistere alla digitalizzazione del reale è sicuramente un’emozione impagabile.

Intervista ad Abraham Sidney Ofei Nkansah

Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Filippo Taccini

Dice che uno dei motivi per i quali vive d’arte è perché fa stare bene. Infatti, oltre a crearla tiene anche dei corsi per diffonderla e farla mettere in pratica. Ci racconti di più.

Da qualche tempo ormai tengo lezioni, perché, come ho affermato anche nella mia tesi di laurea, ritengo che l’arte non sia facoltativa per la mente, come l’allenamento fisico non lo è per il corpo. È dalla fine degli anni ’80 oramai che vengono svolti studi scientifici nell’ambito dell’arte utilizzata come terapia. Con grandi successi anche nella cura di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Nei miei corsi non faccio distinzioni d’età, non è mai troppo tardi per iniziare ed è anche vero che i bambini possono imparare dagli anziani quanto gli anziani dai bambini. Invito chiunque sia interessato a conoscere l’aspetto più creativo di sé stesso o a scoprire di averne uno a contattarmi all’indirizzo corsidipittura@hotmail.com. Consiglio, a chi volesse approfondire, di seguire la mia pagina Instagram Abram_Sidney. Risponderò con piacere a qualsiasi vostra domanda e curiosità, senza impegno.

Intervista ad Abraham Sidney Ofei Nkansah

Tutti i posti in cui avrei voluto essere – opera su tela – Abraham Sidney e il piacere di vivere d’arte – foto di Abraham Sidney Ofei Nkansah

Un ringraziamento speciale a Abraham Sidney Ofei Nkansah, per averci dedicato il suo prezioso tempo.

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Scritto da

Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.