Alla scoperta della Sicilia, tradizioni e numeri della regione più grande d’Italia

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta della Sicilia: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti di questa regione dove l’incontro tra le culture ha dato vita a patrimoni artistici unici.

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Gli abitanti e le imprese della Sicilia

La Sicilia è la più grande tra le regioni italiane per superficie, la sua densità abitativa è di 195 abitanti per km² ed è composta da 390 comuni distribuiti in nove province.

Terra di eccellenti tradizioni legate al cibo e al vino, tra le aziende siciliane troviamo l’Amaro Averna, nato nel 1868, nella meravigliosa terra di Caltanissetta. In questa regione nasce anche il torroncino Condorelli e ha sede la Dolfin famosa per la produzione dei ghiaccioli Polaretti. Tra i vini prodotti in questa terra tra i più conosciuti il Nero d’Avola, il Grecanico, il Malvasia delle Lipari, lo Zibibbo e il Moscato. Ed il Passito di Pantelleria, prodotto, tra le altre, dalla cantina Ferrandes. Tra le aziende che si occupano di produzione di rivestimenti Made a Mano, fondata a Caltagirone, specializzata nella lavorazione in pietra lavica dell’Etna

Valle dei Templi shutterstock_Leonid Andronov

Agrigento

Agrigento è una città dalle origini molto antiche, i suoi edifici raccontano il suo passato e la sua famosissima Valle dei Templi ne è la testimonianza più importante. Patrimonio dell’Umanità Unesco, qui si possono ammirare i resti dell’antica città di Akragas, la più imponente dell’antica Grecia, con i suoi dodici templi, le necropoli e i santuari. Ma anche importantissime opere idrauliche, come il meraviglioso Giardino della Kolymbetra costruito per approvvigionare d’acqua la città attraverso una rete di gallerie, oggi bene in concessione al FAI Fondo Ambiente Italiano, che ha riportato all’antico splendore i giardini e creato nuovi percorsi di visita agli ipogei. La città di Agrigento si sviluppa su due colli contigui, il Girgenti e la Rupe Atenea, poco distante dalla costa meridionale dell’isola. Terra di Greci, Romani, Arabi e Normanni, i suoi vicoli racchiudono le testimonianze della sua storia. Nel suo centro storico, in cima ad una scalinata posta sul ciglio di una rupe, si trova la Cattedrale di San Gerlando. Costruita nell’XI secolo, fu rimaneggiata molte volte nel corso dei secoli, tanto da presentarsi con diversi stili architettonici: arabo-normanno, gotico-chiaramontano, rinascimentale e barocco. Poi la Chiesa Maria SS. Dei Sette Dolori che si trova su uno sperone di tufo arenario. Costruita su due cisterne di origine greca che furono trasformate in cripte per dare degna sepoltura agli iscritti della confraternita che la fondarono. E il Monastero di Santo Spirito, costruito nel 1299, è l’edificio medievale più bello in città. Successivamente arricchito da decorazioni barocche, oggi le celle del monastero sono adibite a sale espositive del Museo civico Santo Spirito. In più qui si può anche soggiornare nel B&B o acquistare i dolci preparati con le ricette delle suore cistercensi. Fuori dalla città, nella contrada Caos, la Casa Museo Luigi Pirandello. Qui sono custoditi oggetti personali, manoscritti e prime edizioni di libri dell’autore, e il pianterreno ospita periodicamente mostre temporanee. Da qui passa la Strada degli Scrittori che attraversa la Valle dei Templi, unendo i luoghi vissuti dai Pirandello, Sciascia e Camilleri e altri grandi autori siciliani. Un itinerario turistico e culturale per ammirare le bellezze artistiche, monumentali, archeologiche e naturalistiche di questa terra e apprezzare la tradizione enogastronomica. Da visitare anche il Museo Archeologico Regionale, dove scoprire la storia siciliana, e il FAM – Fabbriche Chiaramontane di Arte Moderna, spazi espositivi gestiti dall’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento dove vengono allestite numerose mostre, in particolare sull’arte contemporanea siciliana e sulla fotografia.

