Piante tossiche per cani e gatti: quali sono?

Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali.
Immanuel Kant

Le piante abbelliscono gran parte delle abitazioni, riducono l’inquinamento e rendono l’ambiente più salubre per l’uomo e per gli animali.

Piante tossiche per cani e gatti: quali sono? Quando si progettano gli spazi verdi di una casa o semplicemente si acquista una pianta (soprattutto esotiche) è bene conoscere quali sono pericolose per gli amici a quattro zampe. L’ingestione, o anche semplicemente il contatto, con alcuni fiori ornamentali, piante da appartamento o arbusti da giardino, può rivelarsi molto pericoloso e addirittura fatale. I soggetti più a rischio sono i cuccioli, che nel periodo della dentizione tendono a cercare sollievo mordendo ogni cosa, ma anche i gatti, che amano rosicchiare foglie e fiori per attirare l’attenzione o per depurarsi.

cani e gatti

shutterstock Di Liliya Kulianionak

Piante tossiche per cani e gatti: quali sono?

Piante da giardino

  • Ricino. Il ricino (nome scientifico: Ricinus communis) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Euphorbiacee, molto diffusa, coltivata a scopo ornamentale. La specie più sensibile è il cane, che si intossica per ingestione dei semi o dei panelli, impiegati come fertilizzanti. I semi contengono una fitotossina, la ricina e un alcaloide, la ricinina. La pianta risulta tossica anche per l’uomo: l’ingestione di 2-3 semi può infatti provocare la morte di un bambino. Tuttavia l’olio di ricino (purgante) non è tossico. Sintomi. Dopo 18-24 ore dall’ingestione si ha un aumento della temperatura corporea. Gli animali si mostrano assetati. Compaiono vomito, bruciore alla bocca, edema della mucosa buccale e della lingua, diarrea emorragica, coliche, dolori addominali, crampi, oliguria, prostrazione, abbattimento e morte in 2-3 giorni se non si interviene con trattamento sintomatico.
  • Bella di notte. La “bella di notte” (nome scientifico: Mirabilis jalapa L.) è una pianta comune dei nostri giardini della famiglia delle Nyctaginaceae i cui semi e radici risultano tossici. I principi attivi che la rendono tale sono alcaloidi, resine e arabinosio. La tossicità si esplica a livello del tratto digerente, dove determina soprattutto irritazione. Può causare aborto. Sintomi. I sintomi dell’ingestione di semi o radici sono dolori allo stomaco, nausea, vomito, diarrea. Inoltre il contatto con la pelle può determinare dermatiti.
  • Oleandro. L’oleandro (nome scientifico: Nerium oleander) è un arbusto cespuglioso sempreverde indigeno delle regioni mediterranee.
    Il principio attivo è l’oleandrina, un glucoside cianogenetico che svolge a livello cardiaco un’azione simile a quella della digossina. Sintomi. Nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, stomatite, convulsioni, crampi, atassia, aritmie, problemi epatici.

Piante da appartamento

  • Stella di Natale. La stella di Natale (nome scientifico: Euphorbia pulcherrima), della famiglia delle Euphorbiacee, è una popolare pianta da appartamento, presente soprattutto nel periodo natalizio.
    Risulta tossica per cani e gatti. L’intossicazione avviene per ingestione e/o masticazione di foglie e brattee. La pianta contiene una linfa color bianco latte con euforboni, alcaloidi e triterpeni. Sintomi: La sintomatologia compare con irritazioni delle mucose dell’apparato digerente (più gravi se oculari), dermatiti vescicolari, bruciore a lingua e labbra, edema, congiuntivite, lacrimazione, vomito, diarrea, tremori. La prognosi è in genere favorevole con risoluzione dell’intossicazione.
  • Monstera. La monstera (nome scientifico: Monstera deliciosa) appartiene alla famiglia delle Aracee. Può accadere che cani e gatti mastichino la pianta. Storicamente la sindrome da intossicazione da Monstera deliciosa è stata attribuita alla presenza di cristalli di ossalato di calcio nella pianta. Studi recenti invece indicano la presenza di una sostanza proteica che rilascia istamina. Infatti i segni clinici sono compatibili con una reazione da istamina. Sintomi: Dopo la masticazione si ha evidenza di dolore e irritazione e compare ipersalivazione. Tuttavia risulta più pericoloso il rigonfiamento a livello faringeo; anche la lingua si gonfia tanto da protrudere fuori dalla bocca. La respirazione è resa infatti difficoltosa, fino ad avere forte dispnea. Indicato il trattamento con antiistaminici.
  • Dieffenbachia. La dieffenbachia (nome scientifico: Dieffenbachia spp.) è una diffusa pianta d’appartamento della famiglia delle Aracee, priva di fiori, la cui linfa provoca intossicazione grave nel gatto, più lieve nel cane, per masticazione delle foglie o degli steli. Sintomi: L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello di cavo orale, edema ed infiammazione delle mucose buccali, edema della glottide, asfissia, cecità, vomito, ipersalivazione, diarrea, tremori, albuminuria, ematuria, nefrite acuta. Morte o lenta guarigione (8-15 giorni).

Bacche di piante ornamentali

  • Agrifoglio. L’agrifoglio (nome scientifico: Ilex aquifolium) è un arbusto o albero sempreverde della famiglia delle Aquifoliacee alto fino a 10 metri, con bacche rosse dal fogliame verde scuro lucente. L’ingestione di bacche e foglie è tossica per cani e cavalli. I principi attivi sono licina e tannini. Le bacche contengono sostanze emetiche e purganti: 20 bacche possono uccidere un cane. Sintomi: I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea intensa, torpore, coma e morte.
  • Vischio. Il vischio (nome scientifico: Viscum album) è un arbusto perenne sempreverde della famiglia delle Lorantacee che vive da parassita su diversi alberi a foglia caduca, come meli peri, pioppi, querce, ecc. Le sue radici penetrano nel legno della pianta parassitata per trarne nutrimento. Il seme è circondato da una sostanza appiccicosa che contiene viscotossine (viscalbina, visciflavina). L’intossicazione ha andamento stagionale per ingestione di grandi quantità di frutti nel periodo natalizio.
    Le bacche attraggono cani, equini, bovini mentre tordi e merli, che se ne cibano, sono immuni. Sintomi: L’ingestione determina atassia, midriasi, salivazione, vomito, diarrea, poliuria, ipotensione, coliche e morte se non si interviene mediante trattamento sintomatico.

Piante tossiche per cani e gatti: quali sono?

Fonte “Portale Didattico Veterinario”

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • La Treccani definisce la parola tossico come: tòssico agg. [da tossico2, prob. attraverso il fr., dove la forma toxique è comune al sost. e all’agg.] (pl. m. –ci). – Velenoso, dotato di tossicità: sostanze t., gas t. (v. tossico2); dose t. di un farmaco. È voce del linguaggio medico e dotto, che si usa anche per indicare più genericam. quanto appartiene, deriva o ha rapporti con un qualsiasi agente d’intossicazione: fenomeno t., quadro clinico t., ecc.; facies t., quella caratteristica delle più gravi intossicazioni; granulazioni t., presenti patologicamente (processi infiammatorî acuti e cronici, spec. dell’infanzia) nel protoplasma dei granulociti neutrofili.”

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