Un capodoglio in plastica per sensibilizzare sull’emergenza inquinamento negli oceani

L’orto botanico di Firenze ospiterà fino al 6 ottobre un testimonial d’eccezione contro l’inquinamento della plastica nei mari.

Si tratta del capodoglio Giovanni, un’installazione raffigurante un cetaceo a grandezza naturale composto da 2.220 contenitori di plastica usati e lungo 12 metri.

L’opera artistica è di Edoardo Malagigi ed è stata inaugurata ieri nell’Aula magna dell’Università di Firenze alla presenza, tra gli altri, del rettore Luigi Dei.

Il Capodoglio Giovanni: dall’oceano alla ricostruzione in plastica

L’opera si ispira a un capodoglio reale che vive nel Santuario Pelagos, avvistato nel 2016 dall’Istituto Tethys che in trent’anni di ricerca ha visto il notevole incremento dell’inquinamento da plastica nei mari. Per la realizzazione di Giovanni sono stati recuperati, grazie alla partecipazione del Gruppo Hera, 2.220 contenitori usati, dai quali sono stati ricavati almeno 4.500 elementi da utilizzare per ricostruire la superficie esterna dell’installazione.

Capodoglio di plastica

Foto di LMLPhoto su Shutterstock

Come spiegato, l’opera “ha un impatto molto forte sui visitatori, poiché rende la drammaticità del problema ambientale e sensibilizza le coscienze. I contenitori usati sono formati da tre diversi elementi: carta, plastica e alluminio. Se la carta risulta essere facilmente riciclabile, la plastica e l’alluminio richiedono processi di smaltimento complessi e costosi”.

Un capodoglio in plastica: un progetto artistico e sostenibile

La progettazione del capodoglio Giovanni si inserisce all’interno del progetto audience develoment e new media strategies Whale Hub, sviluppato per il Museo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Firenze e dedicato alla Sala della Balena.

Lo scopo è quello di cercare di avvicinare nuovi pubblici alla conoscenza scientifica per mezzo dell’arte contemporanea attivando strategie di partecipazione attiva del pubblico grazie al contributo di artisti e giovani creativi.

Si può vivere senza plastica? Ecco una guida alla plastic free life

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA

Per altre curiosità e informazioni sugli abitanti continuate a seguirci su www.habitante.it