La provincia di Agrigento è ricca di luoghi da visitare, tra paesi e aree dove immergersi nella natura, come la Riserva naturale integrale Macalube di Aragona, sulla collina dei Vulcanelli, dove c’è un’area argillosa popolata da una serie di vulcanelli che eruttano fango, fenomeno che crea un paesaggio molto particolare. Ed anche la Riserva naturale orientata Torre Salsa, un luogo di natura incontaminata, dove si alternano falesie, dune e immense spiagge solitarie, con un mare limpido e fondali rigogliosi, e la Torre Salsa, antica torre di avvistamento. Da visitare anche Sciacca, città termale, famosa per la produzione di ceramiche dai colori del giallo, del verde e del blu cobalto, ma anche per il suo carnevale. Palma di Montechiaro, la Città del Gattopardo, dal titolo del famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con la Chiesa di Santa Maria della Luce, il Castello Chiaramontano, la Torre di San Carlo, le spiagge e la natura incontaminata. Il borgo di Sambuca di Sicilia, piccola perla nel cuore della Valle del Belice, eletta Borgo dei Borghi 2016, e poi Licata, Porto Empedocle e Realmonte. Famosa per la Scala dei Turchi, la Torre di Monterosso, il sito archeologico della Villa Romana di Durrueli e la Cattedrale di Sale, in  contrada Scavuzzo. Costruita all’interno dell’antichissima Miniera di salgemma, ricavata dagli stessi minatori che hanno scolpito direttamente la roccia salina ricavando nelle pareti di sale capolavori come bassorilievi ed elementi d’arredo. E poi Favara, con il suo suo Farm Cultural Park, un centro culturale nel cuore del centro storico, nato in un quartiere denominato de I sette cortili, che era rimasto semiabbandonato. Rinato grazie all’intervento dei fondatori che sono riusciti a trasformarlo in un in luogo di esposizione di arte contemporanea e spazio d’incontro dove arrivano visitatori da tutti il mondo.

Santa Maria La Nova, Caltanissetta shutterstock_Victor Picciuca

Caltanissetta

Incastonata tra le riserve naturali che popolano la sua provincia, Caltanissetta è una città dagli scorci bellissimi, che racconta la sua storia attraverso i suoi monumenti. Qui hanno vissuto greci, arabi, normanni e borbonici, lasciando tracce della loro presenza. Molti gli edifici religiosi, ma anche i palazzi nobiliari che arricchiscono il centro. Tra i luoghi da visitare la chiesa di Santa Maria la Nova, la cattedrale della città, costruita tra il 1570 e il 1622, con all’interno opere di Guglielmo Borremans, pittore fiammingo che passò gran parte della sua vita in Italia tra Napoli e la Sicilia. E la chiesa di San Sebastiano, con all’interno la statua lignea del sec. XVII che raffigura il Santo. Davanti alla chiesa la fontana del Tritone, di Gaetano Averna realizzata nel 1956, su calchi di Michele Tripisciano. Poi la chiesa del Collegio o di Sant’Agata, con all’interno affreschi di Borremans e il palazzo Moncada, sede della Galleria Civica d’Arte Museo Tripisciano, dedicato allo scultore nisseno Michele Tripisciano e sede di mostre, incontri culturali e concerti. Ed ancora la chiesa di Santa Croce e la chiesa di San Domenico, nel quartiere di San Francesco, caratterizzato da un intreccio di viuzze medievali, all’interno si possono ammirare una tela di Guglielmo Borremans, raffigurante San Vincenzo Ferreri, e un’altra tela di Filippo Paladini, la Madonna del Rosario. Da visitare anche il Museo Archeologico, che custodisce ritrovamenti archeologici che vanno dall’età del rame fino al VI d.C., e il Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfatara, esempio unico in tutta la Sicilia. Ospitato presso l’Istituto Tecnico Industriale, conserva una ricca esposizione di pietre minerarie, soprattutto pietre di zolfo che in passato rappresentavano una delle maggiori fonti di esportazione per l’economia siciliana. E la Sala espositiva delle vare dove sono conservate quindici vare, maestosi gruppi sacri raffiguranti Passione e Morte di Gesù Cristo, realizzati nella seconda metà del 1800, che vengono portati in processione durante il giovedì santo. Poco lontano dalla città la Badia di Santo Spirito, antico edificio arabo di difesa che venne successivamente inglobato in una struttura religiosa normanna, con una vasca battesimale ad immersione. Il Castello di Pietrarossa, dalle mura rosse che contrastano con il bianco della roccia che lo circonda, dove sono visibili i resti di due delle tre torre che componevano il sistema di avvistamento e parte delle cinta muraria in cui sono ancora presenti le feritoie. E il sito archeologico di Gibil Gabib con impianti di abitazioni di età arcaica e classica.

