Alla scoperta di Caltanissetta: la città, gli abitanti, cosa visitare e mangiare

L’Appuntamento con l’Habitante Viaggiatore oggi vi accompagna a Caltanissetta: scopriamo insieme i luoghi e gli appuntamenti da non perdere per conoscere questa città e la sua provincia.

Alla scoperta della città di Caltanissetta

Siamo nell’entroterra della splendida Sicilia, qui si trova Caltanissetta. Città che fu abitata da greci, arabi, normanni e borbonici, che hanno lasciato un importante patrimonio artistico e architettonico. Per conoscere meglio la storia antica della città si può visitare il Museo Archeologico, che custodisce ritrovamenti che vanno dall’età del rame fino al VI d.C., e il Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfatara, che conserva una ricca esposizione di pietre minerarie, soprattutto pietre di zolfo che in passato rappresentavano una delle maggiori fonti di esportazione per l’economia siciliana. Tra gli edifici religiosi da visitare la chiesa di Santa Maria la Nova, la cattedrale della città, e la chiesa del Collegio o di Sant’Agata, che custodiscono opere di Guglielmo Borremans, pittore fiammingo che passò gran parte della sua vita in Italia tra Napoli e la Sicilia. Poi la chiesa di San Sebastiano e la fontana del Tritone, di Gaetano Averna realizzata nel 1956, su calchi di Michele Tripisciano, e il palazzo Moncada, sede della Galleria Civica d’Arte Museo Tripisciano, dedicato allo scultore nisseno Michele Tripisciano. Nel quartiere storico di San Francesco si può passeggiare tra viuzze medievali e visitare le chiese di Santa Croce e quella di San Domenico, dove ammirare un’altra tela di Guglielmo Borremans, raffigurante San Vincenzo Ferreri, e una tela di Filippo Paladini, la Madonna del Rosario. Poco lontano dalla città da visitare la Badia di Santo Spirito, struttura religiosa normanna, con una vasca battesimale ad immersione, che ha inglobato un antico edificio arabo di difesa. E poi il Castello di Pietrarossa, che ha appunto mura rosse che contrastano con il bianco della roccia che lo circonda. Qui sono visibili i resti di due delle tre torre che componevano il sistema di avvistamento e parte delle cinta muraria con le feritoie. 


Gli abitanti di Caltanissetta: quanti sono e come si chiamano?

Gli abitanti di Caltanissetta si chiamano nisseni e in totale sono 61.064 di cui 29.379 uomini e 31.685 donne.

Tutti i comuni della provincia di Caltanissetta

I comuni limitrofi sono 13: (in ordine alfabetico)

San Cataldo, Pietraperzia, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Marianopoli, Sommatino, Delia, Canicattì, Enna (EN), Mazzarino, Mussomeli, Naro (AG), Petralia Sottana

Le frazioni sono 3: (in ordine alfabetico)

Cozzo Di Naro, Prestianni, Torretta

https://www.comune.caltanissetta.it/


shutterstock_Di Simoncountry

Alla scoperta della provincia di Caltanissetta

La storia della provincia di Caltanissetta è legata alle sue miniere, infatti la città è sede del Distretto delle Miniere, che va Villarosa in provincia di Enna, passando per Caltanissetta e tutte le cittadine del suo territorio, e arriva fino all’area di Agrigento. Attraverso percorsi turistici si può conoscere la storia del territorio e il suo legame con le miniere, fatte di cunicoli attraversati da binari e carrelli, che raccontano l’attività prevalente degli ultimi centocinquant’anni nella zona. A Montedoro infatti si possono visitare il Parco didattico scientifico con il Museo della Zolfara, le Case museo, l’Osservatorio Astronomico e il Planetario. E poi il museo di Trabia Tallarita, la miniera di zolfo più estesa del territorio, che rappresenta oggi uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale dell’isola. Chiusa nel 1975, dal 2010 è stato inaugurato il primo lotto dei lavori di recupero, al fine di aprire una prima parte del museo destinato a raccontare le vicende umane e naturali legate a questo luogo. Ma Caltanissetta e la sua provincia sono anche immerse nella natura e circondate da riserve naturali, come quelle di Monte Conca, di Biviere di Gela e quella di Contrada Niscemi, che protegge e salvaguarda una enorme sughereta. Luoghi dove dedicarsi al birdwatching e passeggiare per scoprire la natura e i paesaggi, come quello del Lago Sfondato, alimentato da sorgenti sotterranee, e del Lago Soprano circondato dalle orchidee. Da visitare anche castelli medievali, come quello di Mazzarino, di Mussomeli e di Delia. E poi Sutera, un borgo dall’impianto medievale costruito intorno alla rupe di gesso del Monte San Paolino che domina la valle del fiume Platani e inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. 

Gli appuntamenti da non perdere

Tra gli eventi da non perdere a Caltanissetta, dal 27 al 29 dicembre si celebra la Festa del Torrone, una tradizione, quella del torrone, che unisce la città siciliana a Cremona. Infatti le due città celebrano questo prelibato dolce tradizionale con un gemellaggio che vede i rispettivi pasticceri partecipare alle feste e sfidarsi per decretare la preparazione più buona. Un altro appuntamento molto sentito in città è la processione del giovedì santo, che affonda le sue radici alla fine del sec. XVIII come rito istituito dalla congregazione di San Filippo Neri. Durante la processione per la visita ai Sepolcri si trasportano per le chiese della città le vare, gruppi statuari in cartapesta raffiguranti scene della passione e morte di Gesù. Questi maestosi gruppi sacri raffiguranti Passione e Morte di Gesù Cristo, realizzati nella seconda metà del 1800, durante tutto l’anno sono custoditi e visibili nella Sala espositiva delle vare, dove sono conservate quindici vare. E poi la Sagra del Carciofo di Niscemi, appuntamento dedicato al Carciofo Violetto di Niscemi che promuove l’agricoltura e l’artigianato della città attraverso stand espositivi di carciofi, prodotti ortofrutticoli ed artigianali.

I piatti tipici da assaggiare

Tra i piatti tipici di Caltanissetta troviamo i cavateddi, pasta all’uovo condita con sughi tipici, poi la muffoletta pane dalla caratteristica forma rotonda, che si consuma principalmente d’inverno, da gustare caldo e farcito con ricotta, caciocavallo e sugna o con olio, pepe, acciughe e formaggio. Poi il maccù una particolare zuppa a base di fave e finocchietto selvatico, e l’umbriulata, una focaccia di pasta lievitata ripiena di salsiccia, olive nere, cipolla, pecorino grattugiato ed olio. Uno dei piatti tipici siciliani e in particolare di Milena, dove il terzo lunedì di agosto si svolge una sagra dedicata a questa specialità. E poi il coniglio selvatico in umido con capperi e olive bianche, Tra le specialità dolci, come abbiamo visto, c’è il torrone a base di nocciole, miele e mandorle.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • A Caltanissetta, i monaci dell’abbazia di Santo Spirito inventarono la ricetta dell’amaro Averna. La ricetta segreta è stata tramandata di generazione in generazione e dal 1868 viene ancora prodotto in questa zona, nell’omonima distilleria.

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esperta in design e artigianato, curo anche la rubrica Habitante Viaggiatore per raccontare le bellezze dell'Italia, tra regioni e province