Flower Power & Design

Sia che siate nati negli anni ’60, li abbiate vissuti o siate tuttora  adolescenti, quello che  stiamo  per raccontarvi  è  un modo  di vivere la moda,  l’arte, il  design  sicuramente ‘evergreen’.

Iniziamo dal “flower power”

Il termine “potere dei fiori”, fu coniato dal poeta Allen Ginsberg nel 1965 e rappresenta quel movimento ‘hippy’ nato come controcultura alla società tradizionalista e come opposizione alla violenza, nello specifico alla guerra del Vietnam (1955-1975), in America.

Anni 60

Fiori d’epoca (60s/70s) – Di Thomas Pajot – Shutterstock

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A padroneggiare: la musica rock, l’allucinogeno LSD, i colori e motivi psichedelici, la libertà sessuale e i movimenti socialisti. L’anno più importante fu proprio il ’68, l’anno della rivolta e del famoso concerto di Woodstock, rimasto nella storia.
In Italia c’era il Carosello, la grande Canzone Italiana, la vespa, la 500, i giradischi e la rinomata ‘Dolce vita’ di Fellini.

Antecedente al “flower power” incontriamo il movimento definito “Pop Art” rappresentato, principalmente, dall’iconico e famosissimo Andy Warhol (1928-1987). Emblema di questa arte: una società consumista e l’uomo come suo consumatore.
I motivi che la rappresentano sono lo stile a fumetti, le lattine, poster, elettrodomestici…

Pop-Art stile fumetto pannello gossip girl sussurra in orecchio segreti con bolla discorso, voce, passaparola concetto vettoriale illustrazione d

Immagine di durantelallera – Shutterstock

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Gli anni ’60 sono i ‘middle’ del vintage; un periodo che si estende tra gli anni ’50 e gli anni ’70.
Tutte e tre le decadi, ripropongono uno stile come inno di cambiamento, vivacità e modernità. Sono gli anni dell’industrializzazione e della praticità.

Colori forti, psichedelici, carte da parati con forme geometriche o a fiori, pavimenti a scacchi.

Molto usati per le pareti del salotto o camera erano: arancio e rosso o verde pinie, fiancheggiati da tante altre tinte accese e sgargianti per l’arredo di mobili e complementi. In cucina, non era insolito trovare un frigorifero di color rosa o verde. Per il bagno e la cucina, perentorie le superfici lucide e riflettenti. Oltre che coloratissime.

Il bianco e il nero non vengono dimenticati, purchè accostati a dei colori vibranti.
Il tutto in uno stile minimalista, dalle forme morbide e futuristiche. I divani e le poltrone cedono la loro rigorosità e compostezza a sedute più sciolte, più “easy”, dove poter scomporsi e lasciarsi andare.
Il materiale prediletto per questi anni è stata la plastica: materiale facile da lavorare e di basso costo. Molto utilizzato anche il legno e il metallo.

Alcuni esempi ed oggetti ‘cult’ anni ’60

La poltrona Sacco di Zanotta (1968). morbida e confortevole, è riempita con palline di polistirolo e rivestita di tela.

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Ulteriore  icona  del  design  la Lampada Arco, progettata dai designer italiani Pier Giacomo Castiglioni e Achille Castiglioni  nel 1962 per l’azienda Flos. Base in marmo di Carrara e asta in acciaio.

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Di seguito  la lampada Gatto “Cocoon” (1960), su cui è stata utilizzata una tecnica a spruzzo di resina nebulizzata. Entrambe sono creazioni dei fratelli Catiglioni.

Segue  la “Ball Chair” (1966), risolvendo il problema della mancanza di luce rendendola trasparente, sostituita poi dalla “Bubble Chair” nel 1968,
Entrambe sono state progettate dallo svedese Eero Aarnio.

La ”Boborelax”, la prima seduta monoblocco, formata da schiume poliuretaniche. Cini Boeri (1967).

Questi solo per citarne alcuni, e, diciamocela tutta, nonostante sia passato più di mezzo secolo, gli anni ’60 ed il suo stile continuano ad essere riproposti ed attuali non solo nell’arredamento, ma anche nella moda e, soprattutto, nella memoria.

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Il vero nome e cognome di Andy Warhol era Andrew Warhola. Come morì? Il 3 giugno del 1968  Andy Warhol fu dichiarato morto. Tre pallottole sparate da una donna. Andy Warhol morì tuttavia il 22 febbraio del 1987, per un attacco cardiaco dovuto probabilmente alle conseguenze di quell’attacco.
  • L’architetto Achille  Castiglioni è considerato uno dei  padri del  Design  Industriale. A questo link la  fondazione a lui dedicata.

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In generale, sono spinta da una curiosità cronica; come i gatti. Ciò che mi appassiona maggiormente, peró, riguarda la Storia e la vastità degli scenari che racchiudono la parola Arte.