Coronavirus, stare a casa in quarantena non significa sicurezza per le vittime di violenza domestica

Stare a casa per le vittime di violenza domestica è sempre difficile.

In questi giorni, per far fronte all’emergenza coronavirus, ai cittadini è stato giustamente chiesto di rimanere in casa. La propria abitazione però non è per tutti un luogo di protezione. Ci sono tante persone vulnerabili che rischiano di subire violenza senza poter denunciare o chiedere aiuto all’esterno.

I centri antiviolenza italiani, strutture d’aiuto presenti su tutto il territorio nazionale, e le femministe di Non una di meno stanno lanciando un appello per tutti coloro che hanno paura tra le mura domestiche. Chi si sente in pericolo può chiedere aiuto chiamando gratuitamente il numero 1522, oppure cercare uno dei centri antiviolenza più vicini.

Coronavirus, calano le denunce delle vittime di violenza

Il procuratore aggiunto di Milano Maria Letizia Mannella ha spiegato all’agenzia Ansa che “C’è stato nelle ultime ore un calo nelle denunce per maltrattamenti. Ci basiamo solamente sull’esperienza perché è ancora presto per avere dei dati certi, ma possiamo dire che le convivenze forzate con i compagni, mariti e con i figli, in questo periodo, scoraggiano le donne dal telefonare o recarsi personalmente dalle forze dell’ordine”.

La pm ha anche messo in guardia sulla sicurezza delle strade la sera: “Evitare dopo le 18 di uscire di casa per fare le commissioni, per esempio andare in farmacia o al supermercato, e soprattutto di trovarsi in luoghi isolati la sera. Dopo le 20 di sera c’è poca gente in strada e questo è rischioso”.

Il numero 1522 attivo in Italia è gratuito e multilingue ed è attivo 24 ore su 24. È promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento per le Pari opportunità. È anche possibile chattare con una delle operatrici.

Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • Già a fine gennaio il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi ha dichiarato quella dei femminini un’emergenza nazionale: nel 2017 sono stati 131, nel 2018 sono stati 135 e nel 2019, 103.
  • I numeri utili che è possibile chiamare se c’è bisogno d’aiuto: help line violenza e stalking: 1522; carabinieri: 112; polizia: 113.
  • Se conosci qualcuno che ha bisogno d’aiuto, come si legge nel vademecum della Casa delle donne di Bologna: “Informati sulle dinamiche della violenza di genere sulle donne, non azzardare consigli ma documentati sull’argomento e chiama un centro anti-violenza. Si tratta di situazioni complesse e spesso pericolose. Non pensare di trovare soluzioni rapide, definitive, semplici. In caso di reale pericolo non metterti in pericolo anche tu, ma chiama le forze dell’ordine“.

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In copertina: foto di Tumisu da Pixabay

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