La provincia di Caltanissetta è immersa nella natura, il luogo ideale per gli appassionati di trekking e birdwatching. Qui le riserve naturali di Monte Conca, di Biviere di Gela e quella di Contrada Niscemi, che protegge e salvaguarda una enorme sughereta. E poi il Lago Sfondato, alimentato da sorgenti sotterranee, e il Lago Soprano, circondati dalle orchidee. Questo è anche un territorio ricco di castelli medievali, tra i meglio conservati troviamo quello di Mazzarino, di Mussomeli e di Delia. Da visitare anche Sutera, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Un borgo dall’impianto medievale, costruito intorno alla rupe di gesso del Monte San Paolino che domina la valle del fiume Platani. E poi Montedoro, dove si trova il Parco didattico scientifico con il Museo della Zolfara, le Case museo, l’Osservatorio Astronomico e il Planetario. E poi il museo di Trabia Tallarita, la miniera di zolfo più estesa del territorio, che rappresenta oggi uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale dell’isola. Chiusa nel 1975, dal 2010 è stato inaugurato il primo lotto dei lavori di recupero, al fine di aprire una prima parte del museo destinato a raccontare le vicende umane e naturali legate a questo luogo.

Piazza del Duomo Catania shutterstock_ NAPA

Catania

Una città antica, costruita ai piedi di un vulcano attivo che sovrasta la città con la sua vetta spesso innevata. Il suo centro storico è Patrimonio dell’Umanità Unesco. Il simbolo della città è la Fontana dell’Elefante, al centro di piazza Duomo, opera di Giovan Battista Vaccarini. Qui, nel il nucleo della città antica, si trovano anche il Seminario dei Chierici, che ospita il Museo Diocesano, il Municipio e la Cattedrale di Sant’Agata, che custodisce le reliquie e il tesoro della patrona della città e il Sant’Antonio abate di Guglielmo Borremans e il Martirio di Sant’Agata di Filippo Paladini. Da vedere anche il Palazzo Biscari, uno dei palazzi barocchi più belli d’Italia. Riccamente decorato, con un salone in stile Rococò dove si incontrava la nobiltà catanese. Poi il Teatro Romano e l’Odeon, costruiti su un fianco della collina su cui si trovava l’acropoli greca, il Castello Ursino,  costruito per ordine di Federico II di Svevia, per alcuni tratti simile a Castel del Monte, fonde il razionalismo svevo e il gusto arabo per la stereometria, oggi è del Museo Comunale. La Chiesa della Badia di Sant’Agata e il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena dove si trovano le Biblioteche Riunite Civica e A.Ursino Recupero. Aperte nel 1897 sono composte dal nucleo originario di 50.000 volumi della biblioteca dei padri benedettini ai quali sono state aggiunte le librerie delle corporazioni religiose soppresse, quella donata dal barone Ursino Recupero e quella del poeta Mario Rapisardi. Cuore verde della città Villa Bellini, che occupa una superficie di 70.942 mq, e l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Catania, giardino scientifico nel cuore della città, dove viene preservata la biodiversità e la cultura, fondato nel 1858, dal monaco benedettino Francesco Tornabene Roccaforte titolare della cattedra di Botanica nel 1843. Da visitare anche il mercato del pesce, uno dei più antichi d’Italia, e l’Ostello di Catania, nel centro storico. Nei suoi sotterranei custodisce una grotta lavica nata a seguito dell’eruzione dell’Etna del 1669 e scorre il fiume Amenano. Nel sottosuolo della città è sepolta l’antica Catania, fermata dalla lava del vulcano, visitabile in alcuni punti. Grazie a dei tour organizzati si possono vedere le terme, le chiese, i palazzi e perfino la segnaletica stradale.

