Napoli e il carcere più bello d’Italia: piscina, campo sportivo e niente più sbarre

Napoli e il carcere all’avanguardia sono i protagonisti del futuro progetto che mira ad una nuova concezione di reinserimento sociale.

Napoli e il carcere più bello d’Italia: il progetto

In pochi sanno che in Campania presto nascerà il carcere più bello d’Italia. Il progetto, infatti, è stato approvato. Il carcere sarà nella località Boscofangone, nel comune di Nola, e lo realizzeranno i 75 milioni di euro finanziati per il progetto.

Il nuovo carcere sarà un istituto molto moderno diventando l’eccezione alla regola secondo cui dal carcere si esce peggio di quando si è entrati. Questa idea verrà realizzata nella regione campana poiché si trova in situazione di emergenza riguardo ai carceri. Infatti, gli istituti esistenti a Secondigliano, Pozzuoli e Poggioreale sono sempre sovraffollati e necessitano di nuovi spazi per consentire ai detenuti di avere i propri spazi e all’amministrazione di gestire al meglio l’organizzazione.

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La struttura

La struttura progettata è un modello che mira ad andare oltre le condizioni in cui vive la totalità dei detenuti italiani, privati della loro umanità. Per questo, sono state ideate delle celle singole prive di sbarre e con alcuni piccoli comfort. Grazie a sofisticati sistemi di sorveglianza, poi, sono in programma perimetri privi di mura. Inoltre, la struttura sarà in grado di ospitare più di mille detenuti, grazie ai suoi oltre 95 mila metri quadrati di spazio, risultando la seconda in Campania per capienza.

Da osservare sono, poi, le prestazioni energetiche dell’istituto. Sarà A4, infatti, la classe prevista per il nuovo carcere e mirerà all’annullamento del fabbisogno energetico dell’edificio. Proprio per questo, è stato ideato un sistema fotovoltaico che si estenderà per oltre 20 mila metri quadrati.

Napoli e il carcere - progetto

Napoli e il carcere più bello d’Italia: piscina, campo sportivo e niente più sbarre – Immagine di Unsplash di Grant Durr

Obiettivo reinserimento sociale

Potrà sembrare strano ma sono molte le idee per le attività da svolgere nel penitenziario. Infatti, sono stati progettati prati, campi sportivi, piscina, teatro e laboratori per le varie attività. Tutto questo mira ad una nuova e positiva concezione di reinserimento sociale  e rieducazione basato su lavoro, sport, arte e studio. Si punterà, grazie al nuovo ambiente, poi, anche all’umanizzazione e alla flessibilità, adattandosi a nuove idee di sviluppo future. Grazie a questi ultimi, infine, sarà possibile la realizzazione di un istituto penitenziario modello in un Paese in cui le condizioni dei detenuti si rivelano pessime e per questo punite dalla Corte di Strasburgo.

Oggi il progetto e gli obiettivi del carcere campano possono creare scandalo. Ma è importante pensare a come tutto questo favorirebbe il reinserimento sociale dei detenuti, spesso provati sia a livello fisico che psicologico.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Dagli ultimi dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, risalenti a dicembre 2019, i detenuti in Italia sono oltre 60 mila, nonostante la capienza complessiva degli istituti sia di poco più di 50 mila persone.
  • Il numero di stranieri detenuti in Italia è in calo, secondo dati aggiornati sono quasi 20 mila.

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Dottoressa in Scienze dell'Educazione e della Formazione