Immuni, tutto quello che c’è da sapere sulla nuova app per il coronavirus

Immuni è l’app per i contagi da coronavirus in Italia.

Immuni è un’app progettata gratuitamente da Bending Spoons per il tracciamento dei contagi all’interno del nostro Paese. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha scelto questa app con l’ok della task force nominata dall’esecutivo, incaricata di pensare la fase 2 al termine del lockdown, guidata da Vittorio Colao e del commissario straordinario Domenico Arcuri. Sarà disponibile tra qualche settimana. L’app sarà “un pilastro importante nella gestione della fase successiva dell’emergenza” e, come ha spiegato Arcuri, la sperimentazione avverrà in alcune Regioni pilota.

Come funziona Immuni

L’app Immuni è composta da due parti.

  • La prima è un sistema di tracciamento dei contatti attraverso il Bluetooth per rilevare la vicinanza tra due smartphone nell’ordine di un metro. In questo modo, l’app conserva sul dispositivo una lista di codici identificativi anonimi di tutti i dispositivi con i quali è stata a contatto. Chi viene sottoposto ai test per Coronavirus, con un codice può caricare su un server su cloud i dati raccolti dalla sua app, compresa la lista anonima delle persone con cui è venuto in contatto. Il server calcola in questo modo il rischio di esposizione all’infezione sulla base di parametri come la vicinanza fisica e il tempo, e genera una lista degli utenti più a rischio, ai quali è possibile inviare una notifica sullo smartphone.
  • La seconda funzione è quella di essere una sorta di diario, nel quale a ciascun utente verranno chieste alcune informazioni rilevanti sul proprio stato di salute e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi.
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Foto di moritz320 su Pixabay

Immuni, sarà obbligatorio scaricarla?

L’app Immuni non sarà obbligatoria, ma volontaria. È quanto hanno confermato il commissario straordinario Domenico Arcuri e il presidente del consiglio Giuseppe Conte durante l’intervento al Senato. Arcuri ha dichiarato che scaricare l’app non è obbligatorio ma consigliato, mentre il premier Conte ha escluso la possibilità di limitare gli spostamenti per coloro che decideranno di non effettuare il download. Certo è che, affinché sia efficace, sarebbe opportuno che venisse scaricata dal 60-70% degli italiani.

La questione privacy

La questione privacy sembra essere il problema principale. Certamente, dipenderà dal modello di tecnologia che verrà usato dagli sviluppatori per costruire l’app Immuni. Le opzioni sono due: un approccio centralizzato e un approccio decentralizzato.

Una parte del mondo scientifico è orientato verso un approccio decentralizzato con i dati conservati localmente sui dispositivi. In molti chiedono che i dati vengano “tutti cancellati al termine del periodo di utilità degli stessi ai fini della ricostruzione del contagio”.

Nexa Center for Internet and Society del Politecnico di Torino, a cui hanno aderito accademici ed esperti, da Juan Carlos de Martin del Politecnico di Torino a Stefano Zanero del Politecnico di Milano, dal giurista Vladimiro Zagrebelsky allo scrittore ed editorialista Evgeny Morozov hanno mandato una lettera rivolta “ai decisori”. Per essere ampiamente usata dalla popolazione, “è essenziale che tale tecnologia sia trasparente, sicura e rispetti i diritti e le libertà fondamentali delle persone.

Per concludere, “la memorizzazione dei dati deve essere completamente decentralizzata” con risultati “conservati localmente sui dispositivi, soluzione che risponde appieno all’esigenza, propria dell’intera normativa a protezione dei dati, di lasciare ai cittadini il controllo sulle informazioni personali”.

Dove scaricare l’app Immuni

Al momento non è ancora possibile scaricare l’app Immuni ma sarà disponibile sui principali store online, come il Google Play di Android e l’App Store di Apple. Ulteriori informazioni verranno rilasciate nei prossimi giorni.

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Immuni ha superato la concorrenza dell’altra finalista, Covid-app, che fa parte del CoronavirusOutbreak Control, progetto nato dal lavoro di 35 esperti di sei paesi diversi. Entrambe rispettavano i criteri pubblicati dalla Commissione europea per la realizzazione dell’app: volontarietà del download, temporaneità dell’utilizzo, rispetto della normativa europea sulla privacy e tecnologia Bluetooth per evitare l’invasività delle geolocalizzazioni. La decisione del governo è ricaduta sull’app di Bending Spoons che si è avvalsa della supervisione tecnica tra gli altri di John Elkann, presidente di FCA.
  • Il premier Conte ha comunicato che non ci saranno sanzioni o limitazioni nei confronti di chi non scarica l’applicazione.

Credits immagine in evidenza: foto di wiredsmart20 da Pixabay

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