Lavare il vetro in lavastoviglie: tutto quello che c’è da sapere per preservarne la brillantezza

L’uso della lavastoviglie si è diffuso principalmente negli anni ’50, per poi raggiungere il suo culmine tra gli anni ’70 ed ’80. Da allora, anche la cristalleria è stata maggiormente utilizzata. Negli anni ’70, ad esempio, gli oggetti in vetro venivano presentati in diversi colori e forme, principalmente a motivi floreali e con fantasie che richiamavano i cartoni animati. Proprio tali fantasie colorate, tendevano a sbiadirsi con il lavaggio a mano. Dieci anni dopo, gli oggetti in vetro iniziarono ad assumere forme più raffinate, dal gusto retrò e decorazioni fini, specialmente per quanto concerne i bicchieri per degustare vini e liquori. Se ad oggi anche tali oggetti delicati possono essere lavati tranquillamente nelle moderne e tecnologiche lavastoviglie, durante quegli anni occorreva prestare particolarmente attenzione a non rovinarli.

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Nel 1990, invece, iniziarono a diffondersi bicchieri rigati ed a coste per i pasti quotidiani, molto resistenti e sicuri da lavare in lavastoviglie.  I calici per il vino, invece, diventarono leggermente più piccoli, in modo da poter essere posizionati agevolmente sul cestello superiore della lavastoviglie. Ad oggi, invece, i bicchieri da vino sono troppo grandi per essere lavati in lavastoviglie, ad esclusione di quelli senza stelo (stemless). Un tipo di bicchiere che negli ultimi anni si è diffuso particolarmente è il “drink jar”, ovvero una sorta di barattolo utilizzato specialmente per i cocktails, molto resistente anche per essere lavato in lavastoviglie senza problemi.

Come rendere più lucenti i bicchieri

Prima di comprendere come ripristinare la lucentezza del vetro, è bene capire come prevenire che i bicchieri possano opacizzarsi. In genere, questo problema è originato dal calcare contenuto nell’acqua e dal vapore. Per risolvere questo secondo problema, è possibile regolare la temperatura di volta in volta, e aprire subito lo sportello della lavastoviglie appena completato il ciclo di lavaggio. Inoltre, è necessario evitare i prodotti molto aggressivi, come quelli “3 in 1”, che rovinano la patina che ricopre i bicchieri. Meglio utilizzare detersivi lavastoviglie appositamente studiati per mantenere il vetro più brillante, come quelli proposti da Miele.

Quando i bicchieri diventano opachi (in genere a causa dei lavaggi frequenti in lavastoviglie, specie se si utilizza acqua calcarea) bisogna trovare il metodo per farli risplendere nuovamente. In genere si utilizza il brillantante, ma si tratta di un agente chimico che può rilasciare residui nella lavastoviglie e che, pertanto, non è amico dell’ambiente. In alternativa, è possibile affidarsi a metodi naturali che consentono di ripristinare la lucentezza del vetro:

  • Succo di limone e aceto. In caso di patina opaca, è possibile bollire un bicchiere d’aceto e 5 bicchieri d’acqua, lasciar intiepidire la miscela ed immergervi i bicchieri aggiungendo il succo di limone. Occorre poi asciugare utilizzando dei giornali vecchi.
  • Bicarbonato. Bisogna sciogliere 5 cucchiai di bicarbonato di sodio in due litri d’acqua, lasciare i bicchieri ammollo per tutta la notte e risciacquare con acqua fredda.
  • Sale grosso e aceto bianco. È possibile riempire i bicchieri con aceto bianco e sale grosso e mescolare in modo da amalgamare il composto. È necessario lasciar agire per circa mezza giornata, in modo da eliminare incrostazioni di calcare.
  • Acqua e zucchero. Prima di lavare i bicchieri, sia in lavastoviglie che a mano, è possibile pre lavarli con una soluzione di acqua e zucchero, avendo però cura di sciacquare con attenzione.
  • Candeggina. Se si sceglie di utilizzare la candeggina per far risplendere i bicchieri è necessario sciacquare con moltissima cura, al fine di evitare contaminazioni con i liquidi da bere.
  • Sapone di Marsiglia. Un altro metodo efficace sono le scaglie di sapone di Marsiglia, da sciogliere in acqua tiepida. È fondamentale lasciar agire per circa un’ora e poi strofinare le parti maggiormente opache con uno spazzolino oppure una spugnetta.

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