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Flight shame: KLM invita i clienti a volare responsabilmente

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Nella nuova campagna pubblicitaria KLM, la compagnia aerea dei Paesi Bassi invita i propri clienti a volare responsabilmente. Un gesto di autolesionismo?

Il nuovo spot incita le persone a usare mezzi meno impattanti rispetto agli aerei. Una scelta comunicativa insolita per una compagnia aerea. KLM sta cavalcando l’onda del Flight shame, il movimento nato in Svezia che rifiuta di volare per limitare l’impatto sull’ambiente. Le aziende del settore dovranno presto fare i conti con questa nuova filosofia di vita. Infatti in Svezia, si sono già registrate le prime contrazione nel numero di clienti. Secondo Swedavia, compagnia che gestisce i 10 aeroporti più trafficati della Svezia, il numero di passeggeri nazionali è diminuito dell’8% da gennaio ad aprile 2019. Un trend nato già nel 2018, dove la contrazione registrata è del 3%.

Flight shame: cosa significa

Il flight shame, che significa letteralmente “vergogna di volare”, è un movimento che ha preso vita nel 2018. Incita le persone a rinunciare a usare gli aerei per non aggravare maggiormente la precaria situazione climatica. A lanciare per primo l’idea è stato Bjorn Ferry, ex biatleta svedese. Una fede sposata fin da subito dalla cantante d’opera Malena Ernman, mamma dell’ormai celebre ambientalista Greta Thunberg. Per risparmiare in emissioni di CO2, è necessario valutare la possibilità di viaggiare in treno. I più radicali, qualora la destinazione fosse raggiungibile solo tramite aereo, rinunciano al viaggio.

flight shame
shutterstock Di hlopex

L’Amministratore Delegato e Presidente di KLM Pieter Elberst, in una lettera pubblica, ha chiesto alle altre compagnie aeree di adottare lo speciale programma “carbon offset” di KLM e scegliere carburanti bio. Nella lettera Elberst scrive:” Oggi sappiamo invece che l’aviazione ha un’altra grande responsabilità: assicurarsi che i nostri figli abbiano un mondo da esplorare, esattamente come è stato per noi”. Un tema discusso anche durante l’incontro annuale dell’International Air Transport Association (IATA). L’obiettivo sarà arrivare al 2025 con le emissioni di carbonio dimezzate rispetto al 2005.

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