Per visitare la provincia di Catania non si può che iniziare da un’escursione sull’Etna, qui si può visitare la Valle del Bove, i crateri sommitali, con circa 200 grotte usate fin dall’antichità come rifugio, cimiteri, luoghi sacri, come neviere o depositi. Qui si può sciare, fare trekking passeggiate a piedi o fare un giro sulla Ferrovia Circumetnea che gira intorno all’anello inferiore del vulcano. Tra i luoghi più conosciuti Aci Trezza, da dove si può fare una gita in barca fino all’isola Lachea, poi Acireale, separato dal mare da un muro di lava e il castello di Aci Castello, su uno sperone di roccia lavica. Da vedere anche Vizzini, dove Verga ambientò il Mastro Don Gesualdo e il castello di Calatabiano, da raggiungere in funivia.  Poi San Giovanni Li Cuti, uno dei borghi di pescatori più caratteristici della Provincia, Militello in val di Catania, una cittadina che conserva molti edifici barocchi, ricchi di decorazioni e Grammichele, costruita dopo il terremoto del 1693 con un sistema di esagoni concentrici. E Caltagirone, regno della tradizione ceramica siciliana, con la sua scalinata di Santa Maria al Monte, fatta da 142 gradini decorati con le maioliche tipiche. Qui si possono visitare le storiche botteghe e il Museo Regionale della Ceramica.

Piazza Armerina shutterstock_Restuccia Giancarlo

Enna

Centro dell’isola della Sicilia, Enna è formata da Enna Alta ed Enna Bassa. Il centro storico della città si trova nella parte Alta, qui si trova la Balata, l’antico centro della vita economica e sociale della città. Unica antica porta d’accesso ancora visibile è porta di Janniscuru, edificata nel periodo arabo-normanno. Da vedere il Castello di Lombardia, circondato da torri, esempio di architettura militare voluto da Federico II di Svevia e poi ristrutturato da Federico II d’Aragona. Da visitare la Chiesa e il convento di San Marco, la chiesa San Francesco di Paola, riccamente ornata di stucchi e volute barocche e rococò. Il Duomo, con la facciata in tufo e la torre campanaria decorati in stile barocco. Al suo interno ricche decorazioni e opere pittoriche, tra queste si trovano un Crocifisso su tavola del XV sec. e una tela di Guglielmo Borremans. Poco distante il Museo Archeologico Regionale, a palazzo Varisano, e il Museo Alessi è esposta una ricchissima collezione di oreficeria siciliana dal XIII secolo all’Ottocento, e la Corona di Maria SS. della Visitazione, Patrona della Città di Enna.  Poi il Teatro Garibaldi, in stile neoclassico, che offre una ricca stagione teatrale, la piccola Chiesa dell’Addolorata, il Municipio e il campanile gotico, unico elemento superstite dell’antica Chiesa di San Giovanni crollata alla fine dell’ottocento. Nella città Bassa, ha sede l’UKE Università Kore, nata nel 2005, molto attiva nelle relazioni con atenei stranieri, tra cui Abu Dhabi, Cina, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Marocco, Russia.

La provincia di Enna è l’unica che non ha sbocchi sul mare ma ricca di laghi che regalano ambienti naturali suggestivi. Per chi ama le passeggiata nella natura ci sono i monti Altesina e Scalpello, il torrente Giangagliano, e i laghi Pergusa, Olivo, Pozzillo, Nicoletti e Ogliastro. Questo è anche un territorio ricco di testimonianze storiche visibili negli scavi archeologici, nei borghi medievali, nei castelli e nei palazzi. Il luogo più conosciuto è Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Una magnifica dimora rurale ricca di mosaici, considerati i più belli e meglio conservati nel loro genere. Invece a Calascibetta, si possono trovare molte testimonianze preistoriche e la necropoli di Realmese. Poi Aidone, dove sorge il sito archeologico di Morgantina, e Leonforte, dove si svolge la Sagra delle Pesche e dei prodotti tipici. Per gli appassionati di auto da corsa, in questo territorio si trova anche l’Autodromo di Pergusa, dove poter vedere rally e iniziative dedicate alle auto storiche.

