Come creare un orto autosufficiente

Gli italiani sono amanti del giardino e molti si chiedono come migliorarlo: vediamo come creare un orto autosufficiente.

Un orto è un’attività primaverile-estiva divertente e che regala soddisfazione. Il concetto di autosufficienza è davvero importante in un momento storico come questo, in cui la sostenibilità ambientale diventa una necessità più che una scelta.

Come creare un orto autosufficiente: perché farlo?

L'orto di settembre

shutterstock – mythja

Tante le ragioni che spingono gli italiani alla realizzazione di un orto in casa: passione per la natura, desiderio di avere prodotti controllati personalmente, un piacevole hobby e un antistress da cui trarre beneficio.

L’orto domestico è la soluzione perfetta per una dieta sana e sostenibile. Di questi tempi, riflettere sul filone del “ritorno alla natura” ci porta a fare un pensiero di quanto sia vantaggioso abitare in una casa con l’orto. Che sia grande o piccolo, l’auto-produzione di frutta e verdura ci garantisce la possibilità di mangiare prodotti più sani e più ricchi di vitamine e di sali minerali, ma soprattutto di non preoccuparci di come procurarci del cibo da mettere a tavola.

Come creare un orto autosufficiente: permacultura

Progetta un orto dove coltivare le verdure che la tua famiglia preferisce poi trova l’angolo migliore del tuo cortile (o del patio) per piantarle. Con un po’ di tempo e di cure il tuo fazzoletto di terra sarà pieno di prodotti deliziosi. Si parla di permacultura: è un metodo di coltivazione che, sulla base di principi e strategie ecologiche, permette di progettare insediamenti agricoli simili agli ecosistemi naturali, e quindi in grado di mantenersi autonomamente e di rinnovarsi con un basso impiego di energia.

Per lo più le persone interessate a fare permacultura operano in contesti domestici – una casa indipendente o un appartamento con un giardinetto. La permacultura va benissimo nei piccoli spazi e risulta ideale in questo genere di situazioni. Vediamo insieme alcuni metodi di coltivazione tipici della permacultura per rendere il vostro orto o giardino sano, bisognoso di poco lavoro e soprattutto molto produttivo.

Come creare un orto autosufficiente: non usare la zappa

Il suolo è la base della vita sul nostro pianeta, e quindi bisogna capire che dobbiamo prendercene cura in modo che possa supportare le piante che ci danno da mangiare. La rete alimentare del suolo è complessa e delicata e la cosa forse peggiore che possiamo farle è rivoltare e spezzare e rompere regolarmente la terra. Per tradizione scaviamo per scompattarla e creare un suolo adatto alla semina, incorporando fertilizzanti e rimuovendo le erbacce. Ci sono tanti modi per evitare di scavare regolarmente, cosicché non solo salviamo il suolo, ma anche un sacco di energie.

Come creare un orto autosufficiente: coltivare su letti rialzati o cassoni

La coltivazione a letti rialzati, detti anche cassoni, è un modo semplicissimo di coltivare senza scavare. L’area di coltivazione viene divisa in cassoni permanenti della misura adatta a chi coltiva. Fate in modo che il centro possa essere facilmente raggiunto da ogni avvallamento scavato intorno. Il cumulo di terra dei cassoni lo si ottiene recuperando il suolo da questi avvallamenti scavati tutto intorno e buttandolo sopra l’area di coltivazione, che di solito viene abbondantemente arricchita di compost. In questo modo creiamo un “effetto tumulo”, una collinetta, da cui il nome “letto rialzato”. I cassoni non hanno necessariamente materiali rigidi intorno ai bordi, anche se alcuni preferiscono realizzarli per tenere fuori l’erba, coltivare le verdure oltre la portata dei conigli e delle mosche bianche, o per rendere più facile raggiungerli anche a chi ha limitazioni nei movimenti.

Il suolo sulla superficie dei cassoni è profondo ricco e può sostenere un’alta densità di piante, che quindi possono essere coltivate a breve distanza l’una dall’altra, meno di quella abitualmente osservata. Il compost viene aggiunto sui cassoni ogni anno e, come in natura, la vita del suolo lo incorpora prendendolo dalla superficie e portandolo giù per convertirlo in nutrienti.

Naturalmente un po’ bisogna scavare, può essere necessario all’inizio: la cosa ideale è far sì che il suolo diventi fertile, e poi permettere alla vita del sottosuolo di prendervi alloggio. Senza vermi e microorganismi il suolo è morto e il solo modo di coltivare è usare fertilizzanti chimici. Queste creature vivono e si nutrono di materia organica – sono ciò che trasformano i rifiuti della vostra cucina in compost.

