Coronavirus, anche le zampe e il pelo degli animali vanno disinfettati?

Gli animali non sono portatori del Covid19

Cani e gatti ormai sono membri della famiglia. Anche loro quindi hanno bisogno di essere tutelati in questo periodo di emergenza coronavirus. Anche se gli animali non sono a rischio e non trasmettono il virus, possono essere stati a contatto con persone infette o possiamo esserlo stati noi.

È importante quindi che si tenga la giusta distanza quando rientriamo in casa, se ad esempio siamo dovuti uscire per lavoro o per fare la spesa. Bisognerebbe evitare di accarezzarli per un po’, e, con semplici precauzioni, “bonificare” il loro pelo e le zampe se il gatto è stato fuori casa o abbiamo portato a spasso il cane.

Coronavirus, come igenizzare zampe e pelo

I suggerimenti dei medici veterinari vanno contestualizzati in questo momento, perché «non si sa esattamente quanto Covid19 possa rimanere efficace fuori da un ambiente umano e quindi infettare», spiega Francesco Bucchia, medico veterinario romano. L’igiene delle zampe «può essere garantita sia per i cani sia per i gatti lavandole al rientro da un’uscita con acqua e euclorina che è una simil candeggina ma con l’attenzione di far seguire poi un attento risciacquo, perché a lungo andare queste sostanze possono irritare le zampe». Attenzione al procedimento: bisogna usare sempre guanti e mascherina. Perché se è vero che agli animali non fa nulla, siamo noi i potenziali vettori del virus.

Per il manto, l’ideale è avere a disposizione alcol a 90 gradi. «Non l’alcol denaturato, perché è amaro e soprattutto per i gatti risulta veramente insopportabile – spiega nuovamente il dottor Bucchia –, nella proporzione del 20 per 100, un misurino di alcol e quattro di acqua. La soluzione abbassa notevolmente la carica infettante. Se si esce con il cane in passeggiata il rischio che possa ‘caricare’ il virus sul pelo è relativo, il problema è se però va a fare le feste a un umano. Ecco perché al rientro è bene pulire il pelo con la soluzione alcolica con una salviettina come spolverando una polvere immaginaria e poi per almeno mezz’ora, meglio ancora un’ora, tenere la giusta distanza. Ricordiamoci che il virus passa attraverso le nostre vie respiratorie e dunque l’igiene che instauriamo nelle relazioni tra persone valgono per i nostri pet».

Come gli essere umani quindi, anche i cani dovrebbero adeguarsi a uscite meno frequenti e strettamente essenziali alle esigenze fisiologiche. Resta il problema che «il virus permane nell’ambiente se trova cellule umane vive e i pet dobbiamo immaginarli come oggetti veicolatori non come potenziali soggetti infettivi».

Per i gatti che vivono in casa, adottare le stesse cautele per gli altri componenti della famiglia. Se si può, lasciarli riparati in una stanza diversa da quella di chi sia risultato positivo, oppure cedere loro la poltrona dove vanno sempre a rifugiarsi, in modo che avranno meno contatti.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Non essendoci alcuna prova scientifica che gli animali siano portatori di coronavirus, è partita la Campagna di sensibilizzazione ideata dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Roma Capitale) e dall’Ordine Medici Veterinari di Roma e provincia #Noinonsiamocontagiosi. L’idea è quella di lanciare un messaggio in difesa dei nostri animali domestici perché non infettano gli umani con il Covid-19. 

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In copertina: foto di Free-Photos su Pixabay