Messina shutterstock_NAN728

Messina

Punto d’arrivo dalla terraferma, Messina è la porta della Sicilia. Sormontata dai monti Peloritani, è una città antica e nobile, luogo di transito e punto strategico conteso per molto tempo. Qui è nato uno dei pittori più apprezzati nella storia dell’arte italiana, Antonio di Giovanni di Antonio, più famoso come Antonello da Messina. Simbolo della città la statua della Madonna della Lettera è il simbolo di Messina.  La città subì moltissimi danni durante il terremoto del 1908 che ne modificò l’aspetto, e fu ricostruita secondo principi urbanistici del Novecento. Poi fu nuovamente danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Non restano moltissimi elementi della sua storia antica, tra questi, il Palazzo Calapaj D’alcontre, esempio di edificio signorile rinascimentale, poi il Duomo. Distrutto più volte ma ricostruito fedelmente alle sue originarie forme normanne, all’interno è possibile ammirare affreschi, dipinti e varie opere e decorazioni. Ma l’elemento che lo caratterizza principalmente è il suo campanile, alto 60 metri, con un maestoso orologio meccanico aggiunto nel 1933 che da vita ogni giorno agli automi, le fasi lunari ed al calendario perpetuo. Tra gli altri edifici religiosi da visitare la Chiesa di Santa Maria degli Alemanni e la Chiesa Santissima Annunziata dei Catalani, esempio di architettura arabo-normanna  Da vedere anche la Fontana di Orione, costruita per celebrare la costruzione del primo acquedotto cittadino nel ‘500, e la Fontana di Nettuno. E il Museo Regionale di Messina, all’interno dell’antica filanda Mellinghoff-Barbera dell’800, riadattata per accogliere collezioni di dipinti e sculture, oggetti d’arte e manufatti decorativi dal secolo XII al XVIII, con opere messinesi e di artisti importanti come il Caravaggio. Visibile da ogni parte della città il Santuario di Montalto, ricostruito nel 1930, in stile gotico e romanico con due alti campanili gemelli a racchiudere la facciata centrale. Da visitare anche il Sacrario di Cristo Re, nel periodo normanno qui sorgeva un castello che fu sede di dimora di Riccardo Cuor di Leone durante il suo soggiorno in Sicilia prima di condurre la III Crociata in Terrasanta. Oggi è il sepolcro monumentale di Messina, dove sono conservate le spoglie di valori messinesi caduti in battaglia. Un appuntamento molto sentito in città è la festa dell’Annunciazione, che svolge per alcuni giorni dal 10 agosto. Durante la celebrazione vengono portati in processione i Giganti, due grandi statue equestre del guerriero moro Grifone e la nobil dama Mata realizzati in legno e cartapesta. In città ha sede l’Università degli Studi di Messina, una tra le università più antiche d’Italia, fondata nel 1548 da Ignazio di Loyola come primo collegio della Compagnia di Gesù.

La provincia di Messina è famosa per il suo mare, spiagge attrezzate, ma anche calette selvagge e solitarie. Si alternano litorali sabbiosi e ampi e le scogliere. I luoghi più famosi sono Taormina, con le spiagge e l’Isola Bella, dove si possono visitare anche il teatro romano, le fontane ed i giardini. Qui vicino anche Letojanni e Castelmola. Poi le Isole Eolie di Lipari, Salina, con la spiaggia della Pollara e la Riserva Orientata le Montagne delle Felci e dei Porri, Vulcano, Panarea, Alicudi, Filicudi e Stromboli, dichiarate patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Tra i borghi più belli d’Italia Novara di Sicilia con stradine strette case, medioevali e le rovine del castello che dominano su una rupe. Poi Milazzo, con la piscina di Venere, racchiusa tra gli scogli , dove fare il bagno nell’acqua tiepida, calma e trasparente. Poi il borgo marinaro di Marina di Patti, che fu tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento la sede di un vero polo industriale dell’argilla, specializzato nella produzione di pentole chiamate pignate, piatti, brocche e saimmere, che venivano esportate in tutto il Mediterraneo. E quello di Santo Stefano di Camastra, famoso anche questo per le sue ceramiche.

