L’industria della carta sempre più verde e collaborativa

L’industria della carta sempre più verde e collaborativa. Questo materiale, di cui nessuno può fare a meno, è sempre più circolare, efficiente e creativo. Infatti, il settore cartario, fortemente focalizzato sulla transizione energetica, sta lavorando sulle tecnologie di produzione di biogas e biometano. A confermarlo sono i dati pubblicati da Assocarta secondo i quali più del 60% della produzione di carta proviene da fibre riciclate, mentre negli imballaggi si raggiunge l’80% di riciclo.

L’industria della carta verde e collaborativa

Secondo i risultati emersi dalla ricerca di Assocarta, l’apprezzamento della carta da riciclare è in crescita, soprattutto sulle qualità miste. Il trend mostra che è possibile migliorare la raccolta e selezione, grazie a sistemi digitalizzati. Ciò per incrementare le capacità di riciclo interno attraverso la creazione di infrastrutture adeguate al trasporto e alla gestione degli scarti derivanti dal riciclo.

L’industria della carta sempre più verde e collaborativa

L’industria della carta sempre più verde e collaborativa – shutterstock foto di Photographee.eu

Carta ed efficienza energetica

Produrre fonti di energia rinnovabile partendo dai residui del processo cartario rappresenta un contributo significativo, soprattutto in termini di risparmio di rifiuti, pari a 200 mila tonnellate. Infatti, si auspica che il biometano, oggi incentivato solo per l’utilizzo nei trasporti, sia utilizzato anche a livello industriale.

In materia di risparmio di risorse, gli investimenti in tecnologie di recupero energetico degli scarti del riciclo della carta comporterebbero risparmi in termini di rifiuti non prodotti pari a 125 mila tonnellate l’anno. Inoltre, queste sono un’ulteriore possibilità di riduzione delle emissioni per il settore per circa 124 mila tonnellate di CO2. Pertanto, occorre sensibilizzare, promuovere e supportare la disciplina relativa all’autoconsumo collettivo prodotto da fonti rinnovabili e quella delle comunità energetiche rinnovabili.

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L’accordo Pigna-Arbos

L’industria della carta, oltre ad essere green, è sempre anche più collaborativa! Tra le collaborazioni fra i brand che si distinguono nel mercato della carta, c’è quello tra Pigna e Arbos.

La prima da poco inserita nell’albo dei marchi italiani d’interesse nazionale, Arbos, è una delle poche aziende BCorp che contribuisce al benessere della società. La collaborazione tra Pigna e Arbos mette insieme competenze e passione per la carta per rafforzare l’azione e promuovere nuovi stili di vita e di consumo sostenibili.

Le due aziende in sinergia commerciale e produttiva lavorano insieme allo sviluppo di nuove collezioni 100% ecologiche. Ciò anche per rilanciare con forza l’autentica manifattura made in Italy, a partire dalla selezione delle materie prime, fino alla commercializzazione sul mercato, per fare della bellezza e della sostenibilità la propria bandiera.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo i dati Istat nel 2018, 712 mila imprese (68,9% delle imprese con 3 e più addetti) dichiarano di essere impegnate in azioni volte a migliorare il benessere lavorativo del proprio personale; 688 mila (66,6%) svolgono azioni per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività; 670 mila (64,8%) si sono attivate per migliorare il livello di sicurezza all’interno della propria impresa o nel territorio in cui operano.
  • Nel complesso, l’84,3% delle imprese ha portato a termine almeno una azione di sostenibilità sociale e il 75,8% ha realizzato almeno una azione di sostenibilità ambientale. Tuttavia, analizzando il dettaglio per numero di azioni, le imprese dedicano maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale: il 10,3% ha realizzato più di 10 azioni di sostenibilità ambientale, il 2,7% ne ha compiute più di 10 e il 50,4% solo una.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.