“Contagion” e le Fake News dei complottisti

Il 1 maggio  Canale 5  ha mandato in onda il film Contagion. Il fatto ha scatenato commenti sul film di stampo complottista. C’è chi ha anche commentato che è stata una scelta poco saggia, e chi ha gridato a una scelta filogovernativa per terrorizzare i cittadini in vista della Fase 2. Quanto c’è di vero?

Intanto lasciatemi dire che l’ipotesi della strategia del terrore diffusa dai governi o da un ordine mondiale non ben definito che leggo condivisi in certi post su social come Facebook  non regge.

In un articolo  seguito da un video dal titolo  “Perché non credo alla fobocraziail filosofo della scienza Telmo Pievani, professore all’Università  di  Padova, ci spiega perchè non ci troviamo affatto in una situazione di dominio della paura, indotta per fare sì che il “Potere” ci controlli.  In questo frangente notiamo come la quarantena venga vista come un «colpo di Stato» dei potenti per poi sottostare a qualche volere straniero o sovranazionale. Anche in questo caso, purtroppo, si fa leva anche sull’antisemitismo e l’odio verso gli stranieri.

Vi invito (prima di continuare a leggere) ad ascoltare quanto ha da dirci in modo pacato questo preparato professore.

“Perché non credo alla fobocrazia” – di Telmo Pievani

Il film Contagion, dicevamo, ha scatenato l’ira di furiosi complottisti che hanno visto in questa pellicola una conferma alle loro certezze.Vediamo  dunque di smontare  una a una alcune delle ipotesi messe in campo da costoro.

.

1. Covid-19 è un virus creato in laboratorio proprio  ispirandosi a Contagion

A parte che nel film, nel finale, si dichiara apertamente l’origine naturale (e non da laboratorio) del virus. Nel finale viene mostrata la trasmissione iniziale del virus. Alcuni pipistrelli che si spostano su un albero di banane si cibano di frutti che cadendo in un capannone vengono  mangiati da un maiale allevato nello stabilimento.  Il maiale, successivamente ucciso viene  portato in un ristorante del centro di Hong Kong, trattato a mani nude dallo chef. Lo stesso cuoco, senza lavarsi le mani successivament al contatto con la bocca del suino, stringerà le mani di Beth Emhoff che si trova proprio nel ristorante della metropoli durante il viaggio di lavoro per la propria azienda, facendola diventare il paziente zero.

Il paradosso è che il film  si  conclude con la   speranza di arrivo di un vaccino, proprio  quello contro cui si schierano i complottisti.

.

2. Ce lo volevano tenere segreto!

Ovvio, e per tenerlo segreto addirittura  ci hanno  girato un  film di successo con attori di primo livello.

.

3.  C’è chi ha dichiarato che è  opera di Bill Gates che sul virus ci fa il business. “Vogliono impiantarci microchip, Bill Gates sapeva tutto”

Lo ha dichiarato anche l’ex numero uno del tennis, il russo Marat Safin, in una diretta Instagram con il quotidiano sportivo Sports.ru, ilustrando le sue fantasiose idee sulla nascita e diffusione del Covid-19.

Da uno  studio del New York Times insieme a Zignal Labs: il fondatore di Microsoft è ormai il nuovo George Soros nella selva di complottismi e teorie strampalate sulla diffusione del coronavirus.

Tutto nasce dal  fatto che nel 2015, aveva lanciato l’allarme: “Un virus potrebbe uccidere più di un guerra. E noi non siamo pronti”

Tuttavia  Gates  spende da mesi tempo per sensibilizzare l’opinione pubblica a rispettare le misure di contenimento, sostenere la ricerca di un vaccino e di una maggiore capacità di test dei potenzialmente infetti contrapponendosi ai vari Donald Trump, Erdogan, Boris Johnson, Jair Bolsonaro  ovvero contro il potere costituito. Lo ha fatto sia nelle prime fasi, mentre il presidente statunitense minimizzava i contagi, sia ora che l’inquilino della Casa Bianca dà voce alle proteste contro le restrizioni in alcuni stati a guida democratica (ma non solo) come Michigan o Montana e sospende i fondi all’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

Avete ancora dubbi? Guardate,  se non lo avete fatto,  fino in fondo il video Perché non credo alla Fobocrazia.

.

4.  Il Coronavirus è un piano delle multinazionali per vendere milioni di container di disinfettante. Altrimenti, sennò, su quelle etichette ci sarebbe scritto ‘contro il Coronavirus’ dal 2009?

Risposta: perché nel 2009 circolava un altro tipo di Coronavirus. Ci sono   decine di coronavirus con i quali abbiamo imparato a convivere. Solo per citare i più comuni il 229E (coronavirus alpha), NL63 (coronavirus alpha), Il OC43 (coronavirus beta), il HKU1 (coronavirus beta), il MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la Middle East respiratory syndrome), la SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la Severe acute respiratory syndrome), la SARS-CoV-2 (il coronavirus che che causa la COVID-19).

