Cosa sono le piante stabilizzate?

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Piante stabilizzate: ecco cosa sono

Avere in casa piante e fiori rende l’ambiente non solo bello da vedere ma fa anche bene all’umore. Non sempre però tutti sono dotati in egual modo del famoso pollice verde necessario per garantirne la sopravvivenza. Cosa fare in questi casi? Si può ricorrere alle piante stabilizzate. Si tratta, in buona sostanza di quelle piante che, raggiunto un certo stadio di vita, subiscono un trattamento chiamato stabilizzazione che le rende resistenti.

Come si stabilizzano le piante?

Non tutte le piante possono subire il processo di stabilizzazione. Difatti è necessaria un’accurata selezione di quelle che meglio si prestano allo scopo. Il momento migliore del loro ciclo vitale di una pianta è quello in cui questa presenta una giusta lucentezza, un ottimo sviluppo fogliare e una buona consistenza. La stabilizzazione consiste nella sostituzione della linfa, normalmente presente nell’apparato vegetale, con una particolare miscela.

Questo processo ne blocca la crescita senza che questa però appassisca. In un certo senso è come se la pianta venisse imbalsamata. Di conseguenza si otterrà un prodotto finale che non necessita di alcuna manutenzione, non servirà terra, acqua e neanche luce. Le piante stabilizzate possono arrivare a durare anche per dieci anni.

Le piante e i fiori d’appartamento primaverili

Processo di stabilizzazione delle piante

La stabilizzazione di una pianta non è una pratica che rientra nell’ambito del fai-da-te poiché richiede un protocollo accurato e personale e luoghi adatti. Per prima cosa gli operatori operano una selezione delle piante da stabilizzare. Quelle ritenute idonee passano nella camera di stabilizzazione dove viene ricreato il miglior microclima che coesiste nel perfetto equilibrio tra umidità e luce. Le piante a questo punto vengono poste in lunghe vasche contenenti una miscela liquida a base di glicerina, acqua e coloranti. Durante questo processo, che può arrivare a durare anche 5-6 giorni, la linfa della pianta evapora lentamente e viene subito sostituita dalla nuova miscela che occuperà tutto l’apparato fogliare della pianta. Infine le piante vengono sciacquate e riposte in una sala di essiccazione per una decina di giorni circa. Trascorso questo lasso di tempo vengono controllate, ripulite e immesse sul mercato.

Piante stabilizzate

Cosa sono le piante stabilizzate?- SHUTTERSTOCK di Copter Pixel

Accorgimenti utili per le piante stabilizzate in casa o in ufficio

Se è vero che le piante stabilizzate non necessitano di manutenzione è vero anche che non si tratta di piante finte quindi per farle durare a lungo è bene adottare alcuni accorgimenti. Per esempio si consiglia di non esporre la pianta ai diretti raggi solari per un periodo prolungato, quindi non posizionarla neanche vicino ai caloriferi o ad altri sistemi di riscaldamento. Il calore diretto andrebbe ad alterare lo stato di idratazione della pianta. Inoltre evitarne non solo l’irrigazione, ma anche la vaporizzazione o la pulizia con l’acqua. È bene poi ricordare la reale funzione di queste piante che è quella prettamente estetica. Queste difatti non sono più vitali poiché hanno smesso di effettuano la fotosintesi clorofilliana, di conseguenza non contribuiscono all’assorbimento dell’anidride carbonica e alla produzione di ossigeno. Per questo motivo le piante stabilizzate si prestano bene per l’allestimento e la valorizzazione di ambienti quali uffici o esercizi commerciali in cui non si può provvedere alla costante manutenzione del vegetale.

Idee per decorare con le piante stabilizzate

Le piante stabilizzate possono fungere da complemento d’arredo utile per abbellire alcuni ambienti, per esempio possono essere impiegate per:

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo un’analisi Coldiretti/Censis il 46,2% degli italiani possiede in casa fiori o piante. La percentuale sale al 50,8% se si considerano solo gli under 34. Inoltre tra coloro che dichiarano di possedere il pollice verde il 47,5% appartiene al genere maschile a fronte di una percentuale femminile pari al 43%.

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Scritto da

Biologa