La quinoa: Habitante vi racconta il superfood maledetto

C’era una volta la quinoa…

Scambiata da molti per un cereale, è una pianta che non appartiene alla famiglia delle graminacee ma bensì delle chenopodiacee (come la bietola o gli spinaci per intenderci).

Che cos’è la quinoa?

quinoa habitante

Shutterstock – SAKARET

La quinoa si ottiene dalla macinazione del seme. Trasformandosi in farina, mantiene le sue proprietà di amido e proteine, scartando però il glutine. Tale virtù alimentare ha fatto si che venisse soprannominata dalle popolazioni incaiche “chisiya mama” ovvero “madre di tutti i semi”. Queste popolazioni la coltivano da ben 5mila anni ad un’altezza superiore ai 4mila metri di quota. Fieri del lavoro svolto per migliaia di anni, hanno visto premiare la quinoa dall’Onu come alimento dell’anno (2013): “Quale riconoscimento per le popolazioni andine che hanno mantenuto, protetto e conservato la quinoa come alimento per le generazioni presenti e future. L’obiettivo è focalizzare l’attenzione… sul ruolo che gioca a sostegno della biodiversità… sull’eliminazione della povertà a sostegno degli obiettivi del terzo millennio“.

Purtroppo la storia ha preso una piega sbagliata e adesso queste popolazioni non possono far altro che odiarla.

Un pò lo stesso che è accaduto con l’avocado.

La globalizzazione del cibo

Tutta colpa del mercato globalizzato. Negli ultimi 10-15 anni la quinoa è diventata prima un super food e successivamente un cibo molto popolare tra gli amanti della cucina a 360° e non solo. Hipster, influencer, vegetariani e vegani allungano la lista. Inoltre non potevano mancare (giustamente) tutte le persone che soffrono di celiachia. Risultato? La domanda internazionale si è moltiplicata vertiginosamente

Tuttavia fu impossibile stare dietro a cotanta domanda di quinoa. Ad esempio in Bolivia, tra il 2012 e 2014, la produzione di quinoa accrebbe del 260% senza riuscire però a soddisfare la richiesta.

Gli indigeni non trovavano più il minimo chicco di quinoa perché veniva tutta esportata a prezzi da capogiro. Queste povere tribù si indebitarono fino al collo per comperare terreni utili alla coltivazione della quinoa. Ma trovare terreni affidabili oltre i 4mila metri non è così semplice. Inoltre la concorrenza internazionale massacrò definitivamente un mercato già colpito con potenza. La quinoa oggi viene coltivata in ben 90 paesi (tra cui anche l’Italia).

Tutto ciò ha portato al crollo del prezzo internazionale.

quinoa habitante

Shutterstock – Losangela

Morale della fiaba, gli indigeni hanno ritrovato la quinoa nei loro mercati e hanno imparato a mangiare altri cibi in questi anni come buns di grano statunitense. Peccato che le banche stiano ancora bussando alle loro porte.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • È pressoché insapore. Da condire a piacimento (sia salata che dolce) e prende il gusto da ciò che l’accompagna.
  • Non esiste solo la quinoa bianca. Gialla, rossa, nera, grigia, rosa, se ne contano fino a 3.000. Le più saporite sono quelle dal colore più intenso, la rossa e la nera.

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