Coltivare un albero di mimosa

La mimosa, simbolo della primavera.

Coltivare un albero di mimosa per il proprio giardino di casa o in vaso può essere un’attività stimolante. Inoltre, il mese di marzo è il periodo di massimo splendore.

Con qualche accorgimento ottenere fiori belli e rigogliosi, senza l’utilizzo dei fitofarmaci non è molto difficile.

Coltivare un albero di mimosa: cosa sapere

Con il termine mimosa si identifica un genere di piante, erbacee o arbustive, appartenenti alla famiglia botanica delle Fabaceae. Sono oltre 700 le specie che rientrano in questo genere. Tra quelle più coltivate in Italia c’è l’Acacia Deabalta, o mimosa argentea.

Fiorisce a partire dalla fine del mese di gennaio e dura per tutto il mese di marzo e ha rami di colore verde leggermente vellutati. Le sue foglie di tipo pennato, accoppiate in 30-40 paia, si ripiegano nelle ore notturne.

I fiori di mimosa hanno vistosi stami gialli, molto luminosi e piumosi ma, se recisi appassiscono rapidamente.

Anche la Mimosa retinoides, ovvero la mimosa delle quattro stagioni, è molto presente sul nostro territorio. Fiorisce tutto l’anno ma il suo massimo sviluppo floreale avviene nel periodo compreso tra maggio e settembre.

coltivare albero di mimosa

Foto di ADGC su Pixabay

Come coltivare un albero di mimosa

Clima e terreno

La mimosa predilige un clima mite e non tollera il gelo prolungato durante il periodo invernale. Nelle zone fredde infatti la mimosa viene coltivata in vaso, per spostarla al bisogno in una zona protetta, come ad esempio una veranda.

In realtà le mimose non sono piante da interno perché soffrirebbero per il riscaldamento.

Altra caratteristica della mimosa sono i suoi rami delicati che si spezzano facilmente per il vento. Si consiglia quindi di posizionare l’albero in una zona del giardino soleggiata e riparata.

Quando decidiamo di piantare un albero di mimosa bisogna fare attenzione al terreno. L’Acacia Deabalta rifugge dai terreni calcarei e preferisce quelli leggermente acidi, il cui ph è compreso tra 5,5 e 6,5.

In giardino e in vaso

Importante ricordare che l’albero di mimosa solitamente viene acquistato in un piccolo vaso. In questo modo può essere trapiantato nel periodo che va da marzo a maggio. L’albero di mimosa è molto longevo e vive per almeno vent’anni.

È importante eseguire una lavorazione profonda con uno scasso del terreno almeno fino a 80 cm. La larghezza della buca dovrà essere di 50/60 cm.

Sul fondo della buca è opportuno mettere del letame maturo, che rappresenta la concimazione di fondo.

Il letame va coperto con uno strato di terra sul quale può essere messa dell’argilla espansa per migliorare il drenaggio del terreno e poi aggiungere un altro strato di terra.

Ricordarsi di sistemare un tutore, fondamentale per i primi anni, fino a quando le radici non scenderanno più in profondità.

Prima di adagiare l’albero di mimosa, questo va tolto dal vaso e adagiato per qualche secondo nell’acqua. Questo serve a idratare bene la zolla di terra.

Per tenerla in vaso, se ne dovrà scegliere uno possibilmente in terracotta, con dimensioni pari a 60 cm di altezza e, almeno, 50 di larghezza. Il trapianto ad un vaso più grande deve essere fatto ogni due anni, aumentando di poco il diametro del vaso stesso.

L’irrigazione e la potatura

L’albero di mimosa si adatta molto bene alle condizioni di siccità. Non ha quindi bisogno d’irrigazione di sostegno tranne che nei primissimi anni di vita, per dare tempo all’apparato radicale di diffondersi opportunamente.

Per la coltivazione in vaso invece c’è un maggiore bisogno d’acqua. Fondamentale però non creare ristagni.

Per la potatura bisogna distinguere tra la potatura di formazione e quella di mantenimento.

La prima è per il primo anno. Qui che sceglie tra la forma a cespuglio, che si ottiene dando più spazio alle ramificazioni centrali, e quella a piramide, per dare alla pianta la forma di un cono, con rami molto lunghi già nella parte bassa.

La potatura di mantenimento si fa annualmente: nel periodo immediatamente successivo alla fioritura per l’Acacia Debealta e in primavera inoltrata per la Mimosa delle 4 stagioni. Si effettua accorciando i rami più lunghi e asportando i rami secchi, danneggiati dall’inverno o malformati.

Decorare casa con le mimose

Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • La mimosa è originaria del continente oceanico, e proviene dell’Australia e della Tazmania. In questi territori l’arbusto cresce spontaneo e può arrivare fino a 30 metri di altezza. La pianta arriva in Europa agli inizi dell’ottocento, insieme a un’altra molto nota, l’eucalipto.

  • La mimosa ha un apparato radicale superficiale ma molto sviluppato. È per questo motivo che viene spesso utilizzata per trattenere il terreno nelle scarpate.

  • L’albero di mimosa si è adattato perfettamente al clima italiano, soprattutto nelle zone più miti. Gli arbusti possono arrivare fino a 15 metri e nelle aree più fredde vengono coltivati in vaso.

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In copertina: foto di ecoplay1 su pixabay

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