Come creare un orto autosufficiente: policoltura

La policoltura è l’opposto della monocoltura, significa coltivare più di un solo tipo di pianta nello stesso spazio. Può essere semplice come far crescere l’insalata negli spazi fra i cavoli, o complesso come un giardino foresta di due acri. Un esempio di monocoltura è un campo di grano o un appezzamento coltivato solo a broccoli. Quando i batteri radicali incontrano una intera zona coltivata a brassiche hanno un campo libero e si moltiplicano, causando danni molto gravi. Parassiti e malattie tendono a specializzarsi in una particolare specie, motivo per cui cercano una pianta specifica. È questo il motivo per cui tradizionale vuole che ruotiamo specie di colture in diverse aree, per evitare la proliferazione di questi patogeni.

Una policoltura imita la natura e rende più difficile ai patogeni trovare le loro piante preferite, oltre al fatto che quando ne trovano una, non le trovano tutte.

Come creare un orto autosufficiente: mescolare le piante offre molti altri vantaggi

Osservando la natura, possiamo vedere come le piante vivano insieme pur essendo diverse sia per forma che per dimensione; per fabbisogno di luce, acqua e nutrienti; per velocità di crescita e periodi di raccolta. La diversità fa un uso ottimale delle risorse disponibili; ogni nicchia è colmata di vita.

Con le loro differenze, le piante possono creare condizioni benefiche l’una per l’altra, come le insalate sotto i broccoli ad esempio – le insalate trarranno vantaggio dall’ombra leggera nei mesi estivi. Riempiendo i cassoni di verdure dobbiamo diserbare meno e abbiamo più cibo per noi. Non dimentichiamo, comunque, che dobbiamo sempre rimpiazzare ciò che raccogliamo e questa crescita intensiva richiede nuovo compost che vada a rifornire i cassoni ad ogni stagione.

Come creare un orto autosufficiente: pacciamatura

La pacciamatura consiste semplicemente nel ricoprire il suolo con materia non vivente. Il suolo non vuole mai essere nudo in natura: esso di solito è ricoperto da un tappeto di foglie, vegetazione, materiale proveniente da piante morte, nutrienti di origine animale, ecc. Gli organismi del suolo si sono evoluti in queste condizioni e un suolo sano e fertile prospera davvero solo quando è coperto secondo i dettami della natura.
Per chi coltiva, la pacciamatura serve varie funzioni, a seconda di cosa è fatta e quando viene applicata una barriera per le infestanti per:

  • uccidere o sopprimerle e per evitare che ne germoglino altre
  • prevenire l’erosione del suolo a causa di vento e pioggia
  • ridurre l’evaporazione dell’acqua per via del sole
  • ripulire un’area, pronta alla coltivazione per aggiungere materiale organico.

La pacciamatura può prendere la forma di plastica nera o di tessuto, se lo scopo è solo tenere lontane le “erbacce” dal suolo di coltivazione. Può anche essere materiale organico come strati di cartone, letame e paglia. In una zona di coltivazione può essere paglia disposta intorno alle piante o compost aggiunto nei letti rialzati (o cassoni) per seppellire i semi e aggiungere fertilità. Chi vive in città può recuperare del cippato di legno da qualche vivaista o acquistarlo direttamente.

I vantaggi di avere un orto casalingo

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Bisogna studiare bene le verdure da piantare: valutate se richiedono un’ondata di freddo per iniziare, o se appassiranno per poi morire quando le temperature scendono. Se vivi in un clima che ha estati molto brevi o in un’area con scarsità di acqua, ad esempio, dovrai prestare particolare attenzione alla scelta delle piante.
  • Togli le erbacce.Appena le verdure spuntano, potresti notare piantine che sfruttano la concimazione e l’irrigazione. Prendi l’erbaccia vicino alle radici e tira dolcemente poi gettala via così che i semi non attecchiscano. Attento a non rimuovere le verdure appena nate.
  • Dissodatore o zappatrice è una macchina utilizzata per rompere le zolle, permettendoti di concimare e scavare buche per piantare. Negli orti più piccoli puoi usare semplicemente una vanga e olio di gomito, ma se il tuo è più di 10 m² allora dovresti pensare a comprare o affittare un dissodatore meccanico.

Credits immagine in evidenza: Shutterstock – Alexander Raths

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Esperta in architettura e comunicazione. Consulente digitale e Instagram Strategist.