Lunezia: che fine ha fatto la ventunesima regione d’Italia?

L’Italia repubblicana avrebbe dovuto avere una regione in più. La questione Lunezia, per un po’ sospesa, è ritornata. Lunezia: che fine ha fatto la ventunesima regione d’Italia?

La questione “Lunezia”

Lunezia è la regione Emilia Lunense istituita nel 1946 e rimasta incompiuta. I padri costituenti vollero ricalcare la suddivisione savoiarda istituendo ventuno regioni con diverse peculiarità amministrative. Tra suddette ventuno regioni c’erano appunto la regione Emilia Lunense e la regione Emilia Romagna.

La questione “Lunezia” è storicamente legata alla questione apuana, risalente all’espansione romana e alla Seconda Guerra Punica. Le peculiarità amministrative furono inizialmente riconosciute esclusivamente a quelle regioni che vennero definite “a statuto speciale” (come Val d’Aosta, Friuli, Sicilia, Trentino). Per le altre si dovette invece aspettare diversi anni prima di chiarire quale fosse la loro funzione.

A partire dal 1947, per volontà di Togliatti e Nilde Jotti, la regione Emilia Lunense fu “sospesa” nell’attesa di ulteriori studi e le province nonché i comuni di tale regione Emilia Lunense, furono attribuiti alle regioni limitrofe che sono Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Attribuzione che avrebbe dovuto essere temporanea come si evince dagli atti dell’appena nata Repubblica Italiana.

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Dove si trova la ventunesima regione d’Italia?

Lunezia è il territorio situato tra Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Si tratta di una zona che da periferia vuole essere un nuovo nodo geopolitico sulla linea infrastrutturale Tirreno/Brennero. Ingiustamente considerata come “periferia” o “Terra di Mezzo”, Lunezia è in realtà una regione al centro del quadrilatero metropolitano formato da Milano, Genova, Bologna e Firenze, centro geo comunitario con un potenziale enorme e un valore per tutto il territorio italiano ed europeo.

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L’Associazione Lunezia e i comuni della ventunesima regione italiana

Per diverse e complesse ragioni di ordine storico, culturale, economico, politico e amministrativo, con il trascorrere degli anni, la questione Lunezia è ritornata.

L’Associazione Lunezia nutre una motivata fiducia che un numero crescente di cittadini colga tutti gli aspetti favorevoli per rivendicare un nuovo assetto territoriale, amministrativamente autonomo, che possa affrontare e risolvere i problemi vecchi e nuovi delle proprie terre marginali.

Gli studi dell’Associazione regione Lunezia offrono ampi argomenti a supporto di quanto richiesto da Nilde Jotti ed hanno aggiornato il progetto definendo con precisione confini e comuni interessati. Si tratta di 343 comuni, 2.500.000 abitanti circa, appartenenti alle attuali province di Spezia, Massa Carrara, Lucca, Reggio Emilia, Parma, Mantova, Cremona e Piacenza.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu? 

  • Sapevi che le regioni italiane odierne nascono dopo la seconda guerra di indipendenza (1859) praticamente come esigenza di aggregazione e ridenominazione dei nuovi territori del Regno di Sardegna? L’aggregazione procede fino al 1861 incorporando pezzi di penisola che vengono via via “battezzati” con nomi antichi o nuovi, con nomi rispolverati dai libri di storia.
  • Le Regioni italiane, sin dalla loro nascita, sono aggregazioni amministrative create per dar corso a conteggi statistici in modo più agevole, nell’ambito di uno stato unitario che aveva la sua centralità prima a Torino, poi a Firenze ed infine a Roma.

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Dottoressa in Lingue Moderne per il Web e specializzata in Giornalismo dell’Architettura e dell’Interior Design presso l’Accademia Telematica Europea