In Cina, negli ultimi decenni, il riso inquina di meno

Il riso inquina di meno: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Environmental research letters, negli ultimi 50 anni le coltivazioni hanno ridotto del 70% le emissioni di gas serra.

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Il riso inquina di meno: lo studio

Nonostante la produttività delle risaie cinesi sia in aumento, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Environmental research letters, in tempi recenti le coltivazioni hanno ridotto le proprie emissioni. La ricerca è stata prodotta per mezzo di diverse istituzioni accademiche della Repubblica popolare cinese. I risultati sono stati invece diffusi dall’Agenzia di stampa ufficiale del Governo di Pechino Xinhua.

L’impatto del riso

Il riso è un simobolo molto caratteristico dell’agricoltura cinese, soprattutto nell’immaginario occidentale. Secondo gli autori però sarebbe anche «una fonte primaria di gas serra». A seguito dell’introduzione di nuove varietà, negli ultimi decenni sono avvenuti diversi cambiamenti nel settore.

Fino a oggi «le modifiche alle emissioni non sono state valutate in modo esaustivo», spiegano i ricercatori. La revisione di cui trattano riguarda studi precedenti svolti sul campo, che valutano l’impatto relativo all’aumento della resa delle colture, dovuta alle nuove tecniche e al trasferimento di molte attività verso il Nord del Paese.

Nello specifico si tratta di un aumento di resa pari al 131%, a cui i ricercatori associano una riduzione delle emissioni che varia tra il 7% e il 42%. Una particolare tendenza al ribasso delle emissioni si sarebbe registrata prima del nuovo millennio, che è continuata anche negli anni successivi, seppur in modo piuttosto lento.

Il riso inquina di meno: l’analisi

Il 70% a cui si fa riferimento nello studio riguarda la riduzione totale delle emissioni nelle pratiche agronomiche analizzate nell’arco di 50 anni. Sono tendenze che non si discostano dalle statistiche degli altri Paesi, senza tener conto che dagli anni Settanta al 2009 si è registrato un aumento delle emissioni pari al 65%.

Si legge nella ricerca che «i risultati sono simili alla riduzione delle tendenze in tutto il Mondo in questo periodo, fornendo importanti riferimenti per altri paesi in via di sviluppo. Tuttavia, secondo risultati recenti del modello le stime hanno mostrato che l’emissione di [gas serra] è andata gradualmente aumentato del 65,8% dai primi anni Settanta al 2009».

I ricercatori fanno inoltre presente che dovranno essere necessarie ulteriori ricerche, con diversi metodi di irrigazione, in modo da ridurre l’incertezza delle loro stime.

«La mitigazione dei gas a effetto serra dovrebbe evolversi nel tempo – continuano gli autori – è essenziale indagare le interazioni tra i fattori di gestione nonché le concomitanti condizioni climatiche e [in rapporto col suolo] nella scala appropriata».

La Cina aumenta altre emissioni

Il problema non sembrano essere quindi le emissioni derivate dalla produzione di riso. Quel che preoccupa è l’aumento del consumo di carbone, come spiega un report pubblicato recentemente dal Global energy monitor.

La Cina infatti non cessa di costruire centrali elettriche a carbone. Si tratta del paese considerato il più grande consumatore mondiale di energia. In totale sono stati messi in cantiere impianti che copriranno circa 148 Gw. In Europa invece, le centrali a carbone arrivano complessivamente a 149 Gw.

Secondo il capo del Global energy monitor Ted Nace «ciò che viene costruito in Cina sta compensando da solo quello che sarebbe l’inizio del declino del carbone, nella [sua] continua crescita».

Produzione di riso: Italia prima in Europa

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo. E tu? 
  • Secondo il rapporto del Global energy monitor, nella prima metà del 2019 il ritmo nella costruzione dei nuovi impianti a carbone in Cina è aumentato del 5%. Attualmente sono confermati circa 121 Gw di centrali a carbone in costruzione.

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