Interni Cappella paltina, Palermo shutterstock_ lapas77

Palermo

Città meravigliosa, capoluogo della regione, ha origini molto antiche e molte sono le testimonianze visibili. Tra chiese in stile arabo, architetture normanne e bellissimi mosaici. Ma anche i mercati rionali e il cibo, da assaggiare passeggiando tra le strade della città. Per capire fino in fondo le bellezze di Palermo bisogna seguire il percorso arabo normanno, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, espressione della felice convivenza tra arabi, normanni e bizantini, durante il medioevo. Da qui è nato uno stile architettonico e artistico unico, di eccezionale valore universale, in cui si fondono elementi bizantini, islamici e latini. Ne fanno parte sette tappe: la Cattedrale di Palermo, dedicata alla Vergine Maria Santissima Assunta in cielo, il Palazzo Reale e la Cappella Palatina, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, la Chiesa di San Cataldo con le tre cupole rosse che sovrastano la navata centrale. Il castello della Zisa, sorto come residenza estiva fuori città per lo svago del re, oggi ospita il Museo d’arte islamica, che raccoglie opere provenienti dalla Sicilia e dall’area mediterranea prodotte tra il IX e il XII secolo. E il Ponte dell’Ammiraglio, importante testimonianza dell’architettura civile di età normanna, rappresenta uno dei massimi prodotti di ingegneria medievale in area mediterranea. Fuori dalla città, ma appartenenti allo stesso percorso, le Cattedrali di Cefalù e Monreale. Da visitare anche i qanat, strette gallerie sotterranee scavate nel sottosuolo della città, che si aprivano in pozzi verticali e consentivano l’approvvigionamento idrico di case, giardini e campi. Queste permisero alla città di arricchirsi di fontane, giardini e bagni pubblici, visitabili grazie a tour organizzati da ArcheOfficina, in collaborazione con le guide speleologiche del CAI Palermo. Palermo è stata Capitale della Cultura 2018 che la resa scenario di numerosi eventi, e qui ha anche sede l’Università degli Studi di Palermo. Se si vuole conoscere la città non può mancare poi una visita al mercato della Vucciria, mercato rionale storico, che esiste dal XII secolo, che pur avendo cambiato aspetto tante volte, resta un punto di riferimento in città per assaggiare il famoso pane ca meusa. E poi anche il Museo delle Maioliche – Stanze al Genio, ospitato all’interno di un appartamento privato nel piano nobile di Palazzo Torre Pirajno, raccoglie una collezione di mattonelle italiane che vanno dal XV al XIX secolo, con oltre 4964 esemplari esposti. E la Camera delle Meraviglie, affascinante camera ritrovata in seguito ai lavori di ristrutturazione di un palazzo. Dipinta di blu con decorazioni e scritte in arabo, non si conosce la sua funzione, alcuni credono fosse una moschea segreta ed altri il laboratorio nascosto di un alchimista.

Per visitare la provincia di Palermo si può iniziare da Monreale con il suo splendido Duomo dorato. Non possono mancare delle soste per visitare le bellissime spiagge del territorio, come Mondello e Cinisi, dove si può anche visitare il centro storico antico, con testimonianze cartaginesi e romane. Mentre a Polizzi Generosa, interamente circondata dal Parco delle Madonie, ha stradine strette e tortuose che costeggiano i palazzi storici. Poco distante da Palermo, sopra una collinetta che domina il golfo di Porticello e Sant’Elia, si trovano i resti dell’antica città di Solunto, fondata dai Fenici intorno al VII secolo a.C. e successivamente abitata prima dai greci e poi dai romani, fino al III secolo d.C. Da visitare anche Bagheria, dove molte famiglie nobili hanno costruito bellissime ville come residenze estive. Tra queste Villa Palagonia, famosa per le inquietanti statue nel giardino e per la sala degli specchi, Palazzo Butera e Villa Cattolica, oggi sede del Museo Guttuso, che ospita le opere che Renato Guttuso donò alla sua città natale. Poi il borgo medievale di Caccamo, con il suo castello, e Cefalù, che fa parte del percorso arabo normanno e ha delle bellissime spiagge.

S.Maria dell’Itria, Ragusa shutterstock_Elisa Locci

Ragusa

Ragusa è la città più a sud d’Italia, incastonata tra i Monti Iblei, ha un nucleo storico chiamato Ragusa Ibla, e una città nuova, Ragusa Superiore. Il quartiere antico racchiude la maggior parte del patrimonio artistico della città, fatto da più di cinquanta chiese, la maggior parte delle quali in stile barocco. Nella parte più moderna della città da visitare la Cattedrale di San Giovanni Battista, ricca di decorazioni barocche, con all’interno quattordici colonne in pietra pece ragusana e il pavimento che alterna la pietra al calcare bianco. Per raggiungere il nucleo storico fatto di stradine e vicoletti, si può percorrere la scalinata composta da 340 gradini, qui si può visitare il Duomo di San Giorgio, bellissimo esempio di barocco. Qui vicino il Portale di San Giorgio, monumento simbolo della città, in stile gotico-catalano. da visitare anche la Chiesa di Santa Maria dell’Itria, dalla cupola in maiolica azzurra, e quella di Santa Maria delle Scale, uno dei pochi esempi di architettura gotica sopravvissuto al terremoto del 1693. Tra i palazzi da vedere il Palazzo Zacco, Palazzo Schininà di Sant’Elia e il Palazzo Sortino-Trono costruito su parte delle mura dell’antico castello: da qui la vista sulla valle è meravigliosa. Per una sosta nel verde, da visitare il Giardino Ibleo, uno dei parchi della città, dove si può ammirare la vista sia dei monti Iblei che della valle del fiume Irminio.

