Le 10 sedie di design più famose da conoscere assolutamente

A casa mia avevo tre sedie: una per la solitudine, due per l’amicizia,
tre per la società. (Henry David Thoreau).

Dalle origini  molto antiche, in ogni epoca questi oggetti funzionali  ebbero un differente significato prima di essere largamente utilizzati diventando oggetti di design indispensabili

Possiamo far risalire la primissima ‘seduta’ al Paleolitico, con l’uomo di Neanderthal: la roccia. Probabilmente era ciò a cui più si avvicinasse un prototipo di sedia o a qualcosa di rialzato dal suolo.
Ma per parlare di oggetto vero e proprio, i primi ritrovamenti sono stati in Egitto, ai tempi dei faraoni. Si potevano paragonare a dei veri e propri troni, pensati esclusivamente per la classe alta e regnante.

Il materiale era pregiato: legno di ebano e avorio, intagliato con figure che rappresentavano animali o schiavi. Antenata della sedia è la panca. Non ebbe lunga vita a causa della sua scomodità. Verrà riproposta durante il Rinascimento con delle varianti, come uno schienale, per renderla più utilizzabile.

Il primo esempio di sedia per il singolo, invece, è il Faldistorio, di origine longobarda e romana del 1100. La struttura era in ferro, composta da quattro gambe incrociate e di tessuto in pelle. La seduta era imbottita per poter sorreggere il peso.
Fu solo nel 1400 che nacque il primo vero prototipo di sedia, una fusione tra la Sella Curulis, di origine romana e la sedia da campo araba; chiamata a stecche o a forbice, era formata da quattro gambe incrociate, uno schienale ed una seduta.

Da queste basi sono venute a formarsi le prime sedie contemporanee fino a diventare veri e propri oggetti di design.
A seguito della Rivoluzione Industriale e della nascita di varie associazioni e scuole (la più famosa e principale è la Bauhaus di Gropius), vengono alla luce nuovi modi di progettare e costruire, in questo caso, una sedia.

Di seguito vado a citare le più famose e iconiche sedute inventate dal 1800 fino ad oggi.

La sedia modello n. 14 di Michael Thonet, 1854; formata da sei soli elementi: due gambe anteriori, elemento schienale/gambe posteriore, ulteriore elemento d’appoggio per la schiena e due cerchi, uno come rinforzo fra le gambe e uno che forma l’anello della seduta. Con solo sei viti per il fissaggio. Questa sedia è stata rivisitata ed il modello più conosciuto è il classico da bar e bistrot, nera con seduta in paglia. È conosciuta anche con il nome ‘sedia di Vienna’.

La Wassily, poltrona da soggiorno, di Marcel Breuer, 1925, per Knoll. Sedia moderna per l’epoca, è caratterizzata da geometrismi e leggerezza. Formata da un telaio in tubo d’acciaio nichelato, una seduta, schienale e braccioli in tessuto. Il nome fu scelto da Dino Gavina, nel 1962, dopo che Kandinskij chiese che il primo esemplare fosse destinato al suo appartamento.

La poltrona MR90, denominata Barcelona,1929, di Ludwig Mies Van der Rohe, rivisitata per Knoll nel 1948. La prima versione è formata da un piatto di acciaio con fasce di sostegno e cuscini trapuntati in pelle. E’ icona del design industriale e rappresenta il motto di Mr Rohe: “less is more”.

La poltrona LC2, progettata da Le Corbusier nel 1928 e rieditata per Cassina nel 1965 è un icona di modernità e funzionalità secondo i principi del Modulor, che ne studiano le misure e posture del corpo umano. La struttura è in tubo nichelato (o verniciato), i cuscini sono in pelle con imbottitura in piuma. Ne esistono due versioni: una pensata per la donna, permettendole l’accavallamento delle gambe e una per la postura dell’uomo. Questa sedia rappresenta la funzionalità unita alla struttura delle forme. Venne presentata nel 1929 al Salone d’Autunno, a Parigi.

La Diamond Chair di Harry Bertoia, 1952, Knoll International. Chiamata così perché la sua forma ricorda quella di un diamante, la struttura geometrica è formata da una maglia a rete di fili in metallo, prima volta utilizzato per produrre un mobile. Contengono anche un cuscino removibile. La Diamond è stata progettata per una resa leggera ed eterea con struttura in acciaio utilizzato, fino ad allora, solo a livello industriale. Famosa la presentazione di Bertoia della sua sedia: “Se guardi queste sedie, vedi che sono come sculture fatte principalmente di aria. Lo spazio le attraversa” .

