Greta Thunberg è partita per New York su una barca a vela a emissioni zero

Si chiama Malizia II: è la barca da regata di 18 metri con la quale la sedicenne attivista svedese è partita da Plymouth, in Inghilterra, il 14 agosto. Dovrebbe raggiungere New York in 12-13 giorni, in tempo per il Summit sul Clima delle Nazioni Unite.

Non ci sono toilette, cucina o cuccette per tutti nella barca a vela da regata con cui Greta Thunberg ha deciso di affrontare il viaggio per non inquinare. Un viaggio difficile da affrontare. È sempre stata contraria, infatti, a prendere l’aereo, mezzo sicuramente più comodo e veloce ma anche più inquinante. Un modo per lanciare un segnale agli abitanti della Terra. Soprattutto ai più giovani.

Lo skipper è Pierre Casiraghi, terzo figlio della principessa Carolina di Monaco e di Hannover e del suo secondo marito, Stefano Casiraghi, fratello di Andrea e Charlotte Casiraghi.  Il nobile, che è anche vice presidente del Monaco Yacht Club, è affiancato al timone dal velista tedesco Boris Herrmann. Con loro ci sarà anche il padre di Greta, Svante, e un regista che avrà il compito di girare un documentario sul viaggio della giovane ispiratrice del movimento “Fridays For Future”.

Intanto la giovane continua la sua incessante attività in difesa dell’ambiente postando sui social la sua foto in barca insieme al suo celebre cartello con la scritta “Skolstreik for Climatet” (“Sciopero per il clima” in svedese).

Sarà un duro viaggio per tutti:  i comfort sono già ridotti al minimo. Dicevamo niente doccia, niente cucina e niente bagno: al suo posto un semplice secchio. I pasti consistono in cibi liofilizzati e confezionati sottovuoto. Per Greta saranno tutti rigorosamente vegani.

Secondo quanto abbiamo appreso da Business Insider, il viaggio di 13 giorni e 3000 miglia costeggerà la Groenlandia, il Canada orientale e le coste del New England.  La barca è in grado di raggiungere picchi di velocità di 35 nodi, pari a circa 70 chilometri orari, ma dovrà navigare spesso controvento e dunque la velocità media sarà di 16 nodi. Per questo si lotta contro il tempo per  raggiungere la meta entro la data prevista per il summit.

Greta, che ha sempre utilizzato per i suoi viaggi mezzi ecosostenibili, non ha ancora annunciato come farà a tornare in Europa. Herrmann ha spiegato alla stampa che insegnerà a navigare a vela. Per ora la ragazza affronta la vita giorno per giorno, senza porsi troppi problemi, consapevole che un futuro lo avremo solo se sapremo affrontare le prossime sfide sull’ecosostenibilità ambientale.

Un anno dopo.

Sono trascorsi solo dodici mesi da quando, appena quindicenne, una ragazzina con la sindrome di Asperger decise di iniziare un sit-in di protesta davanti al parlamento a Stoccolma per richiedere che si prendessero provvedimenti urgenti per salvaguardare il clima del pianeta. Era preoccupata dal caldo torrido insolito che colpì la Svezia provocando incendi un po’ ovunque.

Era il 20 agosto 2018. Greta Thunberg era praticamente sconosciuta e pochi avrebbero immaginato che la giovane sarebbe stata accolta da uomini e donne tra i potenti del pianeta. Per fare solo alcuni nomi: Alexandria Ocasio-Cortez, Arnold Schwarzenegger, Barack Obama e perfino Papa Francesco.

La seguiremo, dunque, sia quando parteciperà il 23 settembre a New York al Climate action summit delle Nazioni Unite. Sia  successivamente a Santiago, in Cile, alla conferenza sul clima: la Cop 25.

Per il tuo impegno ti auguriamo buon vento, Greta. E sappi che quando arriverai, dopo il tuo lungo viaggio, ci sarà anche la redazione di habitante a seguirti, da questa parte dell’oceano, per raccontare le tue incessanti attività. Perché sono sforzi che chiunque abbia a cuore il nostro pianeta vorrebbe e dovrebbe compiere. Perché il futuro lo dobbiamo costruire insieme.

Tutti con Greta, tutti contro Greta: l’ultima parola alla Scienza

Foto di copertina di Liv Oeian su Shutterstock

 

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