Immuni è stato un flop? Perché?

È stato il viceministro Sileri ad affermarlo nei giorni scorsi e a dichiarare che «Ora sarebbe utile inserirla nei protocolli operativi, come quello per il rientro a scuola»

Intervistato da La Stampa, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha commentato, tra le altre cose, come si è diffusa Immuni, l’app per il tracciamento dei contagi, spiegando che l’app è stato fino ad ora “un flop”, proprio per il numero basso di utenti che l’hanno scaricata

L’App, per avere la sua massima efficacia, dovrebbe essere installata sugli smartphone del maggior numero possibile di cittadini, ma finora è stata scaricata solo da 5,3 milioni di persone, secondo gli ultimi dati del 31 agosto. L’app è stata quindi scaricata solo da circa il 14 per cento degli italiani in possesso di uno smartphone, mentre l’obiettivo fissato lo scorso aprile dal governo, era che venisse scaricata da almeno il 6o per cento della popolazione.

Secondo Sileri l’insuccesso di Immuni sarebbe da attribuire soprattuto ai giovani, indifferenti alla applicazione digitale

Immuni è disponibile da maggio e contribuirebbe alla diminuizione della diffusione del virus Covid-19 se tutti la usassera. Se infatti una persona risulta positiva al coronavirus, può segnalare la propria condizione al sistema tramite un operatore sanitario, in modo che l’applicazione possa poi avvisare le persone con cui era entrata in contatto, o aveva condiviso gli stessi spazi per un certo periodo di tempo. Abbiamo spiegato più abbondantemente a suo tempo il funzionamento di Immuni qui.

Nonostante questo, è stata oggetto di una vasta campagna di disinformazione, sostenuta anche da alcuni partiti politici, che l’hanno descritta come inutile o pericolosa.

Tuttavia il nostro pensiero è che, se si vive in una comunità, sia necessaria la collaborazione e cooperazione di tutti. La tecnologia digitale può servire a salvare vite, ma spesso viene utilizzata per danneggiare e criticare. Senza la nostra fiducia nella tecnologia vincerà solo uno, il virus, e il perdente sarà l’intelligenza umana.

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Immuni ha superato la concorrenza dell’altra finalista, Covid-app, che fa parte del CoronavirusOutbreak Control, progetto nato dal lavoro di 35 esperti di sei paesi diversi. Entrambe rispettavano i criteri pubblicati dalla Commissione europea per la realizzazione dell’app: volontarietà del download, temporaneità dell’utilizzo, rispetto della normativa europea sulla privacy e tecnologia Bluetooth per evitare l’invasività delle geolocalizzazioni. La decisione del governo è ricaduta sull’app di Bending Spoons che si è avvalsa della supervisione tecnica tra gli altri di John Elkann, presidente di FCA.

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte, inizia la sua attività come Web Specialist nel 1996 presso il Politecnico di Torino, durante il quale svolge le sue prime docenze alla Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Si occupa da un ventennio di divulgazione scientifica. È direttore responsabile di habitante.it, content farm digitale che si occupa di marketing e comunicazione, nata da un progetto ideato per supportare l’Osservatorio sulla Casa di Leroy Merlin Italia e sviluppato insieme a Unione Nazionale Consumatori.