Alla scoperta della Basilicata, tradizioni e numeri della regione di Matera Capitale della cultura 2019

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta della Basilicata: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti di questa regione che ha acquisito grande visibilità grazie alla proclamazione di Matera Capitale Europea delle cultura 2019.

Questa piccola gemma della nostra Italia era piuttosto sconosciuta fino a pochi anni fa, quando è esplosa la sua fama e turisti da tutto il mondo hanno iniziato a visitare questa bellissima terra, in alcuni luoghi ancora incontaminata, fatta di piccoli paesi non molto abitati, con boschi, laghi e un mare cristallino.

Gli abitanti e le imprese della Basilicata

La Basilicata è al quattordicesimo posto per superficie tra le regioni italiane, e al diciottesimo se si considera la densità abitativa. Infatti la sua densità abitativa è di 56 abitanti per km² ed è composta da 131 comuni distribuiti su due province.

Nonostante la Basilicata sia una ragione non molto popolata è comunque un importante polo produttivo. Dalla manifattura, al petrolio, all’imbottigliamento dell’acqua, questa piccola regione è sempre stata attiva dal punto di vista della produzione industriale. Secondo l’Istat le imprese registrate in questa regione sono 35.101 con 95.333 addetti. Nella provincia di Potenza troviamo il polo industriale di San Nicola di Melfi, sorto nei primi anni novanta, qui si trova lo stabilimento FCA Melfi che è una delle fabbriche automotive più innovative del mondo, con una capacità produttiva di 400.000 veicoli l’anno. Qui vengono prodotte le Fiat 500X e Jeep Renegade. A Melfi ha anche sede uno degli stabilimenti produttivi di Barilla Mulino Bianco. È in questo stabilimento che, nel 1986, sono nati Tegolino e Soldino, e sempre qui, negli ultimi 10 anni, è stato ridotto del 50% il consumo dell’acqua e del 24% la produzione di CO2. Sempre a Melfi viene imbottigliata l’acqua Gaudianello che nasce sulle pendici del vulcano Vulture, inattivo da 130.000 anni, tra le terre incontaminate ricche di boschi, lontane dai centri abitati.

Spostandoci nel materano troviamo il Distretto Industriale del Mobile Imbottito. Nato tra le province di Matera, in Basilicata, e Bari, in Puglia, storicamente viene confinato nell’Alta Murgia, nel triangolo geografico formato dalla città di Matera e dai paesi di Altamura e Santeramo in Colle. Del distretto fanno parte circa quaranta aziende, come Natuzzi ed Egoitaliano. Il distretto ha conosciuto momenti di vera gloria, con picchi di produzione altissimi, poi, come sappiamo, anche qui la crisi economica ha fatto capolino, ridimensionando il distretto e la produzione. Negli ultimi anni però la regione è tornata a fiorire grazie al grande interesse turistico, che porta visitatori da tutto il mondo a scoprire i luoghi incontaminati di questa regione, attivando un nuovo settore d’impresa.

Matera, Photo by Giulia Gasperini on Unsplash

Matera

La città di Matera ha una storia antichissima, è la terza città più antica del mondo, la sua origine risale a 10.000 anni fa. La storia dei suoi Sassi affascina tutto il mondo e l’ha resa protagonista di numerosi set cinematografici. Il suo fascino è indiscusso, le case scavate nella roccia che si affacciano sulla gravina rendono la visita un’esperienza molto suggestiva. Ma Matera ha anche una provincia molto ricca di piccoli gioielli da scoprire, percorrendola con lentezza per assaporare la sua aria mistica e selvaggia. Tra i luoghi che meritano una visita sicuramente c’è il Parco della Murgia Materana, che comprende i comuni di Matera e Montescaglioso. Il parco protegge un patrimonio storico che ha origini nel paleolitico. Infatti le grotte scavate nelle pareti rocciose delle gravine, hanno dato riparo agli abitanti della zona fin dal paleolitico. Abitate per i secoli successivi da diverse comunità, durante il Medioevo, sono state il nucleo abitativo di comunità monastiche benedettine e bizantine che hanno lasciato oltre 150 chiese scavate nella roccia, tutte abbellite con affreschi.

