Luoghi abbandonati e riconquistati dalla natura

Un tour in luoghi abbandonati dall’uomo e riconquistati dalla natura. Eccone alcuni che devi assolutamente vedere.

Luoghi spettacolari e abbandonati. Tra uomo e natura

Ci sono posti nel mondo che, una volta abbandonati dall’uomo, sono stati letteralmente invasi e riconquistati dalla natura. Si va da vecchie città fantasma, a mulini abbandonati nel bosco, relitti di barche, e ancora grandi capannoni industriali abbandonati.
Insomma veri e propri luoghi da scoprire, anzi da riscoprire in questa nuova versione affascinante, data proprio dal connubio tra costruzioni realizzate dall’uomo e invasione di elementi naturali.

Alcuni di questi luoghi sono stati nel tempo anche molto utilizzati dall’uomo, per poi cadere in rovina una volta abbandonati. Altri invece non sono mai stati aperti: fabbriche, stazioni, ospedali, interi palazzi dove la natura ha preso il sopravvento, riappropriandosi letteralmente del luogo, invadendo quindi questi spazi per trasformarli in location di un certo fascino.

Italia Abbandonata, un viaggio nella bellezza decadente e dimenticata

La nave-foresta galleggiante

Conosciuta anche con il nome di The Floating Forest o Foresta Galleggiante, la Ayrfield è una nave abbandonata e abitata ormai da stupende mangrovie.
Si trova in Australia, nella Homebush Bay di Sidney, una baia nota anche come il cimitero di barche, dove quindi è possibile vedere anche altri relitti di navi e imbarcazioni.

La SS Ayrfield era una nave di oltre 1000 tonnellate in acciaio. Fu costruita agli inizi del 1900 nel Regno Unito e venne poi utilizzata per trasportare nel Pacifico i rifornimenti per le truppe americane impegnate nella Seconda Guerra Mondiale. Nel 1972 la nave terminò il suo servizio e fu dunque spostata nella baia di Homebush, insieme ad altre imbarcazioni ormai inutilizzate.
Le splendide mangrovie che l’hanno invasa hanno trasformato la Ayrfield in un vero e proprio monumento turistico che è diventato tappa obbligata di visitatori provenienti da tutto il mondo.

the floating forest

Floating forest – Foto di eduardo_il_magnifico da Shutterstock

Le piscine della miniera di oro e rame

Ci spostiamo adesso in Giappone, e precisamente nei pressi di Osarizawa dove la natura ha creato delle piscine naturali all’interno delle pozze della miniera abbandonata di oro e rame.
Le attività estrattive della miniera risalgono al lontano 1300, e nel 1978 la miniera fu chiusa diventando così un luogo abbandonato.

Con l’andar del tempo si sono formate cosi delle piscine naturali che, pur molto belle e invitanti a un bagno rinfrescante, in realtà si trovano in una parte della miniera con ingresso vietato al pubblico perché pare essere una zona molto inquinata.

La base dell’Air Force immersa nella foresta

Siamo ancora in Giappone, e più precisamente a Tachikawa. Qui si trova una ex base della US Air Force che ormai sta per essere totalmente assorbita dalla vegetazione circostante.

Templi indu ricoperti di radici

Ad Angkor, in Cambogia è possibile ammirare i caratteristici templi in stile Khmer, letteralmente ricoperti dalle radici di alberi tropicali cresciute nel corso dei secoli.
Si tratta di un vastissimo complesso di templi Hindu, costruito nel XII secolo d.C. È il più vasto monumento religioso del pianeta, ed è stato simbolo inizialmente dell’Induismo e poi del Buddhismo.

Templi indu Cambogia

Templio di Ta Prohm, Angkor, Cambogia – Foto di DeltaOFF da Shutterstock

Il Mulino nel vallone abbandonato

Continuiamo in nostro viaggio e ci spostiamo in Italia, precisamente a Sorrento, dove troviamo il Vallone dei Mulini. Deve il suo nome alla presenza nella valle di un mulino per macinare il grano, in funzione dai primi del Novecento. Le acque sorgive, che scendevano dalle colline limitrofe, oltre al mulino alimentavano una segheria ad esso annessa, che aveva un ruolo strategico nei lavori di falegnameria della zona.
Nel Vallone si trovano anche i resti di un lavatoio pubblico, dove le donne lavavano il bucato.
Il vallone dei Mulini di Sorrento è considerato uno dei luoghi più suggestivi del mondo: lo spettacolo naturale che offre si può ammirare direttamente dal centro storico, dietro Piazza Tasso. Dall’alto si presenta con una enorme spaccatura nella roccia e una foltissima vegetazione verdeggiante che ha inglobato e ricoperto quasi completamente i resti del mulino e delle altre costruzioni presenti nella valle.

