Alla scoperta di Grosseto: la città, gli abitanti, cosa visitare e mangiare

L’Appuntamento con l’Habitante Viaggiatore oggi vi accompagna a Grosseto: scopriamo insieme i luoghi e gli appuntamenti da non perdere per conoscere questa città e la sua provincia.

Alla scoperta della città di Grosseto

Siamo in Toscana, al centro della Maremma, qui si trova Grosseto. Il centro storico della città è racchiuso da una cinta muraria che si sviluppa su un perimetro esagonale ancora ben conservata. Fu edificata a partire dal XII secolo e più volte distrutta e ricostruita nel corso dei secoli successivi, una passeggiata alberata percorre il perimetro della mura, qui si incontrano le porte d’accesso e, agli angoli, i bastioni. Tra questi il Bastione Fortezza, che include il Cassero Senese, la Piazza d’Armi e la Cappella di Santa Barbara, che costituivano la cittadella fortificata di Grosseto. Nel centro della città, in piazza Dante, il suo monumento più importante, la Cattedrale di San Lorenzo, dedicata al suo patrono. Costruita a partire dalla fine del XIII secolo e più volte rimaneggiata nei secoli successivi, con la facciata in marmi bianchi e rosa, dolo il fianco meridionale dell’edificio conserva il suo aspetto originario,  con un portale riccamente decorato di motivi vegetali e zoomorfi. Al suo interno un imponente fonte battesimale in marmo e la cornice scolpita dell’Altare della Madonna che accoglie la preziosa tavola di Matteo di Giovanni, entrambe di Antonio Ghini. La via principale della città è Corso Carducci, lungo il quale si trova la Chiesa di San Pietro, il più antico edificio religioso della città, la cui presenza è documentata già nel 1118, e poi diversi edifici in stile liberty e neoclassico. Da visitare anche la Chiesa di San Francesco, con interni in stile gotico-francescano e tetto a capanna, qui si possono ammirare affreschi databili fra il trecento e seicento e diverse opere d’arte, tra le quali un Crocifisso su tavola realizzato da Duccio di Boninsegna verso la fine del Duecento. Per conoscere la storia più antica della Maremma, dalla preistoria fino all’età moderna, bisogna visitare il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma – Museo di Arte Sacra della Diocesi di Grosseto, nel Palazzo del Vecchio Tribunale.

Alla scoperta di Grosseto: la città, gli abitanti, cosa visitare e mangiare


Gli abitanti di Grosseto: quanti sono e come si chiamano?

Gli abitanti di Grosseto si chiamano grossetani e in totale sono 82.353 di cui 39.370 uomini 42.983 donne.

Tutti i comuni della provincia di Grosseto

I comuni limitrofi sono 6: (in ordine alfabetico)

Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Scansano, Gavorrano, Magliano in Toscana, Roccastrada

Le frazioni sono 15 (in ordine alfabetico)

Alberese Scalo, Centro Raccolta Quadrupedi, E.N.A.O.L.I., Fattoria Grancia, Il Colombaio, Istia D’Ombrone-Le Stiacciole, La Principina, Le Colonne, Magazzini Alberese, Nomadelfia, Podere Pratini, Principina A Mare, Rugginosina, San Vincenzo D’Elba, Spergolaia

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Sorano, Grosseto | shutterstock_Karl Allen Lugmayer

Alla scoperta della provincia di Grosseto 

Il territorio della provincia di Grosseto permette di visitare paesaggi che spaziano dal mare cristallino, con lunghe spiagge che si alternano a scogliere, monti con fitti boschi, zone pianeggianti, colline coltivate e zone con terme naturali. Tra queste Saturnia, borgo molto conosciuto per le sue terme, sia private che pubbliche. Qui c’è una sorgente millenaria, con acque termali che sgorgano alla temperatura di 37,5°, ma anche testimonianze delle popolazioni greche dell’età preclassica, degli Etruschi e poi dei Romani, che qui hanno vissuto, come la Porta Romana risalente al secondo secolo AC, il Bagno Santo, un antico insediamento sacro, le mura medievali, la chiesa medievale di Santa Maria Maddalena, il Museo Archeologico e la Fortezza degli Aldobrandeschi. A Montepescali, antico borgo medievale nel cuore della Maremma, si trova il museo Ildebrando Imberciadori di Montepescali, che racconta la storia locale. Tra i luoghi da visitare in questa provincia anche l’Isola del Giglio, il Monte Argentario, che comprende i paesi di Porto Santo Stefano e Porto Ercole, conosciuti per il mare e le fortezze. E Orbetello che con la sua laguna che ospita la Riserva naturale gestita dal Wwf Italia che ospita specie di uccelli rari, come l’airone bianco maggiore e il falco pescatore. Tra i parchi l’Oasi San Felice, affiliata WWF, a Marina di Grosseto. Ed ancora il Parco regionale della Maremma, con i monti dell’Uccellina, con ai suoi piedi il Tirreno, con spiagge e coste rocciose e la piana delle foci dell’Ombrone. Per continuare ad immergersi nella natura anche l’Oasi di San Felice e l’Oasi Faunistica Monte Leoni. Da visitare anche l’Area Archeologica di Roselle, una delle più importanti città dell’Etruria, i ruderi del monastero benedettino di Santa Maria Alborense 

Gli appuntamenti da non perdere

Tra gli appuntamenti da non perdere Festambiente, festival nazionale di Legambiente, con musica, cinema, mostre mercato, dibattiti, spazi per bambini, ristorazione bio e tradizionale, che si tiene a Rispescia, all’interno del Parco regionale della Maremma.

I piatti tipici da assaggiare

Molti i piatti tipici da assaggiare in questo territorio, a partire dagli antipasti che si rifanno soprattutto alla tradizione contadina, preparati con i taglieri di formaggi caprini, ovini e di mucca. Tra i formaggi quello di Fossa, il pecorino toscano Dop, lo stracchino e la ricotta. Da assaggiare la bottarga di Orbetello, la panzanella maremmana, preparata con pane raffermo, olio, sale, pomodori, basilico. Tra i piatti tipici degli antipasti anche il polpo ubriaco, cotto nel vino rosso, aromatizzato con aglio, peperoncino, alloro, accompagnato con crostini di pane caldo, strofinati con aglio. Tra i primi piatti troviamo la pasta all’uovo fatta in casa, come pappardelle, tagliatelle, tortelli, maltagliati, ravioli, conditi spesso con carne macinata di maiale oppure di vitello, con il sugo al cinghiale, o con il tartufo in bianco. Da assaggiare anche i Ciaffagnoni o Crèpes di Manciano, condite con sugo o, in alternativa, con il condimento in bianco, fatto di pecorino e lardo. Gli gnocchi di pane al cinghiale, preparati con pane raffermo e la farina con la quale si ottengono gli occhi, conditi col sugo di carne suina e una spolverata di pecorino. Il risotto di Femminelle, preparato con granchi di acqua dolce. Tra i secondi piatti troviamo preparazioni a base di carne di cinghiale, il capriolo alla palma, marinato per una notte intera negli odori, e poi sfumato con aceto bianco e lasciato cuocere con l’aggiunta di olive nere, anguilla e baccalà. 

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il buttero è stato una figura molto importante in Maremma. Qui venivano allevati allo stato brado vacche e cavalli maremmani, allevati in branchi numerosi nelle grandi aziende. Il buttero era il mandriano, che si occupava degli animali, e si muoveva a cavallo dei robusti maremmani.

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esperta in design e artigianato, curo anche la rubrica Habitante Viaggiatore per raccontare le bellezze dell'Italia, tra regioni e province