Continuando la visita nella provincia di Matera percorrendo la strada verso il mare, si può fare tappa a Ferrandina per visitare la Chiesa madre di Santa Maria della Croce, costruita a partire dal 1490, e fare una sosta poco lontano dal centro abitato, per visitare i ruderi del Castello di Uggiano. Un luogo affascinante che ha origini nel XII secolo, di cui restano visibili le tracce dell’antico splendore. Proseguendo la visita nella provincia materana si può prevedere una sosta a Craco, il paese fantasma, per poi dirigersi verso la Magna Grecia. Area archeologica che comprende il territorio di Bernalda e Metaponto dove è possibile visitare le Tavole Palatine, sito archeologico che conserva i resti di un tempio dorico dedicato alla dea Hera, e il Parco archeologico di Metaponto una bellissima zona archeologica sul golfo di Taranto. Qui si trovano anche le spiagge più belle della Basilicata, quelle del versante Ionico, con sabbia dorata e acqua cristallina.

Maratea, Pixabay

Potenza

Potenza si trova nel cuore della regione di cui è capoluogo. La città si trova a 820 mt sul livello del mare e il suo centro storico è particolare perché tutto in salita. Il campanile della Cattedrale di San Gerardo segna il punto più alto della città. Potenza ha origini preromane, ma guerre e terremoti ne hanno distrutto buona parte degli edifici. Nonostante questo il Museo archeologico nazionale della Basilicata, ospitato nell’antico palazzo Loffredo, possiede una ricca collezione di vasellame greco e romano, gioielli ed oggetti religiosi rinvenuti in catacombe o altre sepolture nelle vicinanze di Metaponto e Matera.

A Potenza ha sede l’Università degli Studi della Basilicata, che ha anche un polo a Matera, e ospita anche una sede distaccata della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

L’Unibas (Università degli Studi della Basilicata), nonostante le sue ridotte dimensioni vanta comunque delle eccellenze: il suo laboratorio di “Prove Materiali e Strutture” della Scuola di Ingegneria rappresenta un’eccellenza riconosciuta in Europa, in più è l’ateneo con le tasse più basse d’Italia e mantiene una no – tax area in cui rientra il 30% degli iscritti.*

Inoltre è il primo ateneo in Italia ad affidarsi a delle star del web per promuovere la sua attività e cercare di attrarre un crescente numero di matricole. Infatti per la sua promozione, l’università si è affidata a Casa Surace che ha realizzato un video che racconta in stile Casa Surace la realtà di un’università piccola, in cui gli studenti non sono numeri o matricole, ma i protagonisti della quotidianità accademica.

Il territorio potentino è ricco di boschi di faggio, qui si trova il Parco Nazionale dell’Appennino lucano e il versante Lucano del Parco Nazionale del Pollino, perfetti da visitare per chi ama la natura ma anche per gli appassionati di sci o per chi vuole trascorrere del tempo alle terme. Infatti a Latronico e a Rapolla, esistono due centri termali poco conosciuti ma eccellenti per i trattamenti curativi. Un altro luogo da visitare è Viggianello, borgo che si trova ai piedi del Massiccio del Pollino nella Valle del Mercure, dove spicca l’imponente Castello che sovrasta il paese. Qui è possibile visitare le laure, delle celle monastiche con chiesa in comune, ancora visibili ai piedi del centro storico.

 

I laghi della Basilicata

Tra dighe e i laghi naturali, la Basilicata può vantare uno dei bacini idrici più importanti di Italia. Il paesaggio è reso straordinario dalla ricchezza della sua flora e della sua fauna.

Tra i laghi i più famosi sono sicuramente i Laghi di Monticchio, che si trovano a più di 600 metri d’altezza, nel cratere del Monte Vulture. Sono due specchi d’acqua separati da un lembo di terra in un’oasi di pace e natura. Poi ci sono il lago Candela, situato ai piedi del Monte Coppola, il lago Scuro e il lago Toppo Romito, due laghi naturali formatosi a causa degli smottamenti del terreno. Il Lago Sirino e il Lago Zapano nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Nel territorio di Lagonegro, sulle pendici settentrionali del Monte Sirino, è situata la Riserva Regionale del Lago Laudemio. Oltre a i laghi è possibile visitare anche le di dighe di San Giuliano, Pertusillo, Montecutugno e Camastra.

