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Affitti a breve termine

Affitti a breve termine in crescita: quali i motivi?

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L’affitto di immobili e stanze in Italia

In Italia gli affitti a breve termine sono in crescita. Quali sono i motivi? Affittare immobili è una forma di investimento che permette di scegliere a quale tipo di locazione si voglia ricorrere.

Chi ha la disponibilità di un immobile da affittare è necessario che valuti se gli conviene affittare a breve o lungo termine. Col recente boom di turisti, molti proprietari hanno preferito usare gli immobili per gli affitti brevi. Pertanto, per chi cerca una casa in affitto in cui stabilirsi, è sempre più difficile riuscirci.

Affitti a breve termine in crescita

In tutte le città Italiane gli affitti a breve termine sono in crescita. Trovare casa a Bologna, per esempio, sta diventando davvero un’impresa impossibile per tantissime persone. Sia famiglie che giovani, studenti e lavoratori.

L’aggravamento della situazione economica per molte famiglie (le più recenti stime di Bankitalia parlano di un PIL in calo tra il -9 e il -13% nel 2020) ha spinto moltissimi proprietari ad abbandonare l’affitto residenziale ed a preferire l’affitto breve e contratti transitori, in nome di una redditività decisamente superiore.

Affitti a breve termine
Affitti a breve termine in crescita quali i motivi – shutterstock di JGA

I motivi della crescita degli affitti a breve termine

Uno dei motivi della crescita degli affitti a breve termine, è stato un vero e proprio boom turistico cominciato già nel 2019 (+46% di arrivi dal 2013) e ripreso già dopo il primo lockdown. Così, molti proprietari per superare la crisi del 2020 e cavalcare il rilancio del turismo nel 2021, hanno deciso di affittare i propri immobili solo per brevi periodi o di trasformarli persino in bed & breakfast.

Inoltre, durante gli ultimi decenni, le case vacanza sono diventate una popolare alternativa agli alberghi, grazie alla nascita di siti web come Airbnb, HomeAway e VRBO, fondati sulla sharing economy.

Oggi, i viaggiatori, non solo turisti, ma anche liberi professionisti in trasferta, nomadi digitali e smart workerfamiglie in città per visite mediche, studenti e ricercatori, che sono più esigenti. Questi stabiliscono una percentuale della spesa turista per l’alloggio più alta. Infatti, questa nel 2022 è arrivata al 35% del budget vacanza, rispetto al 17 % degli anni scorsi.

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Cos’è l’affitto a breve termine?

L’affitto breve o a breve termine – nel linguaggio comune, affitto turistico o “case vacanza” – è la locazione per periodi limitati di un immobile arredato ed è appunto regolata da un contratto temporaneo che è necessario rinnovare periodicamente.

A discrezione del proprietario, tale tipologia di proprietà è solitamente in affitto su base settimanale o giornaliera. Molti proprietari di case vacanza affittano il proprio immobile per la maggior parte dell’anno, in tutti i periodi in cui non lo utilizzano.

In particolare esistono due tipologie di affitti a breve termine: gli affitti turistici e quelli transitori. Gli affitti turistici sono relativi a soggiorni di massimo 30 giorni, secondo l’articolo 4 del Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50, sono relativi solo a immobili ad uso abitativo e non richiedono la registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate. Infatti, è sufficiente una scrittura privata tra le due parti. Invece, gli affitti transitori, vanno dai 30 giorni a 18 mesi, ma in questo caso è richiesto il deposito del contratto.

I vantaggi dell’affitto a breve termine

L’affitto a breve termine è vantaggioso in quanto offre maggiore flessibilità. Si tratta della soluzione ideale per quei proprietari che sono in grado di offrire ospitalità e alloggio in modo non regolare. Infatti, è possibile locare l’immobile nei soli periodi dell’anno in cui non se ne voglia usufruire personalmente. Inoltre, affittare per periodi brevi garantisce che gli ospiti sfruttino l’immobile senza sentire la necessità di personalizzarlo.

Inoltre, molti proprietari scelgono questa forma d’affitto in quanto dà la possibilità di impostare tariffe differenti a seconda che ci si trovi in alta o bassa stagione.

Infine, grazie a questa modalità d’affitto si contribuisce alla sharing economy e ai suoi effetti positivi sulla società in generale.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il forte aumento del mercato della locazione è destinato a proseguire anche post-Covid, grazie a crisi delle compravendite e ritorno di immobili dall’affitto breve. Le statistiche sono chiare e non lasciano spazio a molte interpretazioni: a Milanopiù della metà degli appartamenti in affitto è gestito in modalità Airbnb. Secondo le stime di Airbnb Milano, i prezzi degli affitti brevi più vantaggiosi si trovano in zona Baggio (12,4 euro/m²), Lorenteggio-Bande Nere (13,6 euro/m²) e Corvetto (13,5 euro/m²).
  • Per l’Agenzia delle Entrate è stata superata quota 1,7 milioni di contratti di affitto abitativi registrati. Infatti, dal 2011 al 2019 sono 320 mila in più i contratti di locazione residenziali registrati presso l’Agenzia delle Entrate ogni anno in Italia. Una progressione importante e costante, che fa segnare un +23% complessivo. Numeri che indicano un mercato ampio, che ha superato gli 1,7 milioni di contratti all’anno. Numero peraltro sottostimato. Ciò perché nella sua analisi l’Agenzia delle Entrate considera i soli contratti di durata superiore a un anno, escludendo quindi i contratti transitori di durata breve o media, tra 1 e 12 mesi, molto utilizzati in particolare da chi lavora fuori sede. Non a caso i dati dell’Istat che anche questi ultimi sono in aumento: dal 1995 al 2016 i trasferimenti da un comune ad un altro sono cresciuti da 1,109 milioni a 1,331 milioni (+19,9% in 21 anni).
  • Oggi il mercato dell’affitto è di dimensioni quasi 3 volte superiori a quello delle compravendite di immobili residenziali, in tutto 603mila nel 2019, nonostante una ripresa che ormai dura da 6 anni.

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