Dove vendere cose usate: app, siti, negozi in conto vendita e alternative

Mobili vintage in metallo colorati e sedie esposti davanti a un negozio dell'usato

Articolo aggiornato a ottobre 2026.

Dove vendere cose usate dipende da tre fattori: quanto vale l’oggetto, quanto è ingombrante e quanto tempo hai. Per vestiti, libri, piccoli elettrodomestici e oggetti da spedire funzionano le app e i siti di compravendita tra privati. Per mobili e oggetti pesanti conviene un annuncio con ritiro a mano oppure un negozio dell’usato in conto vendita. Quello che non vale la pena vendere si può regalare, donare o portare al centro di raccolta del Comune.

In questa guida trovi i canali principali, come funzionano i costi per chi vende, cosa cambia sul piano fiscale e come scegliere in base all’oggetto.

Dove vendere cose usate: i canali a confronto

Canale Adatto a Costi per chi vende Pro Contro
App e siti con spedizione (Vinted, eBay, Wallapop, Subito con spedizione) abbigliamento, accessori, libri, elettronica, piccoli oggetti in genere nessuna commissione per i privati; la tariffa di protezione la paga chi compra pubblico ampio, pagamento tracciato foto, descrizioni, imballaggi e spedizioni richiedono tempo
Annunci con ritiro a mano (Subito, Facebook Marketplace, gruppi locali) mobili, elettrodomestici grandi, oggetti ingombranti annuncio base gratuito; la visibilità extra è a pagamento niente spedizione, pagamento al ritiro appuntamenti, trattative, rischio di perdite di tempo
Negozi dell’usato in conto vendita mobili, oggettistica, casalinghi, abbigliamento in buono stato il negozio trattiene una quota sul prezzo di vendita esposizione e vendita le gestisce il negozio incassi più bassi e tempi incerti
Mercatini e svuota cantine molti oggetti di valore basso costo del banco o del servizio si libera spazio in poco tempo prezzi bassi, impegno di una giornata
Donazione e riuso oggetti in buono stato ma di scarso valore commerciale nessuno niente trattative, utilità sociale nessun incasso

App e siti per vendere online

Le piattaforme di compravendita tra privati sono il canale più rapido per gli oggetti piccoli e facili da spedire. Prima di scegliere conviene controllare chi paga le commissioni, come funziona la spedizione e quando arriva il pagamento, perché le condizioni cambiano spesso.

Vinted

Vinted è nata per l’abbigliamento e oggi ospita anche oggetti per la casa, libri ed elettronica. Per chi vende la pubblicazione è gratuita. A chi compra viene addebitata in automatico la tariffa di Protezione acquisti, che secondo Altroconsumo (febbraio 2026) è di 0,70 euro più il 5% del prezzo per gli ordini fino a 500 euro. Il venditore riceve il pagamento dopo che l’acquirente conferma che è tutto a posto oppure, in assenza di segnalazioni, alla scadenza prevista dalla piattaforma.

eBay

Dal 1° settembre 2026 eBay non applica più la commissione sulla vendita ai venditori privati residenti nello Spazio economico europeo, come riportato da Smartworld. Restano escluse alcune categorie, tra cui veicoli e annunci, e chi pubblica volumi molto alti può avere condizioni diverse. Per gli acquisti da privati italiani l’acquirente paga una tariffa di protezione inclusa nel prezzo mostrato. Le condizioni aggiornate si leggono nella sezione tariffe di eBay prima di pubblicare.

Subito

Su Subito l’annuncio base è gratuito; le opzioni per dare più visibilità all’annuncio sono a pagamento. Per gli oggetti piccoli si può attivare la spedizione con pagamento gestito dalla piattaforma, mentre per mobili ed elettrodomestici grandi resta più pratico lo scambio a mano nella propria zona.

Wallapop e Facebook Marketplace

Wallapop funziona in modo simile a Subito, con annunci geolocalizzati e la possibilità di spedire. Facebook Marketplace è molto usato per lo scambio a mano in città: è gratuito, ma la trattativa avviene in chat e non sempre con un pagamento protetto, quindi vale la regola di consegnare l’oggetto solo dopo aver ricevuto il pagamento o direttamente al ritiro.

Come vendere meglio online

  • Foto con luce naturale e sfondo neutro, con i dettagli e gli eventuali difetti.
  • Misure e materiali sempre indicati, soprattutto per mobili e complementi.
  • Prezzo realistico: guarda gli annunci già venduti, non solo quelli ancora online.
  • Imballaggio robusto e spedizione tracciata per gli oggetti fragili.
  • Pagamenti dentro la piattaforma: diffida di chi chiede di spostare la trattativa altrove o di usare link di pagamento esterni.

Per i mobili trovi una guida dedicata su siti ed eventi per scambiare mobili usati.

Negozi dell’usato in conto vendita

Nei negozi dell’usato in conto vendita, detti anche in conto terzi, porti gli oggetti, concordi un prezzo e il negozio li espone e li vende per te. Il proprietario resta tu fino alla vendita; il negozio trattiene una commissione sul prezzo incassato. Nelle grandi catene in franchising la quota che resta al venditore è spesso intorno alla metà del prezzo di vendita, ma percentuali, durata del mandato e ribassi successivi cambiano da negozio a negozio.

