Come conservare i preparati biodinamici

L’agricoltura biodinamica si basa su pratiche agricole in uso da secoli, che fanno parte della tradizione contadina. Scopri come conservare i preparati biodinamici, fertilizzanti realizzati a partire dalla sintesi di materiali naturali e forze naturali.

Cosa sono i preparati biodinamici

I preparati biodinamici, utilizzati come compost naturale, hanno proprietà che tendono a dissiparsi se questi non vengono conservati adeguatamente. Sono considerati come farmaci omeopatici che curano l’ambiente e il terreno. Infatti, ne bastano piccolissime dosi per riattivare le energie e riportare in salute l’organismo agricolo.

Come conservare i preparati biodinamici

Come conservare i preparati biodinamici – shutterstock foto di The little paint

Quali sono i preparati biodinamici

Ci sono preparati biodinamici di qualità, sia da spruzzo che da cumulo. Il preparato oltre ad essere di qualità ha anche bisogno di essere conservato in maniera idonea, in modo che non vengano perse le sue caratteristiche specifiche.

Preparati da spruzzo:

  • 500: cornoletame, realizzato a partire da letame bovino
  • 501: cornosilice, realizzato a partire da polvere di quarzo.

Preparati da cumulo:

  • 502: achillea
  • 503: camomilla
  • 504: ortica
  • 505: corteccia di quercia
  • 506: tarassaco
  • 507: valeriana.
Come conservare i preparati biodinamici

Come conservare i preparati biodinamici – shutterstock foto di Jesse Nichols

L’allestimento dei preparati biodinamici

Per l’allestimento dei preparati biodinamici si utilizzano fiori e foglie di piante officinali, che il più delle volte vengono interrate dentro a contenitori di origine animale, come budello, mesentere, corna di vacca, in un terreno che deve essere vivo e ricco di humus. Oltre al procedimento è importante anche il periodo in cui seppellire le sostanze, alcune restano sotto terra sei mesi, altre come l’ortica fino ad un anno. Una volta che la sostanza ha terminato il periodo nel terreno viene tolta da suolo e non è più riconoscibile: il preparato biodinamico ha l’aspetto di una massa scura, humica, colloidale, che odora di sottobosco.

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La conservazione dei preparati

La conservazione dei preparati biodinamici non è meno importante dell’allestimento stesso. Infatti, se fatta male, mette a rischio l’efficacia e l’effetto dei preparati stessi. Occorre però distinguere tra 501 (o Cornosilice) e tutti gli altri preparati, sia da spruzzo che da cumulo. Il 501 è l’unico preparato biodinamico che va conservato alla luce del sole. Infatti, deve essere esposto ai raggi solari durante tutto il periodo di conservazione.

Per essere conservati al meglio, i preparati biodinamici vanno riposti nella torba. La torba è un isolante naturale contro le radiazioni che oltre a migliorare la conservazione, protegge i preparati anche dall’inquinamento elettromagnetico prodotto da linee elettriche e da ripetitori telefonici. Molti agricoltori biodinamici preferiscono conservarli a contatto con la terra, ma possono essere immagazzinati anche in casa.

Questi vanno conservati in contenitori di rame, vetro o cotto smaltato. A loro volta questi contenitori devono essere disposti in casse di legno, foderate da 15 centimetri di torba su ogni lato, in modo da evitare che si esauriscano rapidamente, vista la loro azione radiante. Per una corretta conservazione i preparati devono stare a umidità costante e temperatura controllata. È necessario verificare queste caratteristiche almeno due volte al mese, ed eventualmente intervenire per mantenerli umidi e in vita. I preparati infatti, contengono microbi utili che morirebbero se venisse a mancare l’acqua.

I vantaggi di un’agricoltura sostenibile

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Rudolf Steiner, padre fondatore dell’agricoltura biodinamica, già nel 1924 sviluppò alcuni preparati organici, convinto sostenitore che le forze presenti negli organi vegetali ed animali possano essere in qualche modo allineate e combinate al ciclo delle stagioni dell’anno, connubio ideale per garantire un valido sostegno alla vitalità del terreno e della natura circostante.
  • Questa sostanza è ricca di microganismi. Ha capacità terapeutiche e dona al terreno un equilibrio tra elementi chimici e fisici. Infatti, crea la condizione ideale per un terreno sano e fertile, dove poter coltivare le piante con metodi naturali, evitando che si ammalino.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.