il vallone dei mulini

Il Vallone dei Mulini, Sorrento – Foto di Lois GoBe da Shutterstock

Il paese fantasma di Craco

Rimanendo sempre in Italia, e spostandoci di poco da Sorrento, arriviamo in Basilicata, e più di preciso in un paese abbandonato.
Siamo a Craco un piccolo comune di 668 abitanti della provincia di Matera. Nel 1963, il centro storico iniziò a subire uno spopolamento dovuto ad una frana che, agli inizi degli anni Ottanta, lo ha reso una vera e propria città fantasma.
Il paese è diventato così location cinematografica di diversi film importanti, e attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. Osservandolo dal basso, arroccato sul promontorio, colpisce per il contrasto di piante e arbusti verdi che si insinuano tra le pareti delle caratteristiche case di pietra grezza.

Craco

Craco, il paese fantasma – Foto di monticello da Shutterstock

 Jazzland, il lunapark casa di alligatori

Continuiamo il nostro viaggio e voliamo oltre oceano, negli Stati Uniti.
Nel 2005 l’uragano Katrina si è abbattuto sulla Costa del Golfo americana, e ha devastato intere città provocando una delle emergenze umanitarie più difficili nella storia degli Stati Uniti. Tra le vittime dei danni da uragano anche il parco divertimenti Six Flags Jazzland di New Orleans, che in seguito è stato completamente abbandonato.
È rimasto sott’acqua per diversi mesi, anche dopo la fine dell’uragano. Oggi pare che il luogo sia abitato da numerosi alligatori, l’erba ha completamente ricoperto le strade e le piante si sono arrampicate sulle varie giostre e attrazioni.
Più che un luogo incantevole è forse un set ideale per film horror.

six flags New Orleans

Jazzland, il luna-park di New Orleans casa di alligatori – Foto di Romy Oomen da Shutterstock

La città fantasma nel deserto

Terminiamo il nostro viaggio alla scoperta di luoghi abbandonati e invasi dalla natura, con una tappa a Kolmanskop, nel deserto del Namib, in Namibia.
È un fazzoletto di terra rossastra e antiche costruzioni che divenne crocevia di importanti traffici commerciali agli inizi del 900 quando, a seguito del ritrovamento di un diamante, la città fu presa d’assalto da tantissimi minatori, soprattutto tedeschi, che volevano sfruttarne la ricchezza.
Nacque così un piccolo villaggio con servizi come l’ospedale, il teatro, la scuola e persino il primo tram. L’attività estrattiva però diminuì, con l’arrivo anche della Prima Guerra Mondiale, e gli abitanti scelsero altre destinazioni per poter lavorare e vivere.

Kolmanskop dunque risulta completamente abbandonata dal 1954 e oggi i resti di quelle dimore completamente invase dalle dune di sabbia e dalla nebbia mattutina del deserto sono oggetto di fotografie dei più grandi e quotati fotografi mondiali.

città abbandonata nel deserto Namibia

Kolmanskop, La città fantasma nel deserto – Foto di Kanuman da Shutterstock

 

Ecovillaggio in Italia: Pachamare unisce uomo e natura

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • URBEX è un termine che sta per urban exploration  o esplorazione urbana e consiste appunto nell’andare alla scoperta di strutture artificiali, spesso rovine abbandonate o componenti poco visibili dell’ambiente urbano.
  • Esiste da parecchi anni anche un genere fotografico, chiamato urbex photography, che realizza scatti di luoghi dimenticati e abbandonati.
  • Su Instagram l’hashtag #urbex ha oltre 9 milioni di post.

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Divido il mio tempo tra la mia professione di comunicatore pubblico e l’arte della danza contemporanea, che pratico fin dall’infanzia e che mi porta sui palcoscenici italiani come danzatore e coreografo. Sono un appassionato di new media con particolare riguardo alla comunicazione pubblica e istituzionale: la partecipazione, la trasparenza, la reputazione sono le aree di maggiore interesse. Ho iniziato molto tempo fa con importanti incarichi nella pubblica amministrazione, passando da progetti di consulenza e formazione in ambito pubblico sul posizionamento di nuovi servizi al cittadino alla ideazione di format culturali. Mi piace pensarmi un divulgatore di best practices nell'innovazione sociale e nel public branding. Attualmente lavoro presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca nell'Area Affari Istituzionali e Comunicazione. L’incontro con Habitante è un’avventura di scrittura che mi permette di raccontare, con stimoli nuovi, i mondi che ho conosciuto e imparato ad apprezzare negli anni.