A rischio il 90% degli animali terrestri: la colpa è di come produciamo il cibo

Secondo uno studio che analizza come il sistema alimentare globale pubblicato su Nature Sustainability, l’espansione agricola mette a rischio il 90% degli animali terrestri.

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Perché è a rischio il 90% degli animali terrestri

Il sistema alimentare globale necessita di un cambiamento nei prossimi trent’anni. Su questo concordano gli studiosi, altrimenti il 90% degli animali terrestri perderà parte del proprio habitat naturale. Un danno ecologico non indifferente, che può portare a una notevole perdita di biodiversità.

Lo studio pubblicato su Nature Sustainability e condotto da un team di ricercatori delle università inglesi di Leeds e Oxford lo spiega chiaramente. Con questo lavoro, gli studiosi sono riusciti a raggiungere un livello di dettaglio superiore rispetto agli studi intrapresi in precedenza. Sono stati infatti in grado di indicare con maggior precisione come i sistemi alimentari possano influenzare la biodiversità.

I ricercatori sono partiti dalle proiezioni sulla superficie di terra agricola di cui avrà bisogno ciascun paese nei prossimi decenni in base alla crescita demografica. Questi dati sono stati poi incrociati con un nuovo modello in grado di stimare dove è più probabile che si verifichi l’espansione delle colture e dove, invece, l’abbandono delle terre.

Una minaccia per la biodiversità

Questi cambiamenti possono riguardare circa 20mila specie di mammiferi, uccelli e anfibi. “Quasi 1.300 specie rischiano di perdere almeno un quarto del loro habitat rimanente, e centinaia potrebbero perderne almeno la metà. Questo rende molto più probabile la loro estinzione”, spiega David Williams dell’università di Leeds, uno degli studiosi. Da considerare inoltre che molte delle specie che lo studio considera a rischio, attualmente non sono nelle liste ufficiali di quelle minacciate, e quindi non beneficiano ancora di alcuna tutela.

La tutela della biodiversità deve prendere in considerazione l’impatto di fattori importanti come l’espansione delle terre a uso agricolo. “Le discussioni sul rallentamento e l’inversione di perdita della biodiversità spesso si concentrano su azioni di conservazione convenzionali, come la creazione di nuove aree protette o una legislazione specifica per specie per le specie minacciate”, spiega Michael Clark, ricercatore dell’università di Oxford. Spiega inoltre che per avere risultati efficaci è necessario “ridurre anche i fattori di stress di fondo per la biodiversità”, come l’espansione agricola.

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Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • Un rapporto dell’Agenzia ambientale europea pubblicato il 19 ottobre sostiene che la maggior parte dei paesaggi protetti (81%) nell’Unione europea ha uno stato di conservazione scadente o pessimo.
  • La strategia europea Farm to Fork ha come obiettivi la riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2050 e del 20% dei fertilizzanti entro il 2030. Spinge inoltre verso l’agricoltura di precisione, la riduzione del consumo di acqua e del 50% degli antimicrobici negli allevamenti e nell’acquacoltura, oltre alla trasformazione di almeno il 25% dei terreni agricoli in coltivazioni biologiche.

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