 

Le eccellenze della Basilicata

La Basilicata vanta anche una tradizione legata all’artigianato, che è stata riscoperta negli ultimi anni in relazione alla possibilità di dare maggiore valore all’offerta turistica. Su questa scia è nato il progetto Fucina Madre, che ha visto la sua prima edizione nel 2018. Un progetto turistico integrato nato per far conoscere e promuovere i percorsi della tradizione artigiana della Basilicata anche attraverso appuntamenti legati al food e al design. Tra i prodotti artigianali che rappresentano il territorio lucano, il timbro del pane è il prodotto più caratteristico. Un oggetto che oggi ha un grande valore simbolico, ma che nasce per rispondere ad una funzione specifica. Fino all’inizio del ‘900 erano poche le abitazioni che possedevano un forno in casa, il pane veniva impastato a casa ma cotto nei forni comuni. Da qui nasceva l’esigenza di distinguere le varie forme di pane e si utilizzavano appunto i timbri del pane, che venivano commissionati ai pastori che li realizzavano durante il periodo della transumanza. A mantenere viva questa tradizione è Massimo Casiello, che produce sia timbri del pane che altri utensili da cucina in legno tipici, della tradizione.

 

Casamatera

Volano tra le attività di promozione del territorio attraverso le sue eccellenze produttive è stato il progetto Casa Matera, progetto che ha coinvolto sette designer internazionali nella storica Città dei Sassi per rilanciare la manifattura del settore arredo. Tre realtà, Design-Apart, Sviluppo Basilicata e il Distretto del Mobile Imbottito di Matera, unite per valorizzazione e internazionalizzazione del comparto del mobile lucano. Progettazione e produzione di arredi in grado di mettere in risalto le capacità produttive del territorio sul piano internazionale.

Non solo tradizione, ma anche esperimenti di digital manufacturing, un esempio è Terraferma il laboratorio di Giovanni Diele, specializzato su digital clay. Un mix tra arte ceramica e sperimentazione digitale.

La cucina locale

La cucina lucana ha diversi prodotti tipici, a partire dal famosissimo Pane di Matera, passando per le strascinate e le lagane, due diversi formati di pasta fresca. Tra i prodotti agroalimentari il cavolfiore dell’Ofanto, prodotto nella Valle dell’Ofanto, i fagioli di Rotonda DOP che si producono nell’area del Pollino; il marroncino di Melfi, prodotto nel territorio del Vulture, la patata rossa di Terranova del Pollino e quella di montagna di Muro Lucano e la melanzana rossa di Rotonda, molto particolare perché assomiglia più ad un pomodoro che ad una melanzana. Altro prodotto tipico è il peperone crusco di Senise, che riveste un ruolo centrale nella cultura gastronomica locale e le fragole di Policoro.

Un piatto tipico preparato con i legumi coltivati in basilicata è la capriata, una zuppa a base di lenticchie, fave, grano, cicerchie, un mix di legumi e cereali. Molto apprezzati anche i formaggi legati all’attività pastorizia e le salsicce, anche quelle di cinghiale.

 

 

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Basilicata o Lucania, perché questa regione italiana ha due nomi? È l’unica tra le regioni Italiane ad essere riconosciuta con due nomi. Fu chiamata Basilicata per la prima volta in un documento del 1175 derivando probabilmente il nome da “Basiliskos”, amministratore bizantino. La regione della Lucania comprendeva quasi tutta l’odierna Basilicata. La denominazione fu in uso dal 1932 al 1947, in essa si riconoscono gli abitanti della regione, che infatti preferiscono essere indicati come Lucani piuttosto che Basilischi o Basilicatesi.
  • Pitagora visse gli ultimi anni della sua vita a  Metaponto dove fondò una delle sedi Scuola Pitagorica, in cui si insegnava la filosofia e la matematica ed i cui allievi erano tenuti al segreto e all’anonimato.

 

*Dati del diciannovesimo “Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale” dei laureati del 2016 svolto da Almalaurea su 71 atenei italiani

 

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