Interno di un negozio dell'usato con lampade, cassettiere e mobili in legno
In un negozio dell’usato in conto vendita esposizione e vendita sono a carico del negozio. Shutterstock di BearFotos

Prima di firmare chiedi sempre il contratto e verifica:

  • la percentuale che spetta a te e quando viene pagata;
  • per quanto tempo l’oggetto resta in esposizione;
  • se e quando il prezzo viene ribassato in automatico;
  • cosa succede agli oggetti invenduti: ritiro, proroga o donazione;
  • chi paga trasporto e ritiro per i mobili ingombranti.

Il conto vendita conviene per chi ha poco tempo e oggetti in buono stato: incassi meno che vendendo da solo, ma eviti annunci, trattative e spedizioni.

Mercatini, svuota cantine e vendita in casa

Se devi liberare molti oggetti insieme, per esempio prima di un trasloco fai da te, i mercatini dei privati organizzati dai Comuni o dalle associazioni permettono di vendere in una sola giornata. Le regole su chi può partecipare e quante volte all’anno cambiano da Comune a Comune, quindi conviene informarsi presso l’organizzatore. Per una cantina o una soffitta piena esistono anche servizi di sgombero che valutano gli oggetti rivendibili e ne scalano il valore dal costo del lavoro: chiedi un preventivo scritto e confronta più offerte.

Cosa vendere e cosa regalare

Non tutto vale il tempo di un annuncio. Una regola pratica: se il prezzo realistico è più basso del tempo che ti serve per fotografare, rispondere ai messaggi e spedire, conviene regalare o donare. Le piattaforme di scambio gratuito e i gruppi locali di riuso trovano spesso una seconda casa per mobili, stoviglie e giochi. Associazioni, parrocchie, centri del riuso comunali e negozi solidali accettano oggetti in buono stato: chiama prima per sapere cosa ritirano.

Per gli oggetti rotti o inutilizzabili la strada è lo smaltimento corretto. I piccoli elettrodomestici fino a 25 cm si possono consegnare gratuitamente nei negozi di elettronica anche senza comprare nulla, mentre per quelli grandi c’è il ritiro uno contro uno all’acquisto di un apparecchio nuovo o il centro di raccolta del Comune, come spiega Altroconsumo. Per mobili e ingombranti molti Comuni offrono il ritiro su prenotazione.

Fare spazio in casa è anche l’occasione per un decluttering ragionato: dividere gli oggetti in da tenere, da vendere, da regalare e da smaltire aiuta a decidere più in fretta.

Vendere l’usato: cosa sapere sulle tasse

Vendere ogni tanto oggetti personali usati, in genere a un prezzo più basso di quello pagato, non è un’attività commerciale e di norma non genera un reddito da dichiarare. Diverso è il caso di chi compra per rivendere o vende con continuità: in quel caso l’attività può essere considerata commerciale, con gli obblighi fiscali che ne derivano.

Dal 2023, con il recepimento della direttiva europea DAC7 (D.Lgs. 32/2023), le piattaforme online comunicano all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che in un anno superano 30 vendite o 2.000 euro di incassi. La comunicazione di per sé non crea una tassa: rende visibili le vendite al Fisco. Se vendi molto e con regolarità, chiedi un parere a un commercialista.

Come scegliere dove vendere

  • Abbigliamento, accessori, libri, oggetti piccoli: app con spedizione.
  • Elettronica e oggetti di valore: piattaforme con pagamento protetto e tracciamento.
  • Mobili e oggetti ingombranti: annunci locali con ritiro a mano oppure conto vendita.
  • Tanti oggetti di poco valore: mercatino, svuota cantine o donazione.
  • Oggetti rotti: centro di raccolta comunale o ritiro dei RAEE in negozio.

Se invece stai cercando dove comprare mobili nuovi a prezzi contenuti dopo aver fatto spazio, trovi una guida ai siti di arredamento low cost.

Domande frequenti

Qual è il sito migliore per vendere cose usate?

Dipende dall’oggetto. Per vestiti e piccoli oggetti da spedire funzionano bene le app con spedizione integrata; per mobili e oggetti ingombranti sono più adatti gli annunci locali con ritiro a mano o un negozio dell’usato in conto vendita.

Quanto si guadagna in conto vendita?

Il negozio trattiene una commissione sul prezzo di vendita. Nelle grandi catene la quota del venditore è spesso intorno alla metà del prezzo, ma le condizioni variano: verifica sempre il contratto prima di lasciare gli oggetti.

Bisogna pagare le tasse se vendo oggetti usati online?

Le vendite occasionali di beni personali usati di norma non sono tassate. Le piattaforme comunicano all’Agenzia delle Entrate i dati di chi supera 30 vendite o 2.000 euro in un anno; chi vende con continuità o compra per rivendere può svolgere un’attività commerciale e deve chiedere un parere a un professionista.

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