Quanti sono gli abitanti italiani che lavorano e i disoccupati?

Due italiani su tre lavorano, ma 14 milioni di abitanti italiani non vogliono lavorare

Gli abitanti italiani sono circa 60 milioni (scopri qui in tempo reale le nascite in Italia di oggi). Ma solo una piccola parte di questi lavora, esattamente il 37,2%. La maggioranza degli abitanti italiani non lo fa.

Quanti sono gli abitanti italiani che lavorano?

Su 60 milioni e 500 mila nel 2016 gli italiani al lavoro erano 22 milioni e 465 mila, cioè, in termini percentuali, il 37,2%. Di questi, 16 milioni e 988 mila persone sono dipendenti (pari al 28,1% della popolazione italiana) mentre 5 milioni 477 mila (cioè il 9,1% degli italiani) sono indipendenti.

Appena il 19,8% del totale degli italiani ha un classico contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato: si tratta, cioè, di solo di 11 milioni e 973 mila persone. Tutti gli altri occupati hanno contratti diversi: 2 milioni e 632 mila sono a tempo parziale (4,4%); 1 milione 669 mila lo hanno a tempo pieno, ma a termine (2,8%); altri 714 mila ce l’hanno a termine e a tempo parziale (1,2%).

Lavoro? No, grazie. Perché i disoccupati non lavorano

Su un totale di 14 milioni e 380mila persone inattive quelle che sarebbero disposte a lavorare, e sono quindi una forza lavoro potenziale, sono la minoranza: appena 3 milioni 554mila. La stragrande maggioranza, cioè 10 milioni e 484mila italiani non vogliono proprio lavorare pur essendo nell’età per poterlo fare. In altre parole, sono coloro che, anche se gli venisse offerto, lo rifiuterebbero (fenomeno sociale chiamato NEET, né-né, sulla nuova generazione che non ha nessun tipo di interesse né sullo studio né sul lavoro).

Ecco quali sono i lavori preferiti dagli abitanti italiani

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo e tu? 

  • NEET è l’acronimo inglese di (Young people) neither in employment nor in education and training, o anche “not (engaged) in education, employment or training”, in italiano anche né-né indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione.
  • Nel 2013, secondo i dati Eurostat, i Neet hanno raggiunto una quota di 2,4 milioni, pari al 26 % dei giovani tra i 15 e i 29 anni (erano il 19% nel 2007: solo Bulgaria e Grecia presentano valori peggiori dei nostri).
  • Coerentemente con la geografia della disoccupazione italiana, la percentuale più alta si osserva al Sud e nelle Isole (29.2%). La maggior parte dei Neet intervistati è celibe/nubile, ma esiste anche una quota rilevante di coniugati (quasi uno/a su cinque). La distribuzione rispetto al sesso evidenzia una generale prevalenza femminile. Spesso tra i Neet vi è un’alta percentuale di donne che escono dal mondo del lavoro e dallo studio per accudire i propri figli.
  • Mentre i “non Neet” si dichiarano abbastanza o molto felici in misura di tre su quattro, tra i Neet il valore precipita: oltre uno su tre tra le donne e quasi uno su due tra gli uomini si dichiara per nulla o poco felice.

Fonte: Istat

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