In Puglia nasce il primo “Mulino di comunità”

Quella di oggi, 31 marzo, è una giornata speciale a Castiglione d’Otranto, in provincia di Lecce: nella piccola frazione di Andrano si inaugura il primo Mulino di comunità d’Italia. Un’iniziativa unica nel suo genere che è un racconto di spirito di comunità, innovazione sociale, democrazia e lotta allo spopolamento di certe aree rurali italiane.

Frutto di un progetto corale, partito dal basso, il mulino è concepito come centro di trasformazione di cereali aperto a tutti: famiglie, contadini e piccole aziende.

Azionando la leva della prossimità e dell’educazione, riattivando risorse dormienti come le terre incolte e i vincoli di solidarietà, noi cerchiamo di praticare la democrazia alimentare, perché è una questione di salute: alla qualità hanno diritto di accedere i figli dei ricchi quanto i figli dei poveri, dei disoccupati, dei cassaintegrati, dei salariati. Non ci possono essere compromessi su questo

Spiegano così gli attivisti dell’associazione ‘Casa delle Agriculture Tullia e Gino‘ che ha ideato il progetto. L’idea nasce nel 2016, quando l’associazione, insieme con Rete Salento Km0 ha lanciato una raccolta fondi. La risposta della comunità di agricoltori locali è stata sorprendete e in poco tempo l’iniziativa ha attirato l’attenzione della Regione. Con un emendamento proposto dal consigliere Sergio Blasi e approvato dal Consiglio regionale, la Puglia ha stanziato dei fondi a cui si è sommata la donazione della Fondazione con il Sud. La progettazione del mulino è stata opera dello studio Metamor Architetti Associati che ha provveduto gratuitamente anche alla sua realizzazione.

Come dicevamo, quello del mulino è un progetto di comunità per la comunità, una storia che ha coinvolto cittadini e istituzioni. Un mulino aperto a tutti significa garantire il servizio di molitura a costi sostenibili incentivando, così, i piccoli e piccolissimi prodotturi. Significa trasformare terreni ad oggi improduttivi, significa far rifiorireletteralmente un territorio, significa restare.

Come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, sono ben 74mila abitanti che lasciano il piccolo centro nativo per scegliere di vivere in città e il fenomeno riguarda in modo particolare il Sud Italia, dove interi paesi si stanno spopolando. Dunque, creare un progetto che valorizzi le risorse locali in ottica imprenditoriale, rappresenta di una ventata di fiducia per la zona ma lancia anche un messaggio molto importante. Lo chiarisce bene Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD.

In una terra che spesso si spopola per la difficoltà di riconoscere e sfruttare le sue risorse, credo che uno strumento come questo mulino sia una ventata di ottimismo e fiducia, perché consentirà non solo di far rifiorire terre a lungo incolte, ma farà rinascere l’entusiasmo delle persone chiamandole ad adoperarsi per il benessere del territorio e per la Comunità”.

Dunque, quale migliore occasione della seconda edizione della “Festa della Terra”, in programma per l’intera giornata di oggi, 31 Marzo, per festeggiare l’apertura del mulino?

Ada Maria De Angelis

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Immagine di copertina vololibero su Shutterstock.

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