Nascono i “locali per pensare”: niente tecnologia, solo persone per riflettere

Locali per pensare: il progetto per cercare luoghi tranquilli in tutta Italia

Tutto nasce da un progetto che si pone l’obiettivo di ritrovare il bello dello stare insieme, di fare una pausa dalla tecnologia e di viversi i momenti di socialità reale e non solo virtuale. L’iniziativa parte dall’Umbria, da un gruppo di persone alla scoperta di luoghi da vivere con gli altri, ma lontani dai social e dal caos. Alla ricerca di una lista di “Locali per pensare” in tutta Italia, il progetto sta raccogliendo le prime adesioni in tutto il nostro Paese.

Ad aderire all’iniziativa sono bar, ristoranti, locali tranquilli, che decidono di fare una pausa dalla velocità della tecnologia e di far parte di quei “locali per pensare”, che scelgono di far vivere momenti di convivialità autentica. Locali per pensare, luoghi dove sedersi a un tavolo e riflettere, senza distrazioni.

Il progetto è stato lanciato dalla pagina Facebook ufficiale “Locali per pensare”:

“Esistono ancora bar, caffè e ristoranti dove stare tranquilli con i propri pensieri  o semplicemente per parlare con qualcuno, senza essere disturbati da televisori accesi a tutto volume? Esistono locali pubblici di scrittura, di poesia, di parola? In questo spazio è possibile individuare e conoscere i “Locali per Pensare” d’Italia, una rete di luoghi pubblici e di aggregazione dove incontrarsi, leggere, promuovere iniziative, sperimentare pensieri”.

 

Dove trovo i locali per pensare? La lista dei locali in tutta Italia

Dal sito ufficiale del progetto ecco qui la lista dei locali ecco quali sono i locali che hanno già aderito all’iniziativa:

  • Ai Palmenti Cantina Storica – Matera
  • Ristorante Antica Mola – Castenuovo di Porta (RM)
  • L’atelier des tartes – Cuneo
  • Bim Bum Barrr – Torino
  • Book Bar – Altamura (BA)
  • Caffè dei libri – Udine
  • Caffetteria da Romi al vecchio tram – Udine
  • Cava di Ponente – Varazze (SV)
  • Con Kalma – Torre Canavese (TO)
  • Dorian Gray Restaurant Bistrot – Novi Ligure (AL)
  • Efelbar Srls – Alzate Brianza (CO)
  • El Grottino – Gualdo Tadino (PG)
  • L’emporio delle idee – Costa Volpino (BG)
  • Equo Hostaria – Roma
  • La Fabbrica del gusto – Montecosaro Scalo (MC)
  • Freschette Bio Bistrot – Palermo
  • Fuori Porta Social Art Bistrot – Jesi (AN)
  • Libreria Bar Bardotto – Torino
  • Libri parlanti Books & Coffee – Castiglione del Lago (PG)
  • Il moderno slow ristorante – Perugia
  • L’oriolo tempo libero – Perugia
  • Osteria volante – Torreglia (PD)
  • Ristorante La Piazzetta – Terni
  • La Polveriera – Reggio Emilia
  • Ristorante Pizzeria K2 – Montefiorino (MO)
  • Sinesis sala da tè – Arona (NO)
  • Sud Osteria popolare – Perugia
  • Trattoria Gennargentu – Cagliari
  • Il volo del bombo – Bologna
  • Il caffè dei libri – Trieste
  • Bar Pasticceria Stefano Gli Svizzeri 1867 – Arezzo

Per aderire al progetto ogni locale ha risposto alle regole di un decalogo dei locali per pensare, nel quale sono elencati tutti gli elementi necessari per essere riconosciuto come luoghi dove il “fracasso” della vita quotidiana si può lasciare fuori dalla porta per dedicarsi a chiacchiere, scrittura, o lettura.

Tra le regole basilari c’è il silenzio e la possibilità di fermarsi a fare una pausa da una realtà troppo frenetica. Fondamentale, per essere riconosciuti tra i locali per riflettere è o uno spazio minimo e utile per socializzare; posti per sedere, che siano intorno a un tavolo oppure uno di fronte all’altro. Ben vista anche la possibilità di ospitare eventi culturali, giochi e altre iniziative “per pensare”.

Tra le più ben accette è l’usanza di offrire sorrisi e gentilezza a chi entra. Tra le regole facoltative per ristoranti, il menù alla carta di filiera corta e stagionale, per i bar il servizio al tavolo. Per tutti la possibilità si esporre libri, opere o altre cose che stimolino il pensiero.

Shutterstock – ESB Professional

IL DECALOGO DEI LOCALI PER PENSARE

1. No musica ad alto volume
2. No maxischermo, tv, video con diffusione sonora invadente, eventi sportivi etc.
3. Sì a uno spazio minimo e utile per socializzare
4. Sì a un locale in sintonia con il territorio
5. Sì a spazi per sedere intorno a un tavolo o parlare uno di fronte all’altro
6. Per ristoranti: sì a un menù alla carta di filiera corta e stagionale (facoltativo)
7. Per i bar: sì alla possibilità di servizio al tavolo (facoltativo)
8. Sì all’esposizione di libri, opere artistiche o altri oggetti “per pensare” (facoltativo)
9. Sì alla possibilità di ospitare eventi culturali, giochi di ruolo e altre iniziative “per pensare”
10. Offrire sorrisi e gentilezza a chi entra

Se si conosce un locale che risponda a queste “regole” è possibile segnalarlo e proporre la candidatura scrivendo a info@localiperpensare.it, l’obiettivo finale è quello di creare una rete italiana di questi luoghi che hanno intrapreso una strada che possa offrire a tutti un momento per sé stessi.

Come trovare tempo per sé stessi in un’epoca distratta

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