Come riciclare vestiti in Italia

Sempre più si sta diffondendo, negli ultimi mesi, la moda di rivendere i propri abiti usati. Questa ottima abitudine ha il nome di decluttering, ossia imparare a liberarsi delle cose che non ci servono.

Ci sono tanti oggetti che pesano sulle nostre vite, come ad esempio gli abiti che rimangono nel guardaroba per anni. Tutti possiedono in casa capi d’abbigliamento che non utilizzano sperando arrivi l’occasione giusta. Nei negozi, fisici e online, ci sono prodotti di vario tipo e che aumentano il loro valore nel tempo.

Idee green per riciclare vestiti

Ecco quindi che a ogni cambio di stagione la sfida è sempre quella di riciclare vestiti facendo pulizia nell’armadio. Capire come riciclare i propri vestiti non è semplice ma ci sono alcune idee carine che potranno tornarvi utili.

A volte per cambiare un abito basta cambiarne il colore, magari usando una tinta vegetale, per un risultato eco-friendly.

Che ne dite di un nuovo accessorio? Tagliando strisce di tessuto dagli abiti smessi, è possibile ricavare accessori di vario genere, dalle fasce per capelli ai bracciali, alle pantofole, fino alle cinture e alle borse per sfoggiare dei pezzi unici.Oppure, dai vecchi maglioni si possono ricavare sciarpe e cappelli. Le maniche dei maglioni possono trasformarsi in scaldamuscoli, basta scucire le maniche e fare l’orlo eventualmente applicando un elastico.

I jeans che hanno perso troppo colore possono essere trasformati in toppe, borse oppure in originali porta cellulari o porta ipod o ancora astucci o porta trucchi.

Anche le camicie ben si prestano per il riciclo, una volta usurato il colletto il resto della stoffa è in buone condizioni. Ecco quindi che la si può trasformare in un utile grembiule o in un copricuscino.

riciclare vestiti
Foto di I Wei Huang su Shutterstock

Riciclo abiti: come liberarsi dei vecchi vestiti

Se proprio ce ne si vuole liberare, è bene trovare un modo intelligente per riciclare vestiti e abiti usati. Prima di tutto, può essere utile recuperare le parti preziose dei vestiti come cerniere, pizzi e bottoni per fare altri lavori di cucito o a maglia. L’idea di tenere ancora qualcosa di quel vestito a cui si è stati affezionati è impagabile.

In alternativ,a à possibile donare vestiti buoni a persone che si conoscono, come amici e parenti con bambini.

Quello che una volta si chiamava baratto, oggi si chiama swap party. Ci si ritrova tra amiche e ci si scambia i vestiti. La pratica ha preso talmente piede che ci sono luoghi o anche siti on line dove poterlo fare anche con le persone che non si conoscono.

Anche la parrocchia o la Caritas sono ben propensi ad accettare sempre abiti per i bisognosi. In genere i vestiti che vengono raccolti nei cassonetti vengono selezionati e smistati per essere venduti e una parte del ricavato serve per sostenere progetti di solidarietà.

Anche le associazioni che si occupano di animali possono avere bisogno di materiale per allestire cucce e ricoveri per cani e gatti.

Se proprio non si può fare a meno di buttare via i vestiti vecchi esiste la raccolta differenziata degli indumenti usati. Si tratta di cassonetti gialli o bianchi che hanno un grosso sportello a ribalta e sono distribuiti in tutte le città e paesi.

Riciclare vestiti riportandoli in negozio

Tanti negozi per sensibilizzare sul tema dell’ambiente e ottimizzare il riciclo offrono progetti interessanti per chiunque voglia librerarsi dei propri vestiti usati. H&M ad esempio aderisce al programma “Garment Collecting”che  permette di consegnare alla cassa un sacchetto di abiti usati di qualsiasi marca, tipologia e stato di usura e in cambio si riceve un buono da 5 euro che vale per una spesa minima di 40 euro. I vestiti che si possono ancora indossare saranno venduti come capi di seconda mano, dagli altri si ricaveranno fibre tessili trasformati in fibre tessili.

Anche Zara affida gli abiti in buono stato ad associazioni o li trasforma in nuovi tessuti. Zara collabora anche a progetti di ricerca per riciclare nuovi tessuti.

Patagonia, azienda è famosa per il suo rispetto per l’ambiente, nel 2011 pubblicò addirittura un annuncio in cui invitava a non comprare una sua giacca se non ce ne fosse stato bisogno. Ha un programma gratuito di riparazione dei capi e una sezione di video tutorial dove imparare come riparare una toppa o sostituire una zip.

& Other Stories e North Face hanno un programma analogo di riciclo che consente di portare in qualsiasi punto vendita un sacco con qualsiasi tipo di prodotto tessile in cambio di un voucher e i prodotti usati vengono raccolti dalle società che si occupano di riciclo per decidere quali capi indirizzare nel mercato di seconda mano e quali ridurre in fibre e trasformare in altro.

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Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • L’avvento del poliestere è avvenuto nel 1970 quindi prima di allora l’abbigliamento era destinato a durare nel tempo. Nei vestiti vintage non è raro perciò trovare dei dettagli di lusso di fattura artigianale che rendono unico e pregiato il capo che porterai.
  • L’abbigliamento “antiquato” è la storia dell’arte del vestirsi e di coloro che sono venuti prima di noi. Possedere e indossare abiti antichi è un modo per mantenere viva la storia di un’epoca. 

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In copertina: foto di Makistock su Shutterstock

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