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Remissione in bonis: cos’è e cosa sapere sul Sismabonus acquisti

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L’Agenzia delle Entrate ha specificato come funziona la remissione in bonis per quanto riguarda il Sismabonus acquisti. Cosa sapere a riguardo?

Remissione in bonis e sismabonus acquisti: ecco tutte le informazioni dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha reso note alcune specificazioni e informazioni in merito al funzionamento del Sismabonus acquisti e della remissione in bonis per quanto riguarda l’asseverazione tardiva. In particolare, si fa riferimento all’agevolazione che garantisce diverse detrazioni a tutti coloro che devono ricostruire strutture immobiliari con l’obiettivo di garantire una maggiore efficienza per il rischio sismico. Ecco maggiori dettagli e informazioni in merito al Sismabonus acquisti.

Cos’è il Sismabonus acquisti e come funziona? Informazioni sull’agevolazione

Il Sismabonus acquisti è un incentivo fiscale approvato dal governo che garantisce una serie di detrazioni a tutti gli acquirenti di immobili che hanno subito interventi edilizi con l’obiettivo di rinforzarne l’efficienza sismica. In particolare, l’incentivo si presenta come una vera e propria detrazione Irpef alla quale possono accedere e può essere richiesta da tutti coloro che decidono di acquistare una struttura immobiliare con caratteristiche antisismiche. Si fa riferimento, nello specifico, ad immobili che sono ubicati nelle zone ad alto rischio sismico, quali rispettivamente le zone classificate a livello nazionale come 1, 2 o 3 a causa di demolizioni avvenute in precedenza. In aggiunta, per poter accedere all’incentivo, è necessario che ad occuparsi degli interventi edilizi sia un’impresa di costruzione o ristrutturazione che garantisca la vendita dell’immobile di riferimento almeno entro i 18 mesi dalla fine dei lavori.

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Come funziona la detrazione Sismabonus?

La detrazione Sismabonus spetta a tutti coloro che hanno intenzione di acquistare una struttura immobiliare ubicata nelle zone a rischio sismico e che presenta caratteristiche ottimali antisismiche. A livello tecnico, l’incentivo si presenta come una vera e propria detrazione disponibile al 75 o all’85%. La percentuale, da applicare sul prezzo presente nell’atto di compravendita, varia in base alla riduzione del rischio sismico che è stata raggiunta tramite gli interventi edilizi. Eppure, di recente, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di chiarire alcuni dubbi in merito alla remissione in bonis. 

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Cos’è la remissione in bonis in caso di asseverazione tardiva e come funziona?

L’Agenzia delle Entrate ha deciso di dare delle informazioni maggiori e specificazioni in merito al Sismabonus acquisti e alla remissione in bonis. In particolare, tutte le informazioni pubblicate dal Fisco sono contenute all’interno della risposta n. 467/2023 del 24/11/2023. Il modello preso in esame, riguarda, nello specifico, un’impresa di costruzione e ristrutturazione che aveva firmato un contratto per l’acquisto di una zona classificata come area a rischio sismico 3. In particolare, all’interno di questa zona erano presenti degli edifici e immobili da demolire e ricostruire, con l’obiettivo di ottimizzare la resistenza antisismica.

Di conseguenza, il progetto di ristrutturazione, si legge, “prevede la demolizione e la ricostruzione dei fabbricati esistenti, nonché il relativo ampliamento, al fine di sviluppare un nuovo complesso immobiliare costituito da tre edifici a destinazione residenziale”.

Altre informazioni del Fisco in merito al Sismabonus acquisti

Si specifica, inoltre, come l’obiettivo dell’impresa di costruzione e ristrutturazione immobiliare ara quello di vendere le strutture abitative ristrutturate tramite Sismabonus acquisti. In questo modo, infatti, sarebbe stato possibile concedere lo sconto in fattura a tutti i beneficiari e richiedenti di tale detrazione. Il contratto di compravendita, inoltre, era stato firmato senza la deposizione dell’asseverazione, come specificato all’interno dell’allegato B prevista dal DM 58/2017.

Qual è la risposta dell’Agenzia delle Entrate?

Prendendo come modello d’esame la situazione, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di chiarire che chiunque ha la possibilità di richiedere il Sismabonus acquisti e lo sconto in fattura anche nel caso in cui la ricostruzione dell’immobile di riferimento sia causa di un aumento del volume originale dell’immobile stesso.

In aggiunta, per quanto concerne l’asseverazione presentata in ritardo da parte dell’impresa di costruzione, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato come questo sarà soggetto ad una sanzione per la remissione in bonis. Nello specifico, il Fisco ha fatto riferimento all’articolo 3 del decreto interministeriale 28 febbraio 2017, n. 58. Si tratta, in particolare, di una sanzione dal valore di 250 euro che deve essere data dall’impresa prima della firma del contratto di compravendita.

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Sismabonus e bonus mobili: sono compatibili gli acquisti dei due incentivi?

Tra le diverse informazioni, l’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito la possibile compatibilità tra gli acquisti del Sismabonus e del Bonus Mobili. Secondo quanto specificato, in particolare nel caso preso in considerazione, si ha la possibilità di usufruire di ambedue le detrazioni. Nello specifico, questo è possibile poiché il bonus mobili viene riconosciuto a tutti coloro che fruiscono direttamente dall’agevolazione ristrutturazione casa, specificata a sua volta all’interno dell’articolo 16bis del TUIR. Da quest’ultima, infatti, derivano anche rispettivi Sismabonus e Sismabonus acquisti.

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