Turismo, arte e riqualificazione urbana, alla scoperta del distretto tessile di Prato. Con Filippo Guarini, curatore del progetto TIPO

Turismo, arte e riqualificazione urbana, alla scoperta del distretto tessile di Prato. Oggi Habitante ha il piacere di intervistare Filippo Guarini, curatore del progetto TIPO.
Un progetto che propone esperienze di viaggio, spettacoli in fabbrica, trekking urbani ed extraurbani, laboratori per famiglie in luoghi mai aperti al pubblico. Ecco la nuova vita delle fabbriche protagoniste del più grande distretto tessile europeo, la città di Prato.

Che cos’è e come nasce TIPO?

TIPO-Turismo Industriale Prato è un progetto immersivo ed esperienziale pensato per chi vuole scoprire, tramite la nuova frontiera del turismo industriale, la storia e il presente di Prato e dell’eccellenza del suo distretto tessile. Qui le fabbriche raccontano storie, lo fanno ogni mese, nell’ultimo weekend, con un percorso emozionale in una città tra le più europee e contemporanee d’Italia. Prato unisce alla sua tradizione storica l’essere anagraficamente giovane, multiculturale e multietnica, impegnata sulla rigenerazione urbana e sulla transizione ecologica, circolare e digitale

TIPO è un viaggio “dentro e fuori” dalle fabbriche nella città del Museo del Tessuto, del Centro Pecci e del Mumat – Museo delle macchine tessili di Vernio. Una città modello di imprenditorialità e di sostenibilità, perché a Prato da oltre due secoli si fa il cardato, la “lana senza pecore”, recuperando i tessuti usati.

Il programma di Turismo Industriale Prato propone eventi ogni ultimo fine settimana del mese. Il sabato spettacoli in luoghi della produzione tessile solitamente non aperti al pubblico. La domenica escursioni sul territorio per conoscere il patrimonio di architettura industriale e di ex fabbriche rigenerate. E anche  laboratori didattici per bambini nei musei del territorio (Museo del Tessuto, Centro Pecci, Mumat).

Quanto dura il progetto?

Dopo una prima fase di sperimentazione di successo, avviata a settembre 2021, gli appuntamenti di TIPO proseguiranno fino a maggio 2022, per poi riprendere dopo la pausa estiva. Nuovi eventi porteranno i visitatori nelle fabbriche di ieri e di oggi, apprezzate per qualità e varietà dei lavorati e per l’investimento in processi produttivi rispettosi della natura che hanno reso Prato “Città per la circolarità”.
Il progetto TIPO è promosso da Comune di Prato, Fondazione Museo del Tessuto, Fondazione CDSE Centro di Documentazione Storico Etnografica; Comuni di Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano, Vernio. In collaborazione con ACTE (Associazione Comunità Tessili Europee), Visit Tuscany e Prato Turismo.
La direzione artistica degli spettacoli in programma è a cura di Fonderia Cultart.

concerto musica TIPO

Concerto di Naomi Berrill al Lanificio Picchi- foto di Marco Badiani

Prato è il più grande distretto tessile industriale d’Europa. A quando risale la nascita di questo polo? 

La lavorazione dei tessuti a Prato inizia nel XII secolo, diventando nel tempo la principale risorsa economica della città e della Val di Bisenzio. Il grande sviluppo dell’attività tessile parte dal XIV secolo, quando i lanaioli, riuniti nella Corporazione dell’Arte della Lana, elaborano gli statuti per la fabbricazione e il commercio dei panni. Uno dei più grandi mercanti del Trecento, Francesco di Marco Datini, dà un grande impulso al settore grazie ai suoi commerci internazionali. La Rivoluzione Industriale vede Prato all’avanguardia nella costruzione di macchine tessili. L’ulteriore sviluppo arriva nella seconda metà XIX secolo, quando si comincia a rigenerare la lana a partire dagli stracci usati, i famosi “cenci”, per produrre tessuti cardati.

Qual è la nuova vocazione di questo territorio?

Oggi Prato è un punto di riferimento in ambito internazionale per la qualità dei tessuti realizzati, con lavorazioni di alto livello pensate per le grandi maison della moda di tutto il mondo. Con 2.500 imprese tessili il polo di Prato è il più grande d’Italia e d’Europa, con il 16% (18.660 unità lavoro) degli addetti del comparto italiano. Ancora oggi il processo produttivo dei tessuti a Prato è basato anche sul riuso e sull’economia circolare. La materia prima continua ad arrivare da tutto il mondo, le aziende investono in ricerca, innovazione e sostenibilità. È un polo fortemente innovativo, che ha da tempo introdotto una filosofia green nelle proprie produzioni, a partire dal recupero delle materie prime. 