La provincia di Ragusa ha un’atmosfera senza tempo, con paesaggi e monumenti che la rendono bellissima. Tra i luoghi da visitare Punta Secca, piccolo borgo marinaro dalla caratteristica scogliera che corre a pelo d’acqua davanti la spiaggia di levante. Il borgo di è famoso perchè set della fiction Il Commissario Montalbano. Da vedere anche la zona di Pozzallo, località marittima meta di molti turisti, poi Scicli e Modica, perla barocca, famosa per la sua cioccolata che ha dato i natali a  Salvatore Quasimodo. Da visitare anche il Castello di Donnafugata, non è un vero e proprio castello medievale ma dimora nobiliare del tardo ‘800. Con 120 stanze di cui una ventina visitabili, al suo interno gli arredi ed i mobili originali dell’epoca, e ogni stanza era arredata con gusto diverso ed aveva una funzione diversa.

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Siracusa

Antica capitale della Magna Grecia, oggi è un luogo unico, un insieme di stili e antiche civiltà, il risultato di un succedersi di dominazioni e della fusione delle diverse anime. Qui si trovano tracce della sua storia antica, come la Fonte Aretusa, il Teatro Greco, l’Orecchio di Dioniso, una grotta artificiale con un particolare effetto acustico, e il Tempio di Apollo, il tempio dorico in pietra più antico della Sicilia, e gli edifici in stile barocco costruiti dopo il terremoto del 1693, che ridusse la città in macerie. A rendere caratteristica la città la sua conformazione, perché si sviluppa in parte sulla terraferma e in parte sulla bellissima isola di Ortigia, il suo nucleo storico. Qui si trovano chiese, piazze, palazzi barocchi, tra questi il Duomo di Siracusa che sorge dove un tempo si trovava il vecchio tempio dedicato ad Atena. Poi il Palazzo Vermexio con un piccolo geco scolpito nell’angolo sinistro dell’edificio, e la Chiesa di Santa Lucia alla Badia, dedicata alla Patrona della città che custodisce l’opera di Caravaggio Il seppellimento di S. Lucia. Per godere di una bella vista panoramica bisogna percorrere e il lungomare e raggiungere il Castello Maniace. Tra gli altri edifici da vedere ci sono il Palazzo Bellomo, Palazzo Mergulese Montalto, Palazzo Chiaramonte, la chiesa di San Martino e Palazzo Gargallo. Poi il Parco Archeologico della Neapolis, nella città moderna, che racchiude la storia dell’antica Siracusa. con moltissime testimonianze di varie epoche, dall’età protostorica a quella tardoantica e bizantina. Da vedere anche il Tecnoparco Archimede, che qui nacque, con repliche e modelli in scala di strumenti e macchine. Alla Giudecca, si possono trovare ancora testimonianze della Siracusa Ebraica, l’antico miqweh, un sistema di vasche alimentate da acqua corrente che un tempo era collegato alla sinagoga, che si trova nei sotterranei dell’Hotel Alla Giudecca. Mentre a Fonte Aretusa, una sorgente d’acqua che forma un piccolo lago, crescono gli unici papiri spontanei d’Europa.

Nei pressi di Siracusa la Necropoli Rupestre di Pantalica, sito archeologico risalente alla prima metà del XIII secolo a.C., con oltre 5000 tombe scavate nella roccia. Mentre a Castello Eurialo, nella frazione di Belvedere, si può vedere il più grande castello risalente all’epoca greca giunto fino ai giorni nostri. Poi molti luoghi dove immergersi nella natura, come la Riserva di Vendicari, 13 chilometri di costa incontaminata con ginepri, lentischi e salicornia potrete che ti accompagnano fino al mare. E la Riserva naturale Cavagrande del Cassibile, con fitti boschi che crescono intorno ad un canyon naturale. La Riserva Faunistica Oasi di Vendicari, perfetta per gli amanti del birdwatching e spiaggia di Calamosche.