La poltrona The Egg,di Arne Jacobsen, 1958, per l’azienda danese Fritz Hansen. È una poltrona ‘condensata’, nel senso che nella sua sinuosa forma contiene: schienale, braccioli e seduta. Originariamente la scocca era fatta di Styropore (polistirolo), cambiata oggi in poliuretano. Per la sua forma, è rivestita di una stoffa elastica o in pelle. È una seduta basculante con base girevole a 4 razze, in alluminio, e con piedini antiscivolo.

È diventata famosa per aver arredato la reception del Royal Hotel di Cophenaghen.
Un classico moderno, si adatta a qualsiasi stile e stanza. La sua forma a guscio dà un senso di protezione che avvolge e rilassa.

La Lounge Chair dei coniugi Eames, 1956, per Herman Miller. Questa seduta, se la paragoniamo ad un cibo, dà l’impressione di essere ‘croccante fuori e morbida dentro’; esternamente, è formata da tre gusci di compensato in strati sottili di legno di rosa, incollati e pressati e curvati, internamente è riempita da dei cuscini in pelle. La struttura portante è in fusione di alluminio. Questa poltrona è stata la prima ad essere stata progettata per un mercato di fascia alta. È parte permanente della collezione nel Museum of Modern Art di New York e in altri musei. La sua prima apparizione la fece in TV, in un programma americano della NBC nel 1956; ne seguì la campagna pubblicitaria e la sua diffusione.

La Ball Chair, di Eero Arnio, 1963-65 per azienda Asko e poi Adelta. L’esterno della sfera è in poliestere rinforzata con fiberglass; poggia su di una base in alluminio dipinto e l’interno è costituito di imbottitura in schiumato ricoperto di tessuto. È smontabile dalla base il che le permette di essere spostata facilmente ed è girevole.

Inizialmente, Aarnio, la progettò per sé stesso, ad uso personale, mettendola poi in commercio ne l966, presentandola alla fiera di Colonia. Questa seduta è pensata per un alienamento dal mondo circostante, quasi una zona di ancora più privacy nella privacy della casa. È stata un’icona negli anni 60-70, non solo per il design moderno ed accattivante ma anche per l’idea futuristica ed innovativa di questa poltrona.
Nel 1968 nasce la sorella: la Bubble Chair. Le differenze principali sono due: non poggia più su di una base ma è appesa ed è completamente trasparente in modo da far filtrare la luce.

La Panton Chair di Verner Panton, 1959-1967, per Herman Miller e riedizione Vitra nel 1990. E’ la prima seduta fatta interamente di plastica, in un solo pezzo. Mr Verner la inventò nel ’59 ma ai tempi non esisteva una resina di plastica adatta per la progettazione. Nel 1967 entrò in produzione grazie all’intervento dell’azienda H. Miller e alla produzione di nuove resine della Bayer.
Per nulla comoda e leggera, la Panton è un’icona di estetica che prevale sulla funzione.

la sedia Louis Ghost di Philippe Starck, 2002, per Kartell. In collaborazione con questa azienda, Starck rivisita in chiave contemporanea la seduta di Luigi XV, con materiali come il poli bicarbonato trasparente o colorato. Esperienza difficile e complessa in quanto è composta in unico stampo, ad iniezione; considerando le forme dello schienale e dei braccioli. Nonostante alla vista risulti delicata, la Louis è una seduta forte e stabile, a prova di urti e agenti atmosferici. Può essere impilata, fino a sei pezzi.

Questo è il nostro  personale elenco delle 10 sedute più iconiche di design. Ce ne sarebbero molte altre da inserire in quanto la storia del design è piena di oggetti come quelli appena visti,  poltrone, chaise longue che sono degne di nota, ma quelle elencate sono tra le più famose ed iconiche conosciute. E un ottimo punto di partenza per chi volesse avvicinarsi al design di autore.

Flower Power & Design

Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • Louis Ghost, la sedia Kartell capolavoro di trasparenza nata nel 2012 per mano di Philippe Starck è la sedia di design più venduta al mondo.
  • Ghost, che vuol dire fantasma trae ispirazione nelle forme all’arte barocca dell’epoca, appunto, di Re Louis XV.

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In generale, sono spinta da una curiosità cronica; come i gatti. Ciò che mi appassiona maggiormente, peró, riguarda la Storia e la vastità degli scenari che racchiudono la parola Arte.