Un tessuto dalle ginestre per una produzione a impatto zero

Un tessuto dalle ginestre estratto in modo ecosostenibile destinato all’industria della moda, dell’arredamento e altre filiere produttive, fino all’edilizia. Il brevetto è stato depositato dai ricercatori del Dipartimento di Chimica e Tecnologie chimiche dell’Università della Calabria.

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Il tessuto dalle ginestre ha impatto ambientale zero

Con la nuova tecnologia sviluppata dai ricercatori per estrarre le fibre destinate alla creazione del tessuto, oltre all’efficienza si ha un impatto ambientale praticamente nullo sull’ambiente. I vantaggi sono anche economici perché gli impianti sono a basso costo, è un processo completamente green, crea un’ottima qualità della fibra e porta una certa facilità di automatizzazione. L’obiettivo del progetto è quello di realizzare materiali compositi innovativi ed ecocompatibili, in collaborazione con importanti aziende nazionali.

Come funziona

La nuova tecnologia è rivoluzionaria perché porta a eliminare reagenti chimici o biologici, non crea più scarti di lavori speciali o pericolosi ma solo piccole quantità di acqua riciclabili dopo semplice filtrazione. La qualità della fibra è nettamente migliore rispetto a quella prodotta con le attuali tecniche di macerazione chimica o enzimatica perché , come spiegano i ricercatori, “vengono eliminati i processi di lisi delle catene cellulosiche, e inoltre si evita la formazione di sostanze collanti difficili da allontanare dalle fibre estratte”. Il processo per produrre tessuti dalle ginestre è rapido perché l’operazione di sfibratura permette anche di ricavare la parte più legnosa da impiegare per usi energetici o nella realizzazione di pannelli.

Dove può essere impiegata

La filiera che sta per nascere coinvolgerà numerosi e diversi ambiti: dai produttori agricoli per la coltivazione e raccolta del vegetale alle industrie meccaniche per lo sviluppo di un primo impianto industriale di sfibratura per arrivare alle industrie della filatura per la produzione dei filati. Da qui si arriva alle industrie di vari settori, addirittura di quelli che producono pannellature per i mobili e l’edilizia.

La ginestra, ritrovata anche in resti di abiti negli Scavi di Pompei, ha una grande importanza nella tutela dell’ambiente. La sua coltivazione non richiede l’impiego di insetticidi e anticrittogamici, al contrario di altre colture come quella, ad esempio, del cotone. Inoltre, non ha bisogno di terreni irrigati, ma cresce in zone anche piuttosto aride.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Nel 2019 solo il 14% del poliestere prodotto proveniva dal riciclo.
  • In un mercato globale delle fibre pari a 110 mln di tonnellate le prospettive di crescita sono previste del 30%, fino a raggiungere 146 mln di tonnellate, entro il 2030. Ciascuna delle macrocategorie in cui il mercato è suddiviso è dominata da una fibra principale: poliestere (83% delle fibre sintetiche), cotone (80% delle fibre vegetali), viscosa (79% delle fibre artificiali) e lana (71% delle fibre animali). Tuttavia, le uniche fibre sostenibili a raggiungere una dimensione percentuale rilevante sono il poliestere riciclato e il cotone sostenibile.

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