Dunque capite come sia una sciocchezza pensare che una foto in  cui si intravede la sigla “coronavirus” prima del 2019 sia un complotto, dato che alcuni coronavirus umani  sono stati identificati già anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta) e alcuni identificati all’inizio del nostro millennio.

.

5. Il Coronavirus è  uno strumento degli Agnelli e degli Elkann per stravolgere  il calendario di serie A e far vincere lo scudetto alla Juve

Si, purtroppo c’è anche chi ha scritto questo.  Stendiamo un velo pietoso.

.

Ovvio, queste sono solo alcune delle supposizioni  dei complottisti.  Non facciamo in  tempo a  smentirne  una  che subito ne vengono pubblicate almeno dieci altre, ancor più fantasiose, e senza un benché minimo stralcio di prova.

Ma allora perché le teorie del complotto sono così diffuse tanto che anche  Wikipedia ha una pagina intera  dedicata al  tema?

E soprattutto perché le teorie del complotto si diffondono  così  rapidamente?

Ci sono tante spiegazioni che oscillano dalla psicologia all’antropologia e tra  queste quella del prof. Viren Swami, un professore di psicologia sociale presso l’Anglia Ruskin University, nel Regno Unito.

Il prof. Swami ha spiegato che sentimenti di paura e la mancanza di supporto fanno sì che le persone credano a tali teorie. «In genere, si tratta di persone che si sentono impotenti, persone che si sentono minacciate, persone che sentono di non avere alcun controllo su ciò che accade intorno a loro».

Far cambiare idea e ragionare con  chi crede in un complotto è « quasi impossibile – spiega  il professore –  specialmente se si tratta di una persona che ci crede in modo irriducibile. Solitamente rifiutano qualsiasi prova che non si adatti perfettamente alla loro visione del mondo, e accettano esclusivamente prove che confermano convinzioni preesistenti. Rifiuteranno qualsiasi cosa io dica sostenendo che il motivo principale è che io stesso faccio parte del complotto. La pongono in maniera tale da rendere impossibile un dibattito. Entrano in uno stato mentale in cui credono che le persone che compiono cattive azioni siano intrinsecamente malvagie, e non conviene avere un dibattito con una persona cattiva; si deve invece sconfiggere il male».

.

Paul McCartney? Il cantante dei  Beatles sarebbe morto nel 1969

Anche l’esplosione dei social media e delle piattaforme online alimenta tutte queste teorie. Sappiamo infatti molto  bene che se cerchiamo qualcosa su Google che confermi qualsisi idea strampalata trovereremo sempre un  blog o un sito web che dia conferma ai nostri dubbi. Comprese idee pericolose come quella che il cancro si curi con il  bicarbonato o con il limone, che la Terra sia piatta oppure che Paul McCartney sarebbe morto nel 1969, e Avril Lavigne nel 2003, che la Finlandia non  esisterebbe (e anche il Molise), la Nasa non sarebbe mai arrivata su Marte, e neppure l’uomo sulla Luna,  che l‘autrice di Harry Potter,  JK Rowling, sarebbe una  montatura.

Come difendersi dagli inganni

Si chiamava Carl Sagan ed è stato nei paesi  anglosassoni ancor più celebre di quanto  non lo sia da noi Piero Angela. Era un  celebre astrofisico e un  eccellente divulgatore, oltre che difensore del  pensiero  critico.

Carl Sagan

Carl Sagan

.

E fece anche di più perché ci regalò semplici regole per interpretare le notizie della vita di tutti i giorni, in maniera semplice, logica e imparziale. Ne ha parlato il divulgatore scientifico Stefano Bossi in un bell’articolo sulla rivista di scienza Gravità Zero.

Prima bisogna cercare singoli elementi di verità e, man mano, costruire ipotesi di spiegazione complessive (che sono tante, mai una sola) e, una volta, arrivati ad un quadro sufficientemente fondato cercare ulteriori elementi a sostegno ma, ancor più, saggiare i dati che potrebbero falsificarla, per vedere se essa resiste.

.

Il Kit scovainganni di Karl Sagan

Ne parlai già dieci anni fa sul blog di una rivista di  scienza fondata in quel periodo,  e qui  lo ripropongo. Sono solo alcune delle regole, ma utili  per non farci cadere nel  presappochismo dei complottisti, alcuni dei  quali, loro sì, ci  vorrebbero sottomessi dalla paura.

