Le iniziative sostenibili nel mondo: il riuso dei beni confiscati

Tra le iniziative sostenibili nel mondo è molto importante ricordare il riuso dei beni confiscati. Vi è un mondo dietro il tema dei beni confiscati alla criminalità che coinvolge aspetti urbanistici, ambientali e sociali, oltre che economici. Ma quanti sono sino ad oggi i beni immobili confiscati alla criminalità italiana? Ma soprattutto: che fine fanno dopo i sequestri da parte delle forze dell’ordine e da quali progetti sono interessati? Da sei anni, per esempio, con il contributo di oltre 100 giovani architetti, paesaggisti, ingegneri e designer, NewItalianBlood (NIB) ha il privilegio di sviluppare progetti pilota per il riuso di beni confiscati in Campania toccando con mano i problemi e le necessità concrete di un territorio complesso.

Progetti per i beni confiscati: 3 strategie

I temi centrali relativi al riuso dei beni confiscati sono il recupero, l’integrazione e la trasformazione di ville e quartieri. Così come la tutela e la fruizione di aree verdi e oasi naturalistiche, grazie a palazzi da riconvertire in social housing e edifici da realizzare ex novo. Oggi, grazie ad anni di esperienza si sta sviluppando un approccio culturale, programmatico ed economicamente sostenibile. Già nel 2017 l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – Anbsc aveva destinato alla vendita per mancata manifestazione di interesse degli enti locali 80 immobili. Ciò grazie a tre strategie fondamentali per ogni tipo di progetto che riguarda i beni confiscati, sia che si tratti di ristrutturarli ex novo, sia che si tratti di recuperarli:

  1. Programmi funzionali innovativi e auto sostenibili per creare poli stabili di incontro, aggregazione, cultura, lavoro e reddito per le associazioni che gestiranno i beni.
  2. Progetti-manifesto emozionali, per innescare un profondo senso di comunità, appartenenza, interattività e partecipazione al riscatto del territorio e alla vita delle opere.
  3. Architettura green e sostenibile ripensando gli spazi esistenti, senza cancellare, la storia, la testimonianza e la memoria di persone e luoghi.

La grande svolta in questo campo si è avuta anche grazie alla nuova possibilità di vendita dei beni confiscati, con un ritorno economico per le stesse comunità locali grazie al riutilizzo immediato del bene da parte di qualche investitore privato. Ciò attraverso progetti che contribuiscono a combattere l’abbandono di quei beni per mancanza di fondi da parte dell’ente pubblico.

Le iniziative sostenibili del mondo il riuso dei beni confiscati

Le iniziative sostenibili del mondo il riuso dei beni confiscati – shutterstock foto di Andrii Yalanskyi

L’attività di New Italian Blood per i beni confiscati in Campania

Grazie alla preziosa esperienza di un centinaio di beni riconvertiti nel casertano dall’associazione Agrorinasce, NewItalianBlood (NIB) ha avuto la possibilità di imparare e di proporre nuove idee per alcuni comuni del casertano esplorando una varietà di esigenze e programmi innovativi dedicati al sociale, all’ambiente, all’aggregazione e soprattutto alla creazione di lavoro. Infatti, i progettisti del Master NIB hanno utilizzato un approccio pragmatico e concreto. Dunque, sono partiti dal rilevare che molti beni oggetto di confisca sono abusivi e dunque inesistenti al catasto. In seguito hanno esplorato il territorio per capire cosa servisse alle comunità, provando a ipotizzare i costi di realizzazione, manutenzione e gestione e i possibili ricavi per affitti, servizi o eventi. In sei anni, NIB ha sviluppato oltre 30 progetti architettonici per il riuso di beni confiscati alla criminalità organizzata. Eccone alcuni:

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Orti Sociali a Villa Literno

I due progetti di orti sociali a Villa Literno prevedono il riutilizzare dei beni confiscati alla criminalità organizzata per offrire alla comunità occasioni di riscatto, lavoro e socialità. Ciò per generare un’economia legata al lavoro della terra grazie alla produzione di ortaggi e frutta per il consumo locale. Pertanto, il terreno è stato organizzato in fasce per renderlo meglio fruibile dall’uomo e per organizzare le coltivazioni locali tipiche.

Vivaio Didattico a Santa Maria La Fossa

I terreni confiscati alla criminalità a Santa Maria La Fossa, sono stati immaginati come vivaio didattico. I materiali utilizzati per la realizzazione di questo progetto sono economici e di riciclo. Le coltivazioni all’interno del vivaio sono caratterizzate da tecniche sperimentali, le inverse, idroponiche, fitodepurative e aeroponiche. Inoltre, la serra è progettata per essere frequentata dai bambini che possano così apprendere i cicli delle stagioni ed i processi produttivi. Inoltre, giovano del contatto con la natura e grazie al laboratorio di educazione alimentare, assaporano i frutti del raccolto direttamente sul posto.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Da una ultima stima allegata a una relazione presentata durante un incontro pubblico tenutosi in Calabria da Ennio Sodano, sono ben 20.080 i beni, tra appartamenti, ville, terreni, capannoni industriali in gestione, da confiscare ufficialmente. Mentre gli immobili complessivamente già destinati a qualche progetto sono 12.300.
  • Al termine del 2017 gli immobili confiscati e riassegnati alle comunità localida parte di commissioni delegate dal Governo sono stati circa 2.000. Ciò rappresenta un passo avanti rispetto agli anni passati.
  • Anbsc ha anche pubblicato la classifica delle regioni per numero di beni confiscaticomplessivamente in Italia. Le regioni che hanno un numero maggiore di beni confiscati sono Sicilia, Calabria e Campania.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.