Pillole di storia nel design: il Vaso Savoy di Alvar Aalto

Divenuto popolare per la sua semplicità, oltre che per l’impatto storico del tempo, il Vaso Aalto è una delle opere in vetro più emblematiche dell’architetto e scultore Alvar Alto, disegnato nel 1936. Chiamato anche Vaso Savoy, è un classico senza tempo, fra i più noti oggetti di design, punto fermo e di origine del design finlandese.

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Vaso Aalto: caratteristiche e rappresentazione

Il Vaso Aalto è caratterizzato da forme sinuose ed eleganti, al contempo naturali e minimal, le quali sono diventate il simbolo distintivo del design finlandese del dopoguerra, in base alle quali si è sviluppato ed ha prosperato.

La progettazione del Vaso Aalto nasce per la partecipazione al concorso del 1936, il Glass Design Competition organizzato dall’azienda finlandese Karhula – Iittala che tutt’oggi ne continua la produzione.

L’ispirazione dell’opera potrebbe derivare dalla forma dei vestiti delle donne sami, una popolazione indigena vissuta nel nord Europa.

Per i prototipi iniziali, successivi ai disegni su carta e cartone, Aalto li crea soffiando il vetro supportato da una struttura di bastoni in legno, disposti e piantati nel terreno.

Questo particolare procedimento, ha permesso alla pasta di vetro di gonfiarsi solo in alcuni punti, creando le particolari forme ondulate che caratterizzano il Vaso Aalto. Totalmente trasparente ed in vetro, trasmette leggerezza ed un senso di etereo.

Una teoria sulla silhouette del vaso, la accosta al cognome di Alvar Aalto, che nella lingua finlandese significa proprio ‘onda’.

La forma organica e fluida, affascinante e soprattutto sperimentale in quegli anni ha ammaliato ed incuriosito, donando al Vaso Aalto la sua notorietà e fama internazionale. È stato anche inserito tra le collezioni permanenti del MoMa di New York e di tutto il mondo.

vaso aalto

Il Vaso Savoy di Alvar Aalto – Di Gabriel Pahontu per shutterstock

Vaso Aalto o Vaso Savoy?

Durante l’Esposizione Internazionale delle Arts et Techniques dans la Vie moderne, del 1937 a Parigi, il vaso viene presentato al grande pubblico, riscuotendo un notevole successo. Tra l’altro Aalto ne aveva progettato il padiglione finlandese.

Alla fine di quell’anno il ristorante Savoy di Helsinki, per il quale Aalto progettò gli interni, acquista l’opera, diversi pezzi in realtà, posizionandoli tra l’arredamento del locale. Per questo avvenimento il Vaso Aalto prende anche il nome di Vaso Savoy.

Tutt’oggi è perfettamente compatibile con gli interni contemporanei del XXI secolo ed è stato realizzato in molti colori diversi ed in versioni anche più ridotte.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  •  Per la produzione di un Vaso Savoy ci vogliono sette abili artigiani.
  • Aino Aalto, la moglie di Alvar, è stata una delle prime architette finlandesi ad operare come progettista. Ha inoltre collaborato con il marito per tutta la sua vita, contribuendo alla nascita del Vaso Savoy.

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