I satelliti per Internet affollano lo spazio

Lo spazio è sempre più affollato. I satelliti per internet, Starlink, lanciati da SpaceX rischiano di abbagliare i telescopi di astronomi e astrofili e interferire nelle ricerche.

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I satelliti per Internet lanciati nelle ultime ore da Space X

Gli ultimi 60 sono stati lanciati nelle scorse ore grazie al razzo Falcon 9 dalla base Usa di Cape Canaveral. Con questa dodicesima missione per SpaceX, sono adesso 713 i satelliti in orbita sui 1.440 previsti. Per una copertura globale, che comprende le aree più remote non raggiunte dalla banda larga, l’azienda di Elon Musk vuole lanciare una costellazione di 12.000 satelliti.

Per quanto si tratti di un progetto di accessibilità globale, ha fatto scattare l’allarme tra astronomi e appassionati dello spazio. Dalla Starlink della Space X alla Athena di Facebook sono diverse le costellazioni di satelliti che nel giro di pochi anni renderanno trafficata l’orbita bassa terrestre, al di sotto, di 2.000 chilometri.

I satelliti per Internet disturbano le ricerche

Secondo un recente rapporto elaborato da un gruppo di 250 esperti, tra cui l’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), i satelliti in orbita bassa, per la loro capacità di riflettere la luce del Sole, possono disturbare i programmi scientifici che richiedono osservazioni al crepuscolo. Non solo, possono anche compromettere la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra o lo studio della radiazione visibile emessa dalle sorgenti astronomiche più violente insieme alle onde gravitazionali.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Il primo satellite artificiale è stato lo Sputnik 1, lanciato in orbita ellittica intorno alla terra nell’ottobre del 1957 dall’allora Unione Sovietica. Era un sfera di metallo di 58 centimetri di diametro con quattro antenne per comunicare con la terra, pesava 84 chili e aveva una potenza di 1 watt.

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