L’economia circolare nell’industria tessile

La riqualificazione delle fabbriche abbandonate è un tema sempre più oggetto d’attenzione da parte di urbanisti e sociologi. Qual è la storia di questi luoghi e che legame hanno con il territorio nel quale sono inseriti?

L’originale sistema produttivo di Prato è costituito da una fitta rete di piccole e medie imprese che, resistendo nei decenni a guerre e crisi, hanno fatto di Prato il principale centro tessile d’Europa.
Le vecchie manifatture oggi sono moderni nuclei di riqualificazione urbana, perché sono state rivitalizzate con contenuti nuovi. Abbiamo importanti esempi di architettura industriale che tutt’ora sono sedi produttive. Alcune fabbriche sono state recuperate e poi destinate a nuovi usi. A questo si uniscono gli interventi di forestazione urbana, tesi a rendere più verdi anche le aree ex industriali. E interventi di innovazione digitale, per aumentare la qualità e la competitività delle imprese.

Polo Campolmi

Polo Campolmi – foto di Fernando Guerra per il Comune di Prato

Per questo Prato è un unicum nel territorio toscano. Perché è capace di mescolare in un’unica proposta la toscanità tipica, l’arte contemporanea e il turismo industriale che guarda al futuro. TIPO è una straordinaria occasione per scoprire aziende storiche e tessere relazioni tra eccellenze del passato e del presente.

Con TIPO possiamo parlare quindi di una nuova formula di turismo?

TIPO è un modello di turismo contemporaneo, un format in continua evoluzione che, come riscontrato in questi primi mesi di lavoro, piace molto al pubblico perché permette di toccare con mano sia la storia che il processo di trasformazione urbanistica, sociale e culturale che proietta Prato in una dimensione contemporanea e internazionale. Il nostro obiettivo è di proporre a fine 2022 un prodotto turistico ancor più definito. 

E qual è la differenza rispetto alle altre proposte non solo italiane ma anche europee?

Grazie a TIPO i visitatori non fanno solo un’esperienza di archeologia industriale o una visita nelle manifatture in attività o in un museo d’azienda. Prendendo spunto dalle diverse esperienze europee, a Prato proponiamo una formula originale di turismo industriale, con spettacoli e laboratori nelle fabbriche e passeggiate in città e in provincia. Un modo nuovo di vivere il territorio e le sue bellezze.

Si va dai percorsi legati alla storia (con le chiese e i musei, le ville medicee e gli affreschi di Filippo Lippi e Paolo Uccello, l’archeologia etrusca), alla contemporaneità (a partire dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci), ai cammini naturalistici (si pensi alla Via della lana e della seta o alla Via Medicea), all’enogastronomia (con prodotti presidio Slow Food come la mortadella di Prato IGP e i fichi secchi di Carmignano, il Pane di Prato, o i famosi dolciumi come i “biscotti con la mandorla” e le “Pesche di Prato”. Prodotti noti in tutto il mondo).

museo del tessuto

Il Museo del Tessuto, foto per gentile concessione del Museo del Tessuto

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo i dati di Confindustria Moda, i primi 5 mercati esteri di sbocco della tessitura italiana sono Francia, Germania, Romania, Spagna e Cina.
  • All’interno del Museo del tessuto di Prato è stata inaugurata una nuova sezione espositiva totalmente dedicata alla sostenibilità. Si tratta della Textile Library, un innovativo archivio che raccoglie e rende disponibili per la consultazione centinaia di tessuti contemporanei, con l’obiettivo di renderli fruibili per scopi didattici e informativi.

Breathe! project. Tornare a respirare grazie all’arte urbana

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Divido il mio tempo tra la professione di comunicatore pubblico e l’arte della danza contemporanea, che mi porta sui palcoscenici italiani come danzatore e coreografo. L'arte, il teatro, la danza, i viaggi e la cucina sono le mie passioni. L’incontro con Habitante è un’avventura di scrittura che mi permette di raccontare, con stimoli nuovi, i mondi che ho conosciuto e imparato ad apprezzare negli anni.