Habitante a tavola: alimentazione plant-based, ecco di cosa si tratta

L’alimentazione plant-based, letteralmente alimentazione a base vegetale, è una delle ultime mode in fatto di dieta. Questo è in realtà un concetto da sempre espresso dagli esperti in nutrizione, come anche dalla stessa Dieta Mediterranea, per cui si consiglia un largo consumo di alimenti di origine vegetale nella propria quotidianità. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e chi sono coloro che adottano questa tipologia di dieta.

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Alimentazione plant-based, ecco di cosa si tratta

Questo nuovo approccio alimentare, in buona sostanza, punta alla riduzione del consumo quotidiano di proteine animali e ad un aumento di quelle vegetali. Il recente successo dei cibi plant-based si deve al continuo richiamo di autorità ed esperti nell’ambito alimentare e ambientale a ridurre la carne messa in tavola. Il vantaggio sarebbe doppio: per la salute umana e per quella del pianeta.

Si è parlato per la prima volta di plant-based diet nel 1999, in un documento redatto durante il Terzo Congresso Nazionale sulla Nutrizione Vegetariana. In quell’occasione, i relatori esaminarono approcci nutrizionali che potevano costituire un’alternativa alle classiche diete onnivore. Ne evidenziarono due: la plant-only, basata esclusivamente su cibi vegetali, e la plant-based, basata prevalentemente su cibi di origine vegetale.

Ad oggi il dibattito è ancora aperto in merito alla reale definizione di questo tipo di alimentazione. C’è chi sostiene che la dieta plant-based sia uno stile alimentare che include solo cibi vegetali e non cibi di origine animale; quindi cereali integrali, frutta, verdura e legumi, ma non uova, miele o latticini. C’è chi parla di dieta vegetariana incentrata su cibi vegetali, come verdure e cereali integrali, ma che include anche piccole quantità di uova o latticini. Ancora chi ritiene si tratti di una semplice rivisitazione della nota dieta mediterranea. E infine chi parla di flexitarianesimo, una sorta di via di mezzo tra uno stile completamente vegetariano e uno onnivoro.

Alimentazione plant-based - toast avocado

Habitante a tavola: alimentazione plant-based, ecco di cosa si tratta – SHUTTERSTOCK di Nelli Syrotynska

Flexitarianesimo: ultima moda in fatto alimentare

Non sono vegetariani e neanche vegani. Allora chi sono? Si parla di flexitariani, e quindi di flexitarianesimo, quando si sceglie di seguire un’alimentazione plant-based. Spesso definiti “vegetariani flessibili”. In pratica si adotta uno stile alimentare che predilige un modello alimentare di tipo vegetariano, senza però rinunciare al consumo, seppur sporadico, di proteine di origine animale. Questo tipo di dieta può quindi essere definito un po’ più rilassato rispetto, per esempio, al veganismo la cui differenza sostanziale sta nell’inclusione della carne e dei derivati animali.

Nel flexitarianesimo sono ammessi, in quantità moderate, i prodotti di origine animale, a patto che si tratti di prodotti dalla qualità eccellente e la cui provenienza sia certificata e sostenibile. Si può quindi affermare che seguire tale stile alimentare è una scelta che abbraccia più filosofie: dalla salute alla sostenibilità.

I flexitariani sono consumatori flessibili e consapevoli. Oggi è bene comprendere che mangiare non è solo l’atto di nutrirsi ma è un atto sociale e ambientale. Le scelte del singolo individuo si ripercuotono sull’intero pianeta ed è per questo motivo che, a prescindere dal proprio gusto personale e dalla dieta adottata, è necessario riflettere e decidere con cognizione di causa cosa mettere sulle nostre tavole tutti i giorni.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo un’indagine condotta da Innova Marketing Insights e pubblicata su Food Industry Executive, nei prossimi anni ci sarà un’impennata dei consumi di cibi plant-based. Si stima che raggiungeranno una crescita del 20% entro il 2024.
  • Secondo una recente ricerca americana dell’International Food Information Council, pubblicata su Forbes, il 54% dei consumatori ha deciso di adottare un’alimentazione più sana nel 2020 rispetto ai dieci anni precedenti.
  • Per i flexitariani italiani è difficile stimare un dato preciso, ma le tendenze europee parlano di un 22% su tutto il territorio continentale e le stime continuano a crescere.

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Biologa