  • Ogni volta che ti è possibile cerca una conferma indipendente dei fatti
  • Incoraggia una discussione delle prove da parte di persone informate da tutti i punti di vista
  • Le argomentazioni fondate sull’autorità hanno scarso peso: in passato le “autorità” hanno commesso errori, e altri ne commetteranno in futuro. Un altro modo di esprimere il concetto è che nella scienza non esistono autorità: al massimo esperti.
  • È bene formulare più di una ipotesi. Se qualcosa deve essere spiegata, provate a pensare a modi diversi con cui la si potrebbe spiegare.
  • Cercate di non affezionarvi troppo a una ipotesi solo perché è la tua. Provate a chiedervi perché quella idea vi piace tanto e confrontatela, te senza barare, con altre possibilità.
  • Provate a cercare ragioni per rifiutare la vostra ipotesi. Se non lo fate voi lo faranno altri.
  • Quantificate. Ciò che è vago e qualitativo è aperto a molte spiegazioni. Cercate di associare la spiegazione a qualche unità di misura: sarete in grado di discriminare tra ipotesi contrastanti.
  • Se c’è una catena di ragionamento, devono funzionare tutti gli anelli della catena (compresa la premessa) e non solo la maggior parte.
  • Rasoio di Occam. Questa utile regola empirica ci ricorda che tra due ipotesi che spiegano i dati ugualmente bene, è meglio scegliere la più semplice.
  • Ci si deve chiedere se, almeno in linea di principio, l’ipotesi possa essere falsificata. Le ipotesi che non possono essere verificate dall’esperienza e possono essere falsificate non valgono molto.
  • L’esperimento deve essere fatto con il doppio cieco.
  • […]

Il linguaggio naturale, prosegue Sagan, è spesso utilizzato per ricondurre il ragionamento a vantaggio di una o l’altra parte. Sono “trucchi” semantici (molto utilizzati ad esempio dai nostri politici o dai complottisti) che vengono utilizzati nell’arte della manipolazione mentale.

Come fare soldi con le bufale?

Per chi come me lavora e insegna  da oltre 20 anni nel settore della comunicazione web sa che è sia semplice guadagnare con le Fake News. Non è un mistero. Ne ha scritto  in proposito anche Il Sole 24 Ore. Vivere di bufale può rendere fino 10mila euro al giorno. Oltre che raggiungere notorietà, essere invitato a trasmissioni TV (accade continuamente) e vendere libri, prodotti e servizi. Tuttavia se pensate  di avviare una attività in  questo  settore, scordatevelo. Ci vuole competenza, conoscenze e inoltre è un tantino illegale. Si rischia dalla condanna per frode all’arresto per procurato allarme. Dunque ve lo sconsiglio.

Volete dunque davvero continuare a  essere manipolati mentalmente e dare soldi a persone poco raccomandate?  Volete davvero credere a qualsiasi panzana venga proposta su  social come Facebook e condividerle contribuendo ad arricchire questi individui? È una vostra libera scelta. Allora chiudete questa pagina, e tornate a leggere gli articoli proposti da uno  dei siti contenuti  in questo elenco o da una delle loro pagine social.

.

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Lo sapevate che i complottisti esistono da secoli? “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”, diceva Cicerone, purtroppo la storia si ripete e spesso capita che non si tragga insegnamento dal passato! Il seguente articolo risale infatti a 188 anni fa (è il 3 dicembre 1829) e pubblicato nel quotidiano che allora si faceva chiamare Gazzetta Piemontese, ma che cambierà nome in La Stampa nel 1894.
    Nell’articolo si parla dell’epidemia del Vaiolo. Prima dell’introduzione di un vaccino, la mortalità della forma grave di vaiolo è stata molto elevata, raggiungendo il 35% in alcuni focolai, ed attestandosi tra il 10-20% in Europa. Nell’articolo si parla delle classi inferiori che pongono dubbi “sull’efficacia e sulla Natura del vaccino”, che alcuni con secondi fini si sforzano a disseminare fra chi invece (meticoloso) si vaccina. In pratica anche senza  l’uso di  Facebook, frotte di classi poco informate sisseminavano dubbi. Cosa fece allora la Provincia di Torino? Impose alle scuole e a tutti gli istituti di  non ammettere  individui muniti di regolare certificato di vaccinazione (o di aver già contratto il vaiolo)

    novax freevax vaccino vaiolo

  • L’ultimo caso conosciuto di vaiolo nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980. Eradicato proprio grazie alla somministrazione del vaccino (qui la storia).

Perché siamo tutti responsabili delle pandemie?

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA

Written by

Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte, inizia la sua attività come Web Specialist nel 1996 presso il Politecnico di Torino, durante il quale svolge le sue prime docenze alla Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Si occupa da un ventennio di divulgazione scientifica. È direttore responsabile di habitante.it, content farm digitale che si occupa di marketing e comunicazione, nata da un progetto ideato per supportare l’Osservatorio sulla Casa di Leroy Merlin Italia e sviluppato insieme a Unione Nazionale Consumatori.