Come gestire alimentazione e spesa sostenibile per il consumo domestico

Alimentazione e spesa sostenibile sono alla base del consumo di cibo quotidiano a livello nutrizionale e con un basso impatto ambientale. Ciò incide sul benessere delle risorse idriche, sulle basse emissioni di carbonio e azoto e permette di stare attenti alla biodiversità e all’ecosistema.

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Alimentazione e spesa sostenibile, da dove partire

Nonostante i progressi degli ultimi anni ci sono ancora sistemi di produzione poco sostenibili. “Dieta sostenibile” è ormai in uso frequentemente nel nostro linguaggio perché sta a indicare proprio le raccomandazioni alimentari in modo da rendere l’ambiente e le persone più sane.

L’industrializzazione ha creato un aumento eccessivo della produzione di alimenti non distribuiti in maniera equilibrata nel nostro pianeta. Si ha quindi uno sbilanciamento tra chi soffre la fame e persone in sovrappeso o obese.

Tutto ciò ha anche impatto a livello ambientale. La produzione di carne e di derivati animali ha un impatto ambientale maggiore rispetto alla produzione di alimenti vegetali. L’allevamento del bestiame assorbe circa il 40% della produzione agricola mondiale. Contribuisce all’abbattimento delle foreste per creare nuovi pascoli e crea molti agenti inquinanti tra antibiotici, fertilizzanti e agrofarmaci per le colture destinate alla produzione dei mangimi. Una risposta può essere data favorendo il consumo di alimenti di origine vegetale che mira alla riduzione dello spreco alimentare.

Una spesa sostenibile è possibile?

Comprare nei supermercati può sembrare un vantaggio perché si trovano moltissimi prodotti e non si perde molto tempo. Fare la spesa però dovrebbe essere una scelta consapevole che non si basi sul semplice consumo in base alle regole del mercato. Spesso è difficile avere la sicurezza che ci si trovi davanti a prodotti di prodotti di qualità, conoscendone la provenienza. Per questo è importante seguire alcuni accorgimenti al fine di rendere la spesa sostenibile.

Come fare?

La prima cosa da fare è sicuramente prediligere i prodotti a “Km 0”, ovvero locali e stagionali, comprati direttamente dal produttore. Così si riducono tutte le emissioni derivanti anche dai trasporti dei generi alimentari. Comprare inoltre nelle botteghe locali significa anche aiutare l’economia locale e si riducono le confezioni di plastica, che come sappiamo sono molto dannose.

Esistono oggi molti gruppi di acquisto solidale, detti “Gas”. Il loro obiettivo è il consumo responsabile nei confronti dell’uomo e dell’ambiente. Un gruppo di persone si accorda per acquistare dei prodotti alimentari nella propria zona di provenienza e individua i luoghi adatti alla soddisfazione delle proprie esigenze. A questo si aggiungono poi altre persone. Con scadenze organizzate, la spesa giunge nei punti di raccolta predisposti o direttamente a casa. Un esempio concreto è la finlandese “REKO”, un gruppo Facebook al quale ci si iscrive per prenotare i prodotti di un produttore solamente commentando i suoi post social. Successivamente, ci si organizza per ritirare la spesa, stagionale e locale.

L’orto nel piatto: un progetto di alimentazione sostenibile

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu? 

  • Oltre un terzo del cibo prodotto, di cui l’80% è ancora consumabile, viene sprecato. Oltre a ciò, vengono sprecati anche acqua e terra necessari per la produzione.

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Sono laureata in giornalismo e lavoro come redattrice, traduttrice e copywriter. Mi piace parlare di tutto con approccio scientifico, soprattutto di enogastronomia. Scrivo di moda e la creo (sono anche ricamatrice e modellista sartoriale).