Habitante a tavola: com’è cambiato il consumo di frutta e verdura con la pandemia?

La pandemia ha portato sostanziali cambiamenti nelle scelte alimentari degli italiani, soprattutto per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura. Lo rivela uno studio dell’Osservatorio focus ortofrutta di Nomisma.

Com’è cambiato il consumo di frutta e verdura con la pandemia?

Nonostante una situazione di emergenza possa portare a prediligere l’acquisto di cibi a lunga conservazione, la pandemia non ha affatto penalizzato gli acquisti di frutta e verdura. Anzi nel 2020 per quasi un quarto delle persone è cresciuta la spesa ortofrutticola.

Dallo studio di Nomisma, che ha coinvolto 1500 consumatori di età compresa fra i 18 e i 65 anni, si evince che il 90% degli italiani mangia almeno una porzione di frutta o verdura al giorno. Questa percentuale porta l’Italia al primo posto in Europa per consumo di frutta e verdura, la media europea è pari al 64%.

Un italiano su tre è solito mangiare la frutta come spuntino, il 33% beve regolarmente spremute e centrifugati e il 15% la consuma anche a colazione. La verdura, invece, è consumata in misura maggiore nei pasti principali, pranzo e cena, e soprattutto come contorno (78%); c’è però un 33% di persone che la consuma come portata principale.

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Da cosa dipendono le scelte alimentari degli italiani?

Il 43% dei consumatori ha dichiarato di mettere al primo posto la stagionalità degli alimenti, prediligendo quindi frutta e verdura di stagione a scapito dei prodotti coltivati  in serra. Il 56% è, invece, molto attento all’origine e al processo produttivo dell’alimento che mette nel proprio carrello. In pochissimi danno invece importanza alla marca del prodotto ma mostrano invece una grande preferenza per gli alimenti di provenienza italiana.

Con la pandemia è aumentata anche l’attenzione verso la qualità degli alimenti e al loro spreco; il 59% delle persone ha affermato di aver buttato meno frutta e verdura rispetto agli anni precedenti. Oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di aver comprato più prodotti freschi, in parte perché li ha preferiti a quelli confezionati e surgelati (59%), in parte perché lockdown e smart working hanno aumentato di molto il tempo da dedicare alla preparazione dei pasti (50%). Inoltre il Covid e la contestuale situazione di precarietà economica hanno portato il 55% dei consumatori ad una maggiore attenzione ai prezzi.

Infine dai dati dell’Osservatorio packaging di Nomisma emerge che il 14% degli italiani è attento alla sostenibilità, hanno infatti dichiarato di aver smesso di acquistare quei prodotti che non avevano un packaging rispettoso dell’ambiente.

Consumo di frutta e verdura

Come è cambiato il consumo di frutta e verdura con la pandemia? – PIXABAY di Pexels

Perché gli italiani acquistano più frutta e verdura?

Gli italiani hanno incrementato l’acquisto di prodotti ortofrutticoli principalmente per motivi che riguardano la salute; lo sostiene il 57% dei consumatori. In particolare chi acquista frutta e verdura lo fa perché si tratta di alimenti fondamentali per una dieta sana ed equilibrata (27%), oppure perché sono considerati prodotti salutari (23%) o ancora perché sono stati consigliati da medici e nutrizionisti (7%).

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Nel 2020, per quanto riguarda l’export, il mercato ortofrutticolo italiano ha resistito alla crisi derivante dall’emergenza sanitaria: è stata registrata una contrazione in termini di volumi del 4% ma, al contempo, una crescita in valore del 5%.
  • Il 22% degli italiani, nel 2020, ha acquistato prodotti ortofrutticoli online. Soprattutto attraverso siti e applicazioni per smartphone delle catene della grande distribuzione ma anche da negozi specializzati e mercati rionali via telefono o internet.

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Biologa