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Trapani

Anche Trapani è uno scrigno di tesori ricco di edifici barocchi, chiese e castelli, una città che, nel corso dei secoli, ha conservato i segni delle numerose dominazioni. Oggi è un importante centro sia per il turismo balneare che per quello culturale. Tra gli edifici religiosi da visitare in città la Cattedrale di San Lorenzo di origine normanna, con la facciata in stile barocco, la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, e il Santuario dell’Annunziata che custodisce la Madonna di Trapani, opera del 1360 circa, attribuita a Nino Pisano. Qui si trova anche il Museo Regionale Agostino Pepoli, che raccoglie opere che raccontano la storia della cultura figurativa nel territorio trapanese.  Sulle stradine si affacciano i palazzi in stile barocco come il Palazzo Senatorio, Palazzo Lucatelli e Palazzo d’Alì. Uno dei simboli della città è la Torre Ligny che si trova sulla punta estrema della costa della città e che ospita il Museo Civico, con una collezione di anfore romane ritrovate nel sito archeologico di Trapani. Su un’isoletta, all’estremità occidentale del porto c’è il Castello della Colombaia, poi si può passeggiare lungo il tratto rimasto delle Mura di Tramontana, le antiche mura perimetrali della città.

Spostandosi dalla città, bisogna raggiungere Erice, borgo medievale sulla cima del Monte San Giuliano da dove si possono ammirare i panorami più belli della città di Trapani dall’alto. Poi l’arcipelago delle Egadi con Favignana, Levanzo, Marettimo e i due piccoli isolotti Maraone e Formica, il sito archeologico di Segesta e San Vito Lo Capo, antico borgo di pescatori sviluppatosi nel corso del 1700 intorno all’antica fortezza saracena, divenuto l’attuale Santuario dedicato a San Vito. La città di Marsala, Mazara del Vallo, alla foce del fiume Màzaro, famosa in tutto il mondo per il suo porto e per il pescato, la valle del Belice, Scopello e il paesino di Custonaci, noto per la produzione del marmo. E poi l’isola di Pantelleria, ricca di macchia mediterranea, con le tipiche coltivazioni a terrazzo e i suoi giardini panteschi circondati da muri a secco dalla forma circolare.

I parchi della Sicilia

La Sicilia ha molte aree naturali protette, di cui cinque sono Parchi regionali e 72 Riserve naturali regionali. Dal 2016 si aggiunge il primo Parco Nazionale nell’area siciliana, quello dell’isola di Pantelleria. Un territorio bellissimo, quello siciliano, che ha spinto a creare la Trasversale Sicula che attraversa 57 Comuni, 6 parchi archeologici, 47 siti di interesse archeologico, 7 riserve naturali e tanti musei.

Le eccellenze della Sicilia

Tra le eccellenze siciliane troviamo sicuramente quelle legate al mondo della ceramica, come le Ceramiche Branciforti di Caltagirone, e lo studio Improntabarre di Andrea Branciforti che collabora con una rete di artigiani nella produzione di manufatti di altissima qualità. Terra di artisti come lo scultore Gabriele Venanzio e di ottimo cibo e vini, tanto da aver spinto a creare un itinerario attraverso I treni storici del gusto. E poi l’azienda Orange Fiber che ha brevettato e produce tessuti sostenibili dai sottoprodotti agrumicoli per il comparto moda-lusso. Utilizzando centinaia di migliaia di tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola che altrimenti andrebbero smaltite, con dei costi per l’industria del succo di agrumi e per l’ambiente.

La cucina locale

La cucina locale è tra le più buone in Italia, con  le sue cassate, i cannoli con la ricotta, gli arancini e gli Iris, bombe fritte o al forno con ripieni vari, le olivette di Sant’Agata, la brioche con la granita e i grandi gelati catanesi. Poi le crispelle o le schiacciate, le frattaglie, i carciofi arrostiti, la pasta alla Norma e quella con le sarde, la caponata e il falsomagro. Poi il pistacchio e le mandorle, che accompagnano preparazioni dolci e salate.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Nella Cattedrale di San Gerlando ad Agrigento si verifica un singolare fenomeno acustico detto portavoce. Se qualcuno parla sottovoce all’ingresso della cattedrale la sua voce si sente dall’abside. Si narra che il fenomeno fu scoperto da un imbianchino, che mentre lavorava dietro l’altare maggiore sentiva la moglie che confessava i propri peccati al confessore in fondo la chiesa.
  • Gotico chiaramontano o stile chiaramontano è una corrente dell’arte gotica sviluppatasi in Sicilia durante il dominio della famiglia Chiaramonte che ha come caratteristica la modanatura a zig zag, mutuata dagli arabi ed adottata dai normanni nei portali, nelle colonne e nelle bifore.

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