Tanti modi per rendersi autosufficienti con il cibo

Di modi per rendersi autosufficienti con il cibo ce ne sono molti

È importante trovare modi per rendersi autosufficienti con il cibo. Questa consapevolezza può portarci a migliorare la nostra autonomia e a rendere più efficiente il nostro stile di vita.

Dal modo in cui facciamo la spesa alla provenienza del nostro cibo, basta poco per individuare quali sono gli aspetti della nostra vita che, se modificati, ne migliorano la qualità e il benessere.

Passo dopo passo, tra famiglia, amici e conoscenti, vivere la quotidianità con la consapevolezza di poter vivere meglio e aiutare gli altri è sinonimo di benessere

Per rendersi autosufficienti con il cibo ci sono alcuni consigli che è bene seguire.

Rendersi autosufficienti con il cibo: la cucina

Le conserve

Preparare in casa marmellate e conserve salate è un modo semplice per creare cibi gustosi, sempre a portata di mano, ma soprattutto per evitare sprechi. La frutta matura che non si consuma in tempo, è ottima se impiegata per creare confetture naturali da mangiare a merenda o a colazione. Lo stesso vale per le verdure dell’orto, che si conservano benissimo sotto aceto o sottolio.

Pane fatto in casa

Il problema di comprare il pane al supermercato è che spesso non si sa se è un prodotto realmente fresco o se si tratta di un pre-surgelato. Imparare a farlo in casa, servendosi soprattutto del lievito madre, può essere la soluzione migliore. I contadini possono fornirci farine a km 0, inoltre, la lenta lievitazione rende il pane più leggero e digeribile.

Dolci genuini

Alla golosità non si può rinunciare e un dolce fatto in casa è genuino e sfizioso. Prepararlo con ingredienti naturali e freschi è ancora più semplice di quanto si possa credere. Tante sono le fattorie che mettono le proprie materie prime a disposizione del pubblico, dal latte alle uova.

rendersi autosufficienti con il cibo

Foto di Artem Beliaikin da Pexels

Rendersi autosufficienti con il cibo: le materie prime

Coltivare l’orto

Parlando di autosufficienza in termini alimentari non si può che cominciare con la coltivazione di un orto. Sicuramente serve un po’ di spazio, anche se a volte non necessariamente troppo grande, ma in molti lo mettono in affitto. L’idea è da prendere in considerazione, non solo per poter sviluppare un hobby sano ma anche per conoscere realmente la provenienza del proprio cibo.

Da semplice passione a piccola attività

Perché non trasformare le proprie passioni in attività? Certo la burocrazia non è sempre dalla nostra parte ma chi produce cibo fatto in casa può pensare a creare un proprio business. Attenzione perché servono le giuste competenze e spazi dedicati ma sicuramente un prodotto naturale troverà il suo spazio nella tua città.

Cambiare la spesa

Rendersi indipendenti dai supermercati e dalla grande distribuzione è un grande passo. Ci sono tante aziende agricole bio che fanno vendita diretta o mercati del contadino che permettono di fare la spesa con cibi più controllati e con un maggiore rispetto per i propri lavoratori.

L’importanza del tempo

Scegliere la condivisione

I vantaggi della sharing economy sono ancora poco conosciuti in Italia ma mettersi a disposizione degli altri non può che fare bene. In ambito alimentare, vendere prodotti genuini derivanti dal proprio orto o servizi di spesa a domicilio per la comunità possono rivelarsi utili per chiunque.

Saper fare

L’importanza del saper fare e dell’autoproduzione può stimolare le nostre competenze culinarie e organizzative. A volte basta mettersi in gioco: rendersi autonomi e indipendenti ci permette anche di capire meglio quali sono le nostre capacità e inclinazioni.

I vantaggi di avere un orto casalingo

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Per diventare autosufficienti si può partire dall’energia. La prima cosa da fare è ridurre drasticamente i consumi per risparmiare sulle bollette della luce e del gas. Dai termosifoni ai condizionatori, fino alle lampadine stiamo attenti a non abusarne per tutto l’anno. È ancora necessario fare molto per poter vivere in maniera autonoma rispetto alla rete elettrica nazionale e alla fornitura del gas ma, nel 2012 nelle Marche è nata la prima casa off-grid autonoma. La casa viene gestita con energia pulita a impatto e chilometri zero, senza intermediari.
  • È possibile considerare anche il fatto di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze gratuitamente e ricevere in cambio l’aiuto.

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In copertina: